PD, PDL, PDN e la strategia della casualità

di AM il 22 aprile, 2012

Pierferdinando Casini ha annunciato la nascita a settembre del Partito della Nazione, «un partito moderato, laico, ma di ispirazione cattolica», come l’ha definito il presidente Udc, Buttiglione.

Casini prova a rifarsi l’abito in vista delle elezioni 2013 e per ora procede assieme agli alleati del Terzo polo, Fini e Rutelli: l’idea è comunque di andare a prendere spazio al centro, cercando di raccogliere consensi nell’area moderata del PDL.

Per ora tre sono le cose certe.

La prima consiste nell’eterna corsa al centro, dove i partiti cercano di catturare consensi senza spaventare l’elettorato.

La seconda nel corteggiamento che tutti ormai fanno ai tecnici del governo che sostengono, i quali devono probabilmente uscire bene dai sondaggi nonostante le critiche che raccolgono.

La terza è la più curiosa: adesso ve la racconto.

Nell’eterno trasformismo della politica italiana, nel quale i partiti cercano sistematicamente di rifarsi il trucco per apparire “ nuovi” agli occhi dell’elettorato, la caccia al nome capace di portare consenso produce strani risultati.

Avrà Pierferdinando Casini riflettuto sul fatto che l’acronimo di Partito della Nazione è PDN, e che gli altri due partiti maggiori usano come acronimo PD e PDL?

Per quale ragione affidare a una sola lettera l’identità e la distinguibilità di un partito?

Vi confesso che, mentre conducevo nel 2011 lo studio “ Il marchio è di destra o di sinistra”, focalizzato proprio sui nomi di partito e sulla loro protezione legale, mi sono a lungo interrogato circa questa stranezza: perché adottare in modo quasi sistematico nomi confondibili fra loro?

Comincio a pensare che quella di darsi un nome confondibile rappresenti una strategia precisa.

E la strategia è quella di affidare il proprio successo al caso.

Che cosa, infatti, meglio del caso può offrire opportunità di successo quando i programmi non si distinguono e i rappresentanti non sono mai stati così mobili fra uno schieramento e l’altro?

Tu cosa ne pensi?

{ 4 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Claudia aprile 23, 2012 alle 20:35

Buonasera,
io penso che piu che al caso si affidino alla precisa volonta’ di
rendersi tutti uguali e indistinguibili …cosi da mettere gli elettori ancora piu in difficolta’ nella scelta eventuale; nella confusione si “arraffa” meglio ..( si pensi alla attuale buffonata dei finanziamenti ai partiti )
Io Spero anche che sia iniziata veramente una seconda tangentopoli e che ci sia un ricambio generazionale dei politici a breve.
Una nota sulle sigle : comunque e’ vero , le sigle di 30 anni fa
( msi/pc/dc/ecc…) erano tutte legate a delle facce , facce che comunque erano “Leader” legati a quella tale sigla , per tutta la loro carriera politica .
Oggi le sigle sono simili e le facce si mescolano e si scambiano ..nessun Leader in vista …..
Saluti.

Rispondi

Alessandra aprile 26, 2012 alle 09:56

Personalmente penso che il cambiare nome sia solo un modo per spogliarsi di un abito oramai troppo “sporco” e vestirsi di una nuova veste linda. Poco importa che poi il sotto resta sempre lercio.
Spesso (haimé) per gli elettori è l’apparenza che conta.

E’ un pò come per quelle aziende che per sfuggire alla giustizia cambiano nome ogni tot anni, ma poi chi dirige – magari dietro le quinte – sono sempre gli stessi soggetti.

Rispondi

Lorenzo aprile 26, 2012 alle 16:56

Bhè , che dire …. Beppe Grillo cosi potrà dire che , oltre al PDL ed al ” PD meno ELLE ” , ci sarà anche il ” PD più N” : se volessimo addentrarci nei meandri della comunicazione , il suffisso “PD” potrebbe essere espressione del piattume della politica italiana , per escludere invece interpretazioni complottistiche circa l’esistenza di una unica lobby di potere ..

Rispondi

giovanna aprile 27, 2012 alle 07:25

Il successo non viene tanto affidato al caso, quanto al malinteso: con l’aggiunta della N (nazione) si intende strizzare l’occhio anche alle frange di destra che votavano PDL e non confluite in Futuro e Libertà. Nel panorama politico italiano secondo me non esistono più due schieramenti contrapposti ma solo una grande ammucchiata al centro con personaggi che ammiccano ora con l’occhio destro, ora con quello sinistro secondo ……il caso? no! del vento favorevole! ….. e noi allocchi che ci caschiamo! e ci ritroviamo come sempre (per dirla con un detto delle mie parti) ” in mezzo al mare e senza vento”!!!

Rispondi

Lascia un commento

Articolo precedente:

Articolo successivo: