Ma perché non mi fate dirigente?

di AM il 16 settembre, 2010

1.19 480
Eh sì, la dirigenza te la fanno sempre sospirare.

C’è chi raggiunge la qualifica di quadro, anche rapidamente, per poi inseguire tutta la vita un sogno che non si realizza.

Ma che differenza c’è fra un quadro e un dirigente?

Chi, a vario titolo, vive nelle organizzazioni, sa che nella maggior parte dei casi il quadro aziendale ha responsabilità molto ampie, spesso assimilabili a quelle di un dirigente.

Vi interesserà sapere che la Cassazione (sentenza n. 5809, 10/3/2010), ha confermando il riconoscimento della qualifica di dirigente a un dipendente al quale era stata data “un’ampia autonomia gestionale” e la gestione di fatture per oltre € 1,5 milioni.

La Cassazione ha precisato che “il giudice di merito ha accertato i requisiti per l’individuazione della figura professionale del dirigente, verificato mansioni e grado di autonomia gestionale e decisionale e ha proceduto al necessario raffronto. Per concludere che la qualifica dirigenziale spetta al lavoratore”.

Nella sentenza si legge che “ai fini del riconoscimento della qualifica dirigenziale è necessario e sufficiente che sia dimostrato l’espletamento di fatto delle relative mansioni, caratterizzate da ampia autonomia decisionale, con o senza procura speciale”.

In buona sostanza, un numero piuttosto elevato di quadri aziendali si trova nella condizione di poter chiedere la qualifica di dirigente, con una probabilità affatto marginale di vedersela riconosciuta.

Ma perché le imprese fanno resistenza a nominare i dirigenti?

Il costo? No, certo. L’onere che l’impresa sostiene per un dirigente non è tanto più elevato di quello che sostiene per un quadro: con il particolare che il dirigente può essere licenziato con minore difficoltà.

Le deleghe? Mica tanto, visto che le responsabilità assegnate sono spesso indipendenti dallo status di quadro o dirigente.

E allora, dove andiamo a pescare le ragioni?

Gira e rigira la riflessione ci porta a pensieri che hanno a che fare più con la percezione che con il funzionamento dell’organizzazione. Vediamo perché.

La qualifica di dirigente è spesso concessa per riconoscere il peso che il top management o la proprietà intende attribuire alla posizione. O alla persona.

La domanda “è dirigente?” ce la poniamo per “pesare”, anche politicamente, la persona che abbiamo di fronte, per valutare il potere che gli è effettivamente riconosciuto.

Un’ipotesi piuttosto accreditata (e va bene, è la mia …) attribuisce la tendenza ad conferire la qualifica di quadro a un’istintiva associazione a un oggetto d’arte: un quadro lo attacchi al muro affinché svolga la funzione di arredo, lo ammiri quando vuoi (se ne vale la pena), ma se taci non ti parla.

E non ti contraddice. Insomma, i quadri sono una gran comodità: svolgono la loro funzione in silenzio, senza creare difficoltà.

Altra roba i dirigenti: a fregarli, poveretti, è lo stesso significato della parola.

La parola “dirigere” evoca azione, decisioni, la scelta di una direzione piuttosto che un’altra per sé e per gli altri: la qual cosa può generare diversità di opinioni, che a loro volta possono generare conflitti.

Se poi ti capitano quelli che pensano di essere pagati per pensare e assumersi responsabilità hai chiuso.

Insomma, una sciagura. Meglio i comodi, inoffensivi, quadri aziendali.

Che ne dici?

 

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Se vuoi leggere gli altri articoli sul tema fai clic sui seguenti collegamenti:

 

{ 45 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Daniela settembre 21, 2010 alle 08:09

Ho conosciuto dirigenti che erano innanzitutto dei "signori" e svolgevano il compito con successo perché avevano un alto senso di responsabilità e godevano della stima sia della proprietà sia dei sottoposti. Era un piacere lavorare con loro!
Daniela

Rispondi

MAURIZIO settembre 3, 2013 alle 10:12

hai conosciuto me allora! scherzi a parte, non sarò certo io a lodarmi dicendo che sono un “signore” ma quello che mi ha sempre contraddistinto è proprio il senso del dovere e il clima “leggero” che ho creato nel mio ufficio e con le persone che collaboravano con me. Purtroppo la proprietà non ha mai dato importanza a tutto ciò e piano piano ha distrutto tutto quanto di buono è stato fatto negli anni. se posso usare una frase colorita che ho sempre sostenuto dico: “avevamo creato una filiale gioiello, sono riusciti a ridurla ad un bordello”. peccato!

Rispondi

Anonymous settembre 21, 2010 alle 09:21

Ecco il mio modesto contributo..
1) Il Dirigente costa aziendalmente molto piu' di un quadro. La differenza e' nei cosidetti fringe benefits. L'auto aziendale per esempio (a nessun quadro e' data in dotazione a meno che non sia un venditore, mentre quasi tutte le posizioni di dirigente la prevedono). Coperture mediche integrative e' un altro esempio. Anche a parita' di stipendio, la differenza gia' sale almeno ad un 30% in piu' di costo aziendale.
2) Il Dirigente e' un elemento fondamentale nella ossatura dell' Organizzazione aziendale (la sua struttura). La % di Dirigenti sul totale forza lavoro e' un elemento spesso preso a riferimento per capire quanto "piatta" sia una tale Organizzazione. Tenere bassa tale % e' quasi una garanzia (in particolare nelle Multinazioinali) che nessuno verifichi se sia il caso di proporre una dolorosa ristrutturazione…

Rispondi

AM settembre 21, 2010 alle 11:09

Cara Daniela,
anch'io ho conosciuto dirigenti di grande valore: persone preziose, per la proprietà e per i collaboratori. La mia ironia, oltre che giocosa, tendeva a mettere in luce taluni comportamenti, diffusi nelle organizzazioni, orientati a limitare la responsabilizzazione del personale dedicato a ruoli direttivi. Lungi da me l'idea di voler fare di tutta l'erba un fascio.
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

Anonymous settembre 21, 2010 alle 11:18

Mi occupo di questo argomento e vorrei dire che la concessione dei benefits quale l'auto aziendale e altri dipende molto dalle politiche del personale. Ci sono posizioni di quadro con deleghe da dirigente e che ne svolgono la funzione. Sono d'accordo con mancini quando dice che sarebbe opportuno e meno critico trasformare molti quadri in dirigenti. Si può senza che i costi salgano più di tanto, se ci stai attento. Non capisco poi cosa l'anonimo voglia dire che se ha tanti dirigenti l'organizzazione non è piatta. Dalle mie parti sono le posizioni a fare l'organigramma, non la qualifica…

Rispondi

Anonymous settembre 21, 2010 alle 13:02

Concordo nel ritenere la posizione un elemento ben distinto dalla qualifica. Negli ambienti più culturalmente evoluti o meglio nelle organizzazioni basate sulla conoscenza la distinzione fra Dirigente e Quadro si è cosi' tanto assottigliata, che tali qualifiche sono solo un mero riferimento contrattuale e non un vero titolo organizzativo e mi permetto di aggiungere…da eliminare. La differenza la fa il più competente non il più dirigente…

Rispondi

robot settembre 21, 2010 alle 13:56

Io conosco dirigenti bravissimi solo nel decidere di non decidere niente, l'azienda non va da nessuna parte ma il dirigente non sbaglia mai.

Rispondi

Nino settembre 22, 2010 alle 08:36

…. quanti commenti, chissà se sono di dirigenti o di quadri …..

Rispondi

andrea maggio 5, 2011 alle 15:21

Il problema di un quadro che svolge qualifiche di dirigente è quello di dimostrare se egli in sostanza diriga un ramo d’azienda

Rispondi

maximo giugno 9, 2012 alle 13:06

1 dirigente, 3 quadri, 100 dipendenti.
Se si escludono le classiche eccezioni (soprattutto in italia), come media dovremmo esserci. Ogni ulteriore nomina, dovrebbe avvenire solo se l’azienda si sviluppa, cresce o se vuole sostituirne un altro (ritenuto ormai obsoleto).
A mio avviso, oltre ad essere meritata, la carica di dirigente deve assolutamente servire alla causa dell’organizzazione. Quindi non puo’ esssere vista come “premio”.
(sono un anti-dirigentista convinto…)

Rispondi

Rafforex settembre 4, 2013 alle 15:52

Carissimo,
in molte aziende essere dirigente o meno ne va della considerazione che gli altri dipendenti hanno di te e quindi la facilità con cui risolvi le problematiche giornaliere, da me multinazionale tanti quadri, quando cerco di risolvere problematiche essendo un quadro (pensano che non abbia peso politico) mi fanno mille problemi poi faccio intervenire il mio capo (dirigente) e tutti si mettono in riga. Faccio presente che come me altri colleghi fanno parte dela leadership team ma non sono dirigenti, a parte la retribuzione, ma grande frustrazione lavorativa.
Noi italiani siamo una popolazione di graduati, e se i gradi non li hai non meriti considerazione e tutto si complica specialmente nel lavoro.

Rispondi

Frank febbraio 21, 2013 alle 11:58

io sono quadro da oltre 10 anni ma di fatto sono ridotto a svolgere la mansione di addetto/segreteria essendomi stata preclusa ogni autonomia funzionale e decisionale. Mi viene detto di fare ed eseguo…. quindi leggere i commenti sopra per quanto pungenti provo solo invidia vista la mia meschina situazione

Rispondi

Brian febbraio 26, 2013 alle 09:39

Il capo bravo sceglie collaboratori bravi. E questi diventano ottimi dirigenti. Ma il capo scarso sceglie collaboratori scarsi, per paura che i bravi gli rubino il posto. Ed è una catena che continua finché arriva un capo tanto scemo che si fa devvero rubare il posto… E poi si ricomincia. Il mondo è pieno di capi scarsi ed insicuri.

Rispondi

AM febbraio 26, 2013 alle 09:52

@Frank. Hai mai pensato di fare un piano per uscire dalla tua situazione?

Rispondi

AM febbraio 26, 2013 alle 09:53

@Brian. Nella tua esperienza, quanti sono in percentuale i capi che ritueni inadeguati?

Rispondi

Luca giugno 21, 2013 alle 13:36

@Frank… e ti lamenti? Ti pigli i soldi di un quadro senza nessuna responsabilità. Frustrante? Bhe, lavora come un quadro con lo stipendio di un impiegato e ne riparliamo.

Rispondi

AM giugno 22, 2013 alle 10:12

@Luca. Frank rappresenta la testimonianza che la retribuzione può non essere un fattore motivante. Chiaro anche che il caso da te menzionato è anche peggiore.
Grazie e a presto leggerti.

Rispondi

Gino agosto 1, 2013 alle 13:53

Sono quadro da 12 anni e nella stessa posizione organizzativa da 8. Mi sento bloccato anche se ho un reparto di 40 persone, un budget di 10M Euro e un portafoglio estremamente critico per l’azienda. Non farò mai una causa, anche se ho 1 avvocato e 1 consulente del lavoro in famiglia, perchè so che alla lunga si ritorcerebbe contro di me. Con questi chiari di Luna, non è facile fare il difficile e invece conviene accettare quello che passa il convento. Specie in una zona d’Italia con poco mercato del lavoro.

Rispondi

AM agosto 1, 2013 alle 14:42

Ciao Gino,
la tua posizione è simile a quella di molti altri e l’articolo non vuole certo essere un suggerimento a rivendicare la dirigenza.
Piuttosto vuole essere uno spunto di riflessione per l’azienda, poiché in molti casi avere dei dirigenti invece dei quadri potrebbe essere conveniente.
Grazie e a presto leggerti,
Arduino

Rispondi

andrea gennaio 20, 2014 alle 23:09

Ringrazio in anticipo chi volesse rispondere alla mia domanda. Considerando 100 la RAL di un quadro, quanto deve crescere in % la stessa a livello di dirigente per ottenere lo stesso netto?
Inoltre, è l’auto una sorta di benefit “obbligatorio” che le aziende che passano di livello un quadro si sentono obbligate a riconoscere?
Quadro interessato al possibile passaggio soprattutto per le coperture assicurative che ne derivano, grazie

Rispondi

Accaerre gennaio 28, 2014 alle 20:53

Ciao Andrea,
Il tuo quesito non e’ di facile soluzione, perche’ le aziende tendono a ragionare sul lordo.
Se sei un Quadro senza benefit (es. assicurazioni), perquisite (es. auto) e se non devolvi nulla ai fondi complementari (pensione futura…) Il tuo netto in caso di cambio di qualifica ne risentira’, ma se guardi i vantaggi indiretti o meglio differiti nel tempo il gioco ne vale la candela.
Per darti qualche info, per un dirigente di aziende industriali, considera:
A) il tema ferie e par, di cui nessuno ne parla (sono meno in totale, in particolare non esistono i par perche’ si presuppone che se ti prendi una mezza giornata lo puoi fare senza renderne conto)
B) assicurazione sanitaria: Fasi (alcune aziende pagano anche la quota a carico dirigente, altre no). Vai sul sito Fasi e trovi gli importi trattenuti (ahime’ significativi per i reali vantaggi che poi l’assicurazione ti da).
C) assicurazioni vita e infortunio: interessanti e obbligatorie. Ci paghi un quid economico come benefit
D) Previndai: puoi devolvere tutto il tfr + una % della ral. L’azienda ci mette un bel quid e ti posso assicurare che questa e’ una delle cose piu’ positive.
E) auto: non e’ prevista per contratto nazionale. Se te la danno considera in media un valore benefit di circa 3k anno sul quale paghi ctr e irpef. Poca cosa rispetto al vantaggio che ti offre un’auto.
F) a livello di ral 63k lordi per i primi 6 anni, poi 80k lordi. Tu sei sopra quindi nessun vantaggio come aumento. Scordati aumenti ccnl e scatti di anzianita’ (tutti assorbiti dalla ral). Se te li pagano interessanti le indennita’ trasferte giornaliere.
G) se ti licenziano il preavviso e’ minimo di 8 mesi…meglio di un quadro. Lato indennizzo con la legge fornero puoi arrivare a 24 mesi come quadro, come dirigente invece max 20 mesi salvo tu abbia dai 50 in su.

Rispondi

Andrea febbraio 9, 2014 alle 15:56

Grazie mille per la tua dettagliata risposta. La posizione mi è stata riconosciuta anche perché, non avendone necessità lavorative, non ho avanzato richieste sull’auto aziendale. Soddisfatto per le coperture integrative e per le assicurative che si possono estendere al nucleo familiare. Un aumento che assorbe le maggiori contribuzioni mi lascerà inalterata la RAL. Grazie ancora

Rispondi

AM febbraio 10, 2014 alle 12:47

Sono contento che tu sia contento Andrea.
Ho fatto poco: qui l’esperto è Accaerre.
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

bairtentender aprile 12, 2014 alle 16:06

Salve a tutti.
Lavoro da 20 anni in una compagnia aerea straniera che ha deciso di chiudere. Circa 8 anni fa ho chiuso una vertenza (autogestita) che mi ha riconosciuto inquadramento a quadro. Il dirigente risiedeva all’estero e di fatto le decisioni, la strategia commerciale, la gestione ordinaria la espletavo io. Avallavo inoltre pagamenti di incentivi ai distributori per diverse centinaia di migliaia all’anno con fatturati tra i 150 e 200k. Lui si limitava a dare ok nell’applicazione amministrativa. Ora siamo in fase di licenziamento collettivo e messa in mobilita’. Mi offrirebbero un posto all’estero in africa centrale e aumento 20k circa (attuale 60k). Nel frattempo ho trovato alternativa in Italia. Secondo voi ci sono margini per vertenza ulteriore e chiedere dirigenza o buonasluscita compensativa? Grazie in anticipo

Rispondi

AM aprile 23, 2014 alle 09:18

Ciao bairtentender,
la situazione mi sembra complessa e credo che richieda l’intervento di una profondo conoscitore della norma e della situazione specifica.
In bocca al lupo.
Arduino

Rispondi

Max febbraio 22, 2015 alle 13:23

Salve a tutti,

leggendo i vari post adesso sono un pò confuso.

Sono un ingegnere di 39 anni e sto trattando un offerta da parte di una azienda di costruzioni (in particolare una società cooperativa con capitale sociale 90.000€) per il ruolo di Direttore tecnico generale di azienda…CCNL edili-industria.

Ho alcuni dubbi e vorrei richiedere il vs gentile parere.

1. l’assunzione avverrebbe con il massimo livello…ma il massimo livello è il 7° Quadro? Oppure esiste anche il livello Dirigente? Su questo punto vorrei un vs importante parere. Considerato che l’accordo avverrà su un netto, secondo voi a quale tipo di inquadramento dovrei puntare, Quadro o Dirigente ? Io sarei subito “sotto” il consiglio di amministrazione ? Ho letto dei maggiori “rischi” di tutela lavorativa dei Dirigenti, e quindi non so davvero cosa sia meglio. Immagino però che un contratto da dirigente offra anche dei pro. Cosa mi consigliate ?

2. negli ultimi anni ho svolto la libera professione ed oggi non ho idea di quanto potrebbe essere uno stipendio congruo per un Direttore Tecnico. Potreste darmi un’idea ? Mi rendo conto che la domanda è molto generica e che dipende da molti fattori, ma esiste una base di calcolo oppure un modo di calcolo per addivenire ad un potenziale stipendio congruo?

3. vorrei se possibile capire che tipo di agevolazioni la società potrebbe usufruire assumendomi. Sfruttando quanto previsto dalla L.190/2014 le agevolazioni si traducono in un esonero del pagamento dell’INPS (se ho capito bene) fino alla decorrenza di euro 8060/anno per 3 anni. Ipotizzando un netto in busta di 3000€, dato dato minimi tabellari+superminimo, quale sarebbe lo sgravio concesso alla società?

Grazie mille in anticipo della vs cortese collaborazione.
Cordialità,
Massimiliano

Rispondi

Cesare febbraio 23, 2015 alle 13:57

Buongiorno Max
sei sicuro di aver fatto le tue domande sul blog giusto?
Saluti

Cesare

Rispondi

Massimiliano febbraio 23, 2015 alle 20:11

Ciao Cesare,
perchè mi fai questa domanda?

Ho letto che si parlava dei pro e contro dell’essere inquadrati dirigenti piuttosto che quadri.

Se leggi il punto 1 credo di essere stato in chiave.
Gli ulteriori punti, se qualcuno ha nozioni, sarei felice di avere dei consigli.

Rispondi

AM febbraio 24, 2015 alle 15:59

Ciao Massimiliano,
scusa il ritardo con il quale rispondo al tuo commento.
Prima di entrare nel merito e decidere se questo sia un sito di consulenza o un blog di altro genere vorrei invitarti a rileggere il tuo commento e riflettere sulle tue parole, dalle quali emerge che stai negoziando un incarico e non hai ancora chiarito i punti chiave:
– a chi riporta la posizione che ti stanno offrendo?
– quali sono le responsabilità, anche legali, che ti stanno affidando?
Se non chiarisci questi punti è perfettamente inutile approfondire qualunque altro tema.
Come detto altrove in questo post, tibicon non è un blog che intende sostituirsi ai consulenti del lavoro, ai quali ti suggerisco di rivolgerti anche alla luce della scarsa conoscenza che mostri verso la contrattualistica aziendale; l’ambito nel quale abbiamo parlato della diversità di inquadramento fra diriigente e quadro è volto a riflettere sulle ragioni che sembrano impedire alle aziende di nominare dirigenti anche quando per loro molto conveniente.
Cosa ti suggerisco di fare?
– approfondisci contenuti e collocazione organizzativa della posizione che stai negoziando;
– trovati un buon consulente del lavoro che sappia supportarti.
In bocca al lupo,
Arduino

Rispondi

Roberto febbraio 26, 2015 alle 15:28

Buongiorno a tutti,
Leggo con piacere, dubbio, che ci sono molti lavoratori che vivono la mia situazione aziendale. Mal comune mezzo gaudio, forse.
Sintetizzo: responsabile di 110 persone distribuite in varie città del centro e nord Italia, budget gestito in autonomia circa 20M€. Sono quadro ma con discreto stipendio (meno di 80k) Mi chiedo spesso perché l’azienda non consideri la mia posizione dirigenziale, e quali possono essere gli elementi oggettivi di valutazione. Ad esempio come si definisce la gestione della spesa in autonomia? Discuto il mio budget due volte all’anno con il mio dirigente e lui lo approva. Le autorizzazioni al pagamento vanno in doppia firma … Quindi non sono autonomo? Come si può provare l’autonomia decisionale?

Un grazie a chi vuole commentare la mia!
Cari saluti a tutti

Rispondi

AM febbraio 26, 2015 alle 16:55

Ciao Roberto,
la situazione che descrivi va tutta verso quell’autonomia che una posizione dirigenziale richiede; ovviamente la situazione andrebbe analizzata nel dettaglio anche con un consulente del lavoro.
Nella tua azienda esiste una valutazione periodica delle prestazioni dei collaboratori? Come sei valutato?
Hai mai posto la questione della dirigenza?
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

Roberto febbraio 28, 2015 alle 09:04

Grazie per la risposta,
Si, siamo una multinazionale tedesca con un sistema di valutazione standard internazionale molto strutturato, ho sempre raggiunto gli obiettivi e avuto valutazioni ai massimi e massimo dei premi (per i quadri) che da noi è un 8% della RAL. Nel 2013 un aumento di 5k€, ma la nomina no. A questo punto è evidente che non me la vogliono dare. Accettai questa responsabilità con la prospettiva (verbale) di un vice direttore generale della dirigenza ma ormai a quasi tre anni non se ne parla più. Non mi lamento, per carità il lavoro mi piace, ho una bella squadra, la fiducia del vertice e un trattamento economico buono ma appare evidente che non mi faranno giocare in serie A o quanto meno non da titolare…
Non volendo entrare in conflitto con l’azienda non saprei che supporto possa darmi un consulente del lavoro, ma sarei curioso di capire quali sono i parametri oggettivi.
Grazie mille per l’attenzione, spero che la situazione descritta possa essere utile a qualcuno per delle riflessioni e confronti.
Roberto

Rispondi

Cesare febbraio 28, 2015 alle 12:28

Roberto, ma visto che a quanto dici sei comunque contento e non vuoi scappare, e i rapporti con il vertice sono buoni, perché non chiedere (educatamente, senza polemica) se la dirigenza è una possibilità ancora concretizzabile?

Rispondi

AM marzo 2, 2015 alle 17:41

@Roberto.
Quello di Cesare mi sembra un buon suggerimento. Quando mi sono trovato in situazioni non troppo diverse dalla tua ho impiegato questa tattica http://www.tibicon.net/2013/05/quanto-vuoi-di-aumento.html
Ha funzionato, ma dipende molto dalle situazioni specifiche.
Il colloquio con un consulente del lavoro può essere utile perché può aiutare a comprendere lo scenario e verificare gli spazi di manovra.
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

Roberto marzo 2, 2015 alle 18:16

Grazie Cesare, Arduino,
In effetti ho provato a confrontarmi con i miei responsabili e a proporre il tema della crescita professionale (anche in ambiti diversi), ho ottenuto rassicurazioni sull’apprezzamento e sulle possibilità di crescere ma, di fatto, nessuna promessa e nessuna pianificazione. In realtà non si vuole oppure non si “pole”, in ogni caso non voglio insistere o mettere in imbarazzo gli interlocutori essendo i fondamentali del rapporto lavorativo molto buoni.
Avrei altre opportunità di lavoro interessanti ma mi costringono a cambiare città e per motivi famigliari preferisco di no, sono scadente nei bluff e quindi mi rassegno (poi ho letto i consigli di Arduino relativi ai bluff nel suo libro di (s)management delle hr…).
Resta solo la voglia di capire meglio il perché di una situazione che peraltro non ha motivazioni economiche n’è per l’azienda n’è per il sottoscritto.
Saluti a tutti

Rispondi

AM marzo 2, 2015 alle 19:02

Caro Roberto,
forse è solo una questione di s-management. Ciò che riporto nella seconda parte dell’articolo con una buona dose di ironia altro non è che la ragione più plausibile, che li potrebbe portare a perderti.
Comunque, complimenti Roberto: leggo dalle tue parole competenza, serietà e motivazione a dare il meglio anche in un ambiente che vuole valorizzarti fino a un certo punto.
Mi tolgo il cappello e mi auguro di averti a lungo qui con noi.
A presto leggerti, Arduino.

Rispondi

AM maggio 29, 2015 alle 11:02

Ciao a tutti,
segnalo a quanti sono interessati a ricevere aggiornamenti su questo post che oggi, sullo stesso tema, ho pubblicato questo articolo
http://www.tibicon.net/2015/05/dieci-domande-per-scegliere-fra-quadro-e-dirigente-e-decidere-se-fare-il-manager.html
Buona lettura!
Arduino

Rispondi

Barbara ottobre 22, 2015 alle 10:39

Sono un quadro contratto commercio e mi è stato proposto il passaggio a dirigente ma senza aumento retributivo, quindi solo carica. Secondo loro non avrei alcun svantaggio economico se non esiguo, che verrebbe pareggiato dai pro e comunque non me lo hanno quantificato. La mia ral è di circa 110k, quanto influirebbe sul mio netto il passaggio a Dirigente visto che avrei dei contributi a mio carico? Di quanto indicativamente il lordo dovrebbe essere incrementato per avere un netto pressochè invariato?
Grazie mille per il prezioso supporto.
Barbara

Rispondi

Cesare ottobre 22, 2015 alle 18:46

Barbara:
un vantaggio potrebbe essere la mutua dei dirigenti che copre i costi molto meglio di quella degli impiegati: Ma siccome, come scrivevo altrove, non esistono pranzi gratis, e io sono sempre diffidente (forse ache troppo) hai capito perché te lo propongono? Loro che vantaggio ne avrebbero?
saluti

Cesare

Rispondi

Barbara ottobre 22, 2015 alle 20:50

Loro hanno motivato che è per una questione di riconoscimento e crescita, e che essendo gia la mia ral piuttosto alta, e da dirigente, al momento possono solo riconoscermi la carica. A me andrebbe anche bene ma se ci devo rimettere, non tanto. Per questo vorrei riuscire a quantificare se e quanto influirebbe sul mio netto.
Grazie e saluti
Barbara

Rispondi

Cesare ottobre 23, 2015 alle 19:44

Come dicevo, se hai famigli valuta i vantaggi della cassa malattia dei dirigenti; altro io non saprei dirti…

Rispondi

andrea dicembre 29, 2016 alle 10:30

buongiorno,

scusate la mia domanda , ma è una pura curiosità: siete a conoscenza di qualcuno che, da disabile (ad esempio persona sorda pre-linguale) sia diventato dirigente?
uno è ad esempio Renato Pigliacampo (morto recentemente), assunto come dirigente in una struttura pubblica….

Rispondi

AM gennaio 6, 2017 alle 13:25

Ciao Andrea,
il tuo quesito è molto interessante.
Ho a lungo cercato sul web ma senza trovare risultati.
Invito chiunque avesse notizia di persone disabili, diverse da Renato Pigliacampo, nominate dirigente di una struttura pubblica o provata di darcene notizia pubblicando un commento a questo post.
Grazie Andrea e a presto leggerti.
Arduino

Rispondi

piero novembre 4, 2017 alle 11:38

BUONGIORNO SONO A PORRE UN QUESITO SONO UN QUADRO DI AZIENDA METALMECCANICA PASSATA DA IMPRENDITORE A MULTINAZIONALE .
MI E’ STATO IMPOSTO DI ESSERE DIRIGENTE DI SICUREZZA NEL SITO PRODUTTIVO OVE SVOLGO ATTIVITA DI REP PROD , MA NON MI E’ STATA RICONOSCIUTO NESSUN AUMENTO SALARIALE .
CHIARO CHE ORA IL MIO IMPEGNO IN TERMINI DI TEMPO PER POTER FAR AL MEGLIO DEBBO TOGLIERE ALTRO TEMPO ALLA FAMIGLIA .
LA MIA RAL E DI 70K ( A MIO PARERE 11 ORE AL GIORNO SABATI MATTINA E REPERIBILITA PER ALLARMI ) NON MI ESMBRA ADEGUATA .

CHIEDO INFO

GRAZIE PIER

Rispondi

AM novembre 21, 2017 alle 13:14

Ciao Piero,
scusa il ritardo con il quale ti rispondo.
Come avrai scoperto leggendo le risposte ai commenti di altri lettori, questo non è un sito di consulenza su tematiche contrattuali.
Tuttavia, voglio prendere l’opportunità per fare qualche riflessione.
Innanzitutto la domanda: che cosa vuoi sapere?
Vuoi sapere se sei pagato abbastanza? Se avresti potuto e dovuto chiedere di più? Se il tuo compenso è adeguato in relazione a quello che l’azienda ti chiede?
Molto dipende dai contenuti del tuo ruolo:
– Quanti dipendenti ha l’azienda?
– Fatturato?
– A chi riporti?
In generale, 70k non sono esattamente briciole e il passaggio da quadro a dirigente, anche senza aumenti di retribuzione, prevede dei vantaggi che l’azienda potrebbe aver considerato.
Ora ti domando: perché hai firmato prima di chiarirti le idee?
Come hanno fatto ad “obbligarti” a firmare?
Non avrebbe avuto senso, prima di accettare la proposta, contattare un consulente del lavoro per valutare nel complesso la tua posizione, quindi anche l’aspetto retributivo? E, magari, definire una strategia?
In molte persone che mi scrivono vedo la tendenza ad acquisire informazioni, gratuitamente, quando non servono più.
Ciò è lecito aspettarsi da una persona esperta come te è che chiarisca il contesto di una proposta prima di intavolare una trattativa.
Cosa ne pensi?
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

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