Sei un ascoltatore competitivo?

di AM il 21 giugno, 2012

Ritegno che sia possibile condividere l’idea che l’ascolto rappresenti una di quelle funzioni essenziali della comunicazione che abbiamo visto almeno in parte diminuire in efficacia con l’avvento della multimedialità, la quale ci sollecita in modo sistematico a dedicarci a più di un’attività contemporaneamente o in uno spazio di tempo contenuto.

Tutta colpa dello smartphone?

Assolutamente no, perché esistono abitudini antiche che influenzano la qualità dell’ascolto in modo forse più profondo di uno strumento multimediale.

Non ci credi? Cambierai idea dopo che ti avrò parlato dell’ascolto competitivo.

Definisco ascolto competitivo come quell’atteggiamento che mi porta a pormi in posizione di competizione con l’interlocutore, spostando su di me l’attenzione e diminuendo o addirittura annullando l’attenzione che presto al contenuto della conversazione.

L’ascolto competitivo ha, nella mia esperienza e da quanto emerso in ormai numerosissime esperienze di aula, diverse manifestazioni:

  1. so che il mio interlocutore sta per dire qualcosa che non mi piace e allora lo interrompo prima che termini per influenzarlo e indurlo a cambiare posizione;
  2. mi è venuta in mente una soluzione al tema in discussione (situazione simile alla finisci che poi ti dico). Allora, per ragioni di tempo o (più frequentemente) impazienza, propongo subito la soluzione: così potrò evitare una serie di chiacchiere inutili…;
  3. mi viene in mente un episodio personale, evidentemente più interessante di quello che (non) sto ascoltando, e comincio a raccontarlo incurante del fatto che il mio interlocutore non abbia ancora terminato;
  4. non sono d’accordo con quello che dice, o che credo che stia per dire (poiché insisto a non lasciarlo terminare…), ed esprimo disaccordo interrompendo prima che egli abbia terminato. Perché il vero obiettivo non è comunicare, ma avere ragione;
  5. percepisco una critica diretta a me e decido di difendermi spiegando la mia posizione prima ancora di aver accertato l’esistenza e l’entità della critica. Insomma, faccio il permaloso;
  6. faccio paragoni fra lui e me. Sì perché, diciamocelo, una sciocchezza come quella che lui sta confessando io non l’avrei mai fatta (ma si può essere più stupidi?).

Alla base dell’ascolto competitivo c’è il volersi sentire migliori degli altri, la fretta, il timore di essere attaccati, la voglia di occupare il centro della scena sempre e comunque.

E se hai avuto la pazienza di arrivare fin qui avrai anche capito che il mio tentativo di trasformare l’interlocutore in uno spettatore è fallito, perché se anche egli fosse fisicamente presente il “trattamento” al quale l’ho sottoposto gli avrà fatto perdere la voglia di ascoltarmi.

In sostanza, sono rimasto solo a parlare con me stesso: e non sono neanche sicuro di essermene accorto.

Ti è mai capitato niente del genere?

PS: se la risposta è sì non prendertela più di tanto e lavoraci su. C’è gente che per superare certe cattive abitudini addirittura si è messa a fare il trainer…

{ 4 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Ada C. giugno 27, 2012 alle 15:30

Sono un’ascoltatrice paziente, per educazione e vocazione. Spesso sembra un atteggiamento perdente: si tace e si lascia all’interlocutore tutto il tempo (al più riconducendolo al tema se tende a divagare troppo) ma credo sia fondamentale per il dialogo; alla peggio, permette di capire i punti sensibili di chi ci sta davanti.
Grazie per le riflessioni che stimoli.

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AM giugno 27, 2012 alle 16:56

Conosco beneissimo le tue caratteristiche in merito all’ascolto, e credo in passato di averne forse abusato.
Colgo l’occasione oggi per ringraziarti.
A presto leggerti,
Arduino

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RicoFede luglio 22, 2013 alle 12:15

Ho letto e riletto, e riletto…
Arduino, non credi che la percezione che abbiamo del nostro interlocutore condizioni il nostro modo di comportarci?
Mi è capitato di dovermi confrontarmi con persone di cui non avevo nessuna stima nè considerazione (addirittura dover prendere ordini da loro) risultato? Più che ascoltatore competitivo ho assunto il comportamento di un Pitbull!!

(Me ne vergogno ancora ora…)

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AM luglio 23, 2013 alle 11:23

Vero RicoFede, eccome. Infatti durante l’ascolto l’atteggiamento che dovremmo tenere è questo, seconso me http://www.tibicon.net/2012/03/le-basi-del-pensiero-critico.html
Costa fatica, tanta, ma paga!
Fammi sapere quando hai letto.
Grazie e a presto leggerti,
Arduino
PS: sono curioso come una scimmia. Ce lo racconti l’episodio? Cosa fai da Pitbull ?!

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