Come reagire alla calunnia

di AM il 11 ottobre, 2012

Ho pubblicato, tempo fa, la recensione di un libretto di Luciano di Samosata dal titolo Come difendersi dalla calunnia, disegnando anche il tratto di un calunniatore, in modo da aiutare gli interessati a riconoscerne il comportamento.

Ma come reagire alla calunnia?

Domanda complessa, alla quale oggi vorrei provare a rispondere, almeno in parte.

Prima, però, vi ricordo la definizione di calunnia data da Luciano, e cioè un’accusa rivolta a un assente, all’insaputa dell’accusato, e accreditata da una sola parte, senza contraddittorio.

Sentiamo come il caro, vecchio Plutarco raccomanda di trattare la calunnia.

Quando sentiamo un avversario rivolgerci un’accusa fondata, dobbiamo cercare di rimuovere ciò che l’ha provocata, come faremmo per una macchia che ci venisse mostrata sul vestito.

Se però ci accusa di qualcosa che non ci riguarda, dobbiamo comunque cercare di capire la ragione per cui quella calunnia è sorta, stare attenti e preoccuparci di non cadere inavvertitamente in un comportamento affine o collegato a quello che ci è stato rinfacciato.

Crasso subì l’accusa di avere una relazione intima con una delle sacerdotesse, poiché voleva acquistare da lei un bel terreno e per questo l’aveva incontrata spesso in privato e si era preso cura di lei.

La tendenza a ridere con troppa facilità e a conversare in termini audaci con gli uomini attirò su Postumia calunnie tali che venne processata per immoralità; fu giudicata estranea all’accusa, ma nel proscioglierla il pontefice massimo Spurio Minucio la esortò a non avvalersi in futuro di un linguaggio sconveniente.

Se dunque si dice di noi una cosa non vera, non dobbiamo disinteressarcene e sottovalutare la calunnia in quanto falsa, ma cercare di capire che cosa nei nostri discorsi, nelle nostre azioni, nei nostri interessi o nelle nostre frequentazioni abbia somiglianza con essa.

Saggiamente, Plutarco ci esorta a concentrarsi su noi stessi e riflettere sui comportamenti che possiamo evitare o rivedere: come non essere d’accordo?

Guai, tuttavia, a non riflettere sulle ragioni che spingono le persone a tenere un atteggiamento ostile: concentrarsi solo su di sé significa affrontare solo una parte della questione, rinunciando alla possibilità di entrare in possesso di informazioni che ci permettono di prendere contromisure adeguate; e, magari, di prevenire un attacco ancora più pericoloso.

Lo so, quando siamo sotto attacco (e la calunnia è pericolosa, perché può minare la raputazione e/o la credibilità sociale della persona ) la lucidità viene meno e il pensiero si concentra prevalentemente sul come ridurre i danni: esattamente ciò che il nostro avversario desidera.

Come uscirne?

Personalmente uso lo stratagemma della collina.

Immagino di salire verso la cima lentamente, camminando all’indietro, acquisendo passo dopo passo una visione sempre più ampia dell’intera vicenda a al tempo stesso prendendo distanza da essa.

E quando sono sulla vetta la visione è completamente diversa.

Non credi?

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Davide gennaio 7, 2013 alle 23:04

Arduino,
il tuo articolo mi ha incuriosito e non poco…soprattutto perchè siamo circondati da calunniatori e schivarsela non è così facile; mi aspettavo chissà quale stratagemma per risolvere la situazione e invece ci hai dato un insegnamento “facile”, efficace e per niente scontato: agire sulle nostre azioni per migliorare (o quantomeno provarci) ciò che ci proviene da fuori! Del resto se una persona si è guadagnata una certa stima ed è calunniata da un singolo individuo credo che a uscirne peggio sia il calunniatore…..Grazie e buon anno!

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stefano maggio 26, 2013 alle 20:29

Se diamo importanza alle calunnie, potrebbe significare che, in qualche modo, non lo siano. Oppure non abbiamo ancora raggiunto un sè vero e maturo. Comunque sia , pensare a ciò che gli altri pensano malignamente di noi – non ci fa sentire bene. Smetti di identificarti con la tua reputazione. Non sei quello che gli altri pensano di te. Immagina di parlare con 100 persone diverse, avresti 100 reputazioni diverse. E non c’è niente che puoi fare per cambiarle. La tua reputazione, quello che gli altri pensano di te, non si trova dentro di te, ma sta fuori, negli altri. L’unica cosa di cui sono responsabile, e che ti deve interessare, è la connessione con i tuoi valori personali. Se sai quali sono!

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AM maggio 28, 2013 alle 16:56

Un discorso che sta in piedi Stefano, ottimo contributo. Come tratteresti la calunnia se il tuo lavoro, che rappresenta ipoteticamente la fonte dei tuoi redditi e della tua capacità di sostentamento, dipendesse in modo determinante dalla tua reputazione?
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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stefano maggio 29, 2013 alle 08:34

Grazie a te Arduino. E’ interessante il tuo blog. Bhè,..Ascolterei bene quell’informazione, prima di definirla calunnia. Potrebbe contenere qualcosa di utile, potrebbe servirmi a capire come mi vedono gli altri, potrebbe fornirmi elementi migliorativi. Potrei scoprire, ad es. che in quell’occasione, ero disconnesso rispetto ai miei valori. Se invece, dopo una profonda riflessione, emerge che è una vera e propria calunnia, che è chiaramente falsa, la smentirei semplicemente. Rifletterei su questo fatto : la mia reputazione si fonda su quello che gli altri pensano di me. Quello che percepiscono gli altri è importante per il mio lavoro, ma tutto ciò che posso fare è cercare di essere autentico, di trasmettere i miei valori agli altri, e avere fiducia in me stesso. In questo modo gli altri se ne accorgono. Ci potrà essere anche chi non la pensa come me ! Ama ciò che fai e Let go bad feelings. Una Buona Giornata 🙂

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Delicatessensenior gennaio 17, 2014 alle 11:26

Ciao Arduino, ti seguo da poco e trovo interessante il tuo blog che attraverso l’analisi de I 36 stratagemmi fornisce molti spunti di riflessione trovando riscontro nella vita di tutti i giorni, lavoro compreso.
A proposito di calunnie io ne sono stata oggetto circa 3 anni fa e non la dimenticherò mai, pertanto vorrei raccontartela.
Partecipai alle nozze della sorella del mio ragazzo, nella località nativa del Sud Italia del suo futuro consorte. Vi parteciparono, tra gli altri invitati, i cugini più stretti proveniente da altra zona dell’Italia Centro- Meridionale. Io avevo già avuto modo di conoscerli e di instaurare un rapporto piuttosto tranquillo ed amichevole con loro, data anche la loro disponibiltà e affabilità. Passati i 3 giorni circa in occasione di questa festa nuziale, ognuno ritornò a casa propria (io vivo in città del Nord Italia per lavoro).
Durante la mia malattia, circa 3 mesi lontana dal lavoro, fui contatta su un social network dalla ragazza di uno dei cugini, alla quale risposi senza alcun problema con un certo “dubbio” incoscio. Per farla breve: come avevo intuito (sarà il cosidetto “sesto senso”??) lo fece per tenere sotto controllo il suo ragazzo essendo una persona estremamente gelosa e ad un mio commento innocuo ad una affermazione dello stesso lei rispose in malo modo sottolineando quasi io ci stessi provando con lui. Assurdo. Risposi ” a dovere” senza scendere in dettagli o scadere in polemica sterile ma lei volle continuare in privato, dove si arrampicò sugli specchi, poco prima di “salutarla definitivamente mi scrisse che le era stata riferita una cosa accaduta in occasione di quel matrimonio che proprio il suo ragazzo le aveva detto, qualcosa circa un mio probabile comportamento (forse equivocato). Era una calunnia bella e buona. Da quel giorno ho tagliato completamente i contatti con lui, cugino del mio ragazzo, e lei ovviamente. Ma ho riflettuto molto sul fatto che probabilmente il mio essere socievole, solare ed estroversa da qualcuno può essere travisato, frainteso, addirittura equivocato. Inutile dire che tra loro cugini oramai io probabilmente sono passata per quella che si è presa un po’ troppa confidenza (ma continuo a non sapere nè capire a cosa si fosse riferita, eppure mi sono sforzata di ricordare chissà quale episodio…mah…) e ho deciso piano piano di allentare, di mantenere le distanze. Ma senza giustificarmi, a dimostrazione che sono a posto con la coscienza.

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AM gennaio 17, 2014 alle 11:48

Ciao Delicatessensenior,

mi pare una situazione da ordinaria amministrazione.

Credo che l’unico spunto davvero interessante possa essere riflettere su cosa possano comunicare certi nostri atteggiamenti (senza rinunciare a essere se stessi).

Per il resto il racconto sembra parlare di persone che fanno valutazioni affrettate e basate su pochi elementi: e che con te sembrano essersi sentite in competizione.

Io tirerei dritto senza pensarci troppo.

A presto leggerti,

Arduino

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Ferraro Manuela luglio 20, 2016 alle 21:52

Anche a me è successo la stessa identica cosa. Il problema è che mentre io cammino a testa alta c’è sempre qualcuno che continua a darmi colpe e a chiamarmi rovina famiglia. ..

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silvia settembre 13, 2014 alle 08:45

E se tua sorella ti accusasse che 10 anni fa`sei stata con il suo ex marito!!!?ed il tutto ucsisse esattamente 10 anni dopo e calcolando che con lei non ci parli da piu di 3 anni .vi giuro sono disgustata al solo pensiero mi deprimo.

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AM settembre 13, 2014 alle 16:26

Ciao Silvia,
praticamente impossibile commentare, se non riconoscendo la difficoltà della situazione.
Mi auguro che ti possa presto recuparare felicemente il rapporto con tua sorella.
A presto leggerti,
Arduino

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max novembre 4, 2014 alle 14:24

Io la calunnia l’ho subita in maniera molto pesante al punto che ho dovuto cambiare casa, lavoro, trasferire mio padre dalla casa di riposo in un altra, fare cambiare scuadra a mio figlio e molte altre cose ancora . Dopo circa 8 anni tutto questo non è ancora finita, mi sono quasi assuefatto a tutto ciò anche se questa estate ho avuto un infarto. Ora stò pensando di cambiare città , questo mi priverebbe di vedere regolarmente i miei figli e i pochi amici che mi sino rimasti. Queste persone che mi calunniano sono persone che nella società sono rispettate e anche “temute” come un sindacalista che è riuscito a coalizzare tutto l’ambiente lavorativo contro di me. Il mio errore più grande è stato quello di reagire al forte stress e questo a fatto credere a tutti che quello che veniva detto di me era tutto vero

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Simone novembre 27, 2014 alle 05:00

Senza raccontarvi la mia esperienza personale, tanto siamo un po’ tutti vittime di calunnie..c’è solo chi ne è a conoscenza e chi no; mi soffermo su di un concetto semplice e logico: è vero che bisogna analizzare se stessi per capire se si è moralmente con la coscienza a posto, ma è pur vero che bisognerebbe valutare se alla fonte non sia proprio l’accusatore una persona immorale.Del resto se ci arrivano insegnamenti da Plutarco,significa che la calunnia è vecchia quanto la storia dell’umanità.

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AM novembre 27, 2014 alle 08:20

Condivido Simone.
A presto leggerti, Arduino

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gianni gennaio 8, 2015 alle 17:42

credo che alla base delle calunnie ci sia soprattutto invidia gelosia,e ho sovente constatato che il terrero più fertile per le calunnie è quello melmoso legato ad ambienti poco colti,di ceto poco elevato,non vorrei apparire snob od elitario,ma le gelosie,le invidie,in un contesto temporale odierno di crisi economica,hanno origine e focus negli strati più popolari della società,ove si cova più frustrazione e ignoranza.Ma cio non elude pero nemmeno le classi più elevate,ma queste di solito non hanno motivo di invidia sociale,del resto hanno gia ottenuto quello che desideravano.Sara un discorso classista il mio,ma le peggiori diffamazioni più volgari provengono sempre dagli strati più bassi .

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Laura dicembre 8, 2015 alle 23:32

Verissimo Gianni!

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Cesare gennaio 9, 2015 alle 07:38

Gianni, non sono tanto d’accordo, mi sembra effettivamente un discorso un po’ classista xhe non coglie nel segno.. prima di tutto perchè (purtroppo) cultura e ceto elevato non sempre si combinano, soprattutto nel momdo di oggi in cui da un lato contano visibilità e ricchezza, non importa come ottenuti, e dall’altro la cultura è più accessibile per chi davvero vuole averla. A me sembra che rivalità e invidie, e calunnie, si vedono sia nel mondo della cultura (non parliamo dell’università) sia in quello dei ricchi e dei famosi – pensa solo a cosa succede nelle successioni! – forse perché sono ambienti con forte individualismo, o perché chi ha molto spesso vorrebbe di più o ha paura di perdere quello che ha.
Ho piuttosto l’impressione che solidarietà e rispetto reciproco siano, per necessità o per educazione, più presenti tra le classi cosiddette basse.
Poi, naturalmente c’è il legittimo desiderio di giustizia sociale che spesso si mescola con una meno legittima forma di invidia, ma in linea di principio non mi sembra che sia nella calunnia che trova il suo sfogo.
Ovviamente, come in tutte le generalizzazioni, ci sono ampie eccezioni.

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gianni gennaio 9, 2015 alle 09:29

cesare,le tue osservazioni sono lecite ed intelligenti,ho cercato solo di focalizzare una parte della questione e dell’origine,inquadrando la mia esperienza personale.Certo come scrive A.M.non potrei attribuire alla mia esperienza individuale un valore generale di supremazia. Nel mio percorso,ho sempre riscontrato invidia madre di calunnia,per il mio benessere economico,ritengo di aver un certo grado di cultura,spero non nozionale,ricco di sensibilità umana e interesse all’accrescimento.questo immagino lo debbano confermare gli altri,coloro che mi conoscono,non io in persona.Ti confermo ahimè che sovente sono sempre incappato nell’invidia e ignoranza delle classi più popolari,abituate a vivere in un clima di forte conflittualità sociale ed economica,pronte ad individuare un capro espiatorio per sfogare la propria frustrazione ed impossibilita di scalare l’ascensore sociale.Con le persone più colte mi sono sempre trovato a mio agio,vuoi per un’educazione formale o non formale al rispetto altrui,vuoi per interessi comuni,vuoi per una mentalita più aperta.Ma questo mio post è solo una mia percezione,basata sul mio spicchio di esperienza personale..E’ ovvio che l’invidia sia dovunque,ma la differenza è nell’esprimerla e nel diffonderla.Negli strati più popolari,e popolare non in senso dispregiativo,l’invidia alias calunnia è veicolata in maniera più feroce,volgare,rabbiosa,ineducata,caotica.Attenzione non parlo di centri di potere o caste,o aziende o giornali,li credo sia quasi fisiologica una guerra di potere e di carriera,io parlo di relazioni fra individui,presi singolarmente,cercando di dare una mia spiegazione sociologica,in base all’estrazione culturale e soprattutto all’educazione familiare ricevuta.

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AM gennaio 9, 2015 alle 07:42

Ciao Gianni,
non ho fatto un’analisi del calunniatore; credo che troppo spesso attribuiamo valore generale alla nostra esperienza personale.
Se vuoi riflettere su un caso (piuttosto frequente, e spesso doloroso) di calunnia proveniente da persone che hanno un elevato grado di istruzione pensa ai casi in cui un mezzo di comunicazione (giornale, sito web, rivista, altro) diffonde una notizia volutamente falsa su una persona, una notizia che trova subito terreno fertile in quanti, purtroppo la maggioranza, ritiene vero ciò che legge senza porsi troppo domande o verificare.
Questo è un caso, fra i più diffusi e pericolosi, di calunnia operata da chi ha un elevato grado di istruzione e non ha difficoltà economiche.
Cosa ne pensi?
Grazie e a presto leggerti,
Arduino

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Cesare gennaio 9, 2015 alle 20:48

Gianni, non è che le classi sociali più elevate sono semplicemente più educate o più ipocrite, e provano invidia e calunniano in modo più sottile e meno evidente?
Questa almeno è la mie esperienza – più sorrisi, più garbo, di fronte; e poi, magari alle spalle, lingue affilate, peggiori di un’offesa schietta e diretta…

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gianni gennaio 10, 2015 alle 01:14

cesare puo essere come scrivi tu,cercavo solo di trovare una motivazione sociologica e psicologica del calunniatore,di analizzare l’ambiente o humus più fertile alla calunnia.Per esempio nel mondo dello spettacolo,è implicito che la calunnia serva per eliminare l’avversario nella visibilità mediatica per favorire altri personaggi di seconda fila.E’ un ese,pio banale,cosi come mi riferivo alle classi più popolari,sorrido,perche classe dovrebbe essere un termine ormai obsoleto in una società democratica occidentale,eppure riemergono i vecchi stereotipi,tanto più in un italia paralizzata nelle sue caste di interessi,scrivevo appunto classi popolari,ove la motivazione alla calunnia verso la controparte è sostenuta dall’invidia sociale,materiale e forse in alcuni casi spirituale.Non voglio pero farne una critica generalizzata a chiunque.Ma è più frequente questo tipo di modalità secondo la mia esperienza.

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Patrizia luglio 11, 2018 alle 06:19

Bravo è proprio così. Più in alto sali e più schifo trovi

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Cesare gennaio 10, 2015 alle 08:53

Per carità, Gianni, tutto legittimo e io non sono uno psicologo nè un sociologo, ma la mia impressione è che la calunnia – che è una forma di manipolazione – richieda semmai maggiore educazione e sofisticatezza. E infatti è arma usata per avvantaggiarsi nella corsa a privilegi, posti di potere, concorrenza sleale, accumulo di patrimoni…
L’invidia sociale di cui parli – che però non confonderei con la spesso legittima rivendicazione di maggiore equità sociale, soprattutto in tempi come questi di crescente disguaglianza – secondo me ha forme di espressione più dirette, non si presta alla calunnia… puoi fare un esempio?

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gianni gennaio 10, 2015 alle 16:45

caro cesare,parlo sempre di calunnie interpersonali,tra singoi,nella vita quotidiana,e credimi la calunnia richiede soprattutto tanta cattiveria e malvagita,perche il fine ultimo è far soffrire la persona presa di mira.L’educazione è l’antitesi della cattiveria cosi spudorata,la persona educata si ferma per sua natura e si delimita per sua eredita,La sofisticatezza di cui parli,puo essere anche del bottegaio di fronte,nel senso che non occorre una laurea in filosofia per partorire una calunnia livida di assurdita,basta non avere una coscienza etica,Gli esempi sono quelli più comuni e quotidiani,corna,illeceita dei guadagni,invenzione di episodi più irrealistici,e quant’altro di cosi meschino e volgare,che è molto frequente tra il…POPOLINO.

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Cesare gennaio 10, 2015 alle 08:56

Anche perché – e poi mi fermo – se la calunnia è “un’accusa rivolta a un assente, all’insaputa dell’accusato, e accreditata da una sola parte, senza contraddittorio”, nel caso di rivendicazioni sociali o di classe non succede mai che il destinatario ne sia all’oscuro. o non abbia modo di fare contraddittorio…

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cora gennaio 17, 2015 alle 11:01

In un momento della mia vita di profondo dolore, ho fatto un errore sul lavoro dovuto a mancanza di concentrazione che ha scoperchiato un vaso di Pandho ora su errori molto gravi compiuti in ambito dirigenziale. Mi è stato chiesto il perchè della mia azione “scorretta” ed io limpidamente fin dalla prima comunicazione mi sono scusata per l’errore, ho fatto notare che non avevo motivo per creare danni a chi mi da il lavoro ed il giorno stesso ho trovato la soluzione al problema…a costi zero ed io in prima persona mi sono esposta assumendomi le responsabilità della distrazione.Nessuno si è più mosso. Hanno lasciato la situazione com’era senza ricorrere alle soluzioni da me trovate ed io mi sono sentita il capro espiatorio contro la quale le attenzioni e la rabbia di tutti si è riversata. In 6 anni non ho mai avuto un problema con nessuno e sono sempre stata stimata per il mio lavoro, condotto sempre con passione.E con il sorriso.Ho cercato un confronto immediato diretto con tutti e NESSUNO HA VOLUTO NE’ PARLARMI NE’ INCONTRARMI.Io non ho insistito pensando che avere la coscienza a posto fosse la cosa più importanteA distanza di 4 mesi sono state adottate le soluzioni da me individuate, ma sono stata oggetto di mobbing, tagliata fuori dal lavoro che facevo con tanta passione e dedizione.Con mia straordinaria delusione, i colleghi hanno fatto fronte comune con la dirigenza, sono stata allontanata come un’appestata e a loro ho chiesto di dirmi ciascuono un torto che io avrei commesso a loro danno. Niente. Ma pare che il fatto che sorrida sempre sia letto come segnale di noncuranza e snobbismo, piuttosto che segnale di un animo che non crede ci siano troppi motivi per non sorridere al prossimo.A breve sarò disoccupata. Dovrò ricominciare tutto.Sorrido ai nuovi tempi che verranno ma con profondo dolore che ha pur sempre una sua dignità.Su cosa dovrei riflettere?

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gianni gennaio 20, 2015 alle 06:27

ti sono vicino cora,rimani una bella persona,mi stupisco pero come tu faccia a sorridere dinanzi a cotanto “schifo” umano (?) dei tuoi colleghi? Avresti dovuto farli sentire in colpa sfogando il tuo risentimento su di loro.

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cora gennaio 17, 2015 alle 12:50

« Ti domando se dire che un accusato è innocente significa fallire una indagine, Sì, se l’indagine è stata concertata per fare di un innocente un colpevole »Saramago, Saggio sulla Lucidità

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AM gennaio 17, 2015 alle 15:29

Ciao Cora,
interessante il tuo commento, e difficile dare una valutazione dell’accaduto senza la conoscenza adeguata del contesto nei quali si sono svolti i fatti e dei fatti stessi.
Su cosa riflettere? Certo sui fatti, ma da un punto di vista esterno. Hai provato a rileggere la storia osservandola dal punto di vista di un osservatore esterno e non coinvolto nella vicenda?
Molto spesso questo esercizio porta a risultati interessanti.
Per quanto riguarda il futuro sono sicuro che la determinazione che saprai mettere in cambpo offrirà i risultati cercati.
A presto leggerti,
Arduino

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Gianni settembre 11, 2015 alle 14:12

Mi sono da poco trasferito in un paese a breve distanza dalla città dove vivevo prima. Vivo da solo. Da parte di un’amica che viene a trovarmi spesso e mi da’ una mano a tenere pulita casa mi sono arrivate voci di maldicenze e addirittura calunnie nei miei confronti che circolerebbero in paese. La mia amica è preoccupata non solo per la mia reputazione ma anche per la sua, visto che lavora come colf e potrebbe uscirne danneggiata. Mi ha detto che in paese si parla di me come di un alcolista, un tossicodipendente e addirittura uno spacciatore di droga. Di recente ho conosciuto un tizio col quale chiacchiero al bar, anche lui abita qui da poco. Lui beve un po’ troppo, io sono pressoché astemio e bevo coca cola. In un paio di occasioni, a titolo di favore, mi ha chiesto di portargli da bere al tavolo fuori (il personale del bar non serve ai tavoli, per cui in pratica ho fatto da cameriere per noi due). Coca cola per me e vodka per lui, pagando dopo ognuno per conto suo (facendo ciò ho specificato ogni volta che la vodka era per lui). Pare che questo mio comportamento ripetuto (uscire dalla porta del bar coi bicchieri in mano, uno di vodka e l’altro di coca) costituisca la prova che bevo vodka a fiumi.
Di tutta questa storia c’è di vero soltanto che facevo uso di droga – saltuariamente – in gioventù, ma sono passati 20 anni, ora ho più di 40 anni. Boh… Come ragionano questi sconosciuti maldicenti? Ci sono o ci fanno, come si suol dire? Vorrei sapere come comportarmi. Devo smettere di frequentare quel bar? Togliere il saluto al tizio della vodka (che è innocuo)? Parlare con i carabinieri e sporgere querela contro ignoti? La cosa mi preoccupa un po’.
Per esperienza certe cose non devono essere sottovalutate. Sto pensando a cosa fare e vi chiedo un parere.
Cordiali saluti.

Rispondi

AM settembre 18, 2015 alle 18:44

Ciao Gianni,
ho aspettato un po’ a rispondere per vedere se altri ritenevano utile esporsi.
Ahimé ci sono persone alle quali non bastano le proprie preoccupazioni e pensano a quelle altrui con l’intento di rimestare nel torbido, hanno poco da fare e non hanno mezzi per occupare altrimenti il tempo.
Molte cose sarebbero da approfondire, dalla credibilità dell’amica/colf al tipo di bar che frequenti.
Cosa ti suggerisco di fare?
Certo non sporgerei denunce e frequenterei le persone che mi va di frequentare in un posto diverso: trovo l’ottusità insopportabile e forse anche contagiosa.
Facci sapere cosa hai deciso di fare.
A presto leggerti,
Arduino

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Laura dicembre 8, 2015 alle 23:47

Penso che Gianni sia una persona ampiamente colta e con un gran bagaglio di esperienza. Come si dice “a buoni intenditori poche parole”. Penso che lo stiate un po’ svalutando, non dandogli la giusta credibilità. Non so se sia per carenza di sensibilità o per vostra poca esperienza, ma penso che combattere l’ignoranza e la frustrazione sia qualcosa di impossibile.
In fondo le calunnie le puoi solo subire, certo è anche importante ribellarsi se ti vengono fatte faccia a faccia.
Non so parlare molto di tanto “schifo”, ma credo che le parole di Gianni siano molto sentite, vere e giuste.

Rispondi

AM dicembre 9, 2015 alle 07:06

Ciao Laura,
grazie per il commento, che permette di riaprire una discussione che Gianni ha lasciato cadere e che spero voglia nuovamente animare.
Ho alcune domande:
– cosa ti fa pensare che non abbia creduto a Gianni? Perché credo che le informazioni che gli arrivano debbano essere approfondite?
– perché pensi che combattere ignoranza e frustrazione sia impossibile? Pensi davvero che la conoscenza possa uscire sconfitta dall’ignoranza?
Probabilmente sei su questo blog per la prima volta e, se vorrai tornare, potrai constatare che ciò che facciamo (non solo io ma anche tanti pregevoli commentatori) è aiutare le persone a combattere ignoranza e frustrazione, combattendo quella sensazione di impotenza che cose detestabili, come la calunnia, generano in noi.
Questa è una lettura che puoi essere utile http://www.tibicon.net/libri/imparare-lottimismo da ripetere in caso ti fosse nota.
A presto leggerti,
Arduino
PS: Gianni, se ci sei batti un colpo… 🙂

Rispondi

Laura dicembre 9, 2015 alle 11:48

Secondo me Gianni ha lasciato cadere perché ogni cosa che diceva voi subito ad argomentare e ad andargli in un modo quasi impercettibilmente contro, quasi a punzecchiare.
È la societá italiana che forse é abituata a girare il coltello nella piaga. Vedo sempre comportamenti competitivi che nn portano a nulla. Anche le calunnie in un qualche modo sono risultati di persone che cercano sempre di competere contro qualcuno che é piú di loro.

Rispondi

AM dicembre 9, 2015 alle 12:14

Ciao Laura,
sono stato il solo a rispondere a Gianni, quandi il “voi” è rivolto a me.
Come pensi che avrebbe dovuto essere la mia risposta a Gianni?
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

Simone dicembre 9, 2015 alle 21:52

È assodato che la calunnia sia semplicemente un mezzo che lo si usa per arrivare a determinati obbiettivi.
In sostanza è una bugia che la si racconta per divergere le opinioni sul calunniato lasciando che su di esso si crei un’opinione negativa.
Nel mio personale entrai in questo blog in un momento di sconforto, legato ad una vicenda che tutt’ora vivo a distanza di due anni.
Nulla è cambiato se non il mio essere più forte nel gestire le vicende..
In sostanza ho avuto la colpa di avere una storia d’amore con una ragazza di famiglia “facoltosa” che hanno usato tutti i mezzi per far si che la propria figlia viva il proprio amore nei confronti di un ragazzo di ceto umile… Siamo nel 2015!!

Rispondi

Simone dicembre 9, 2015 alle 21:56

Pardon…mi correggo,che non viva la propria storia…

Rispondi

AM dicembre 10, 2015 alle 10:18

Ciao Simone,
leggo nelle tue parole un atteggiamento che ti porterà a superare in questo momento: non so se a vivere compiutamente la tua storia ma certo a vivere pienamente, riconoscendo le situazioni ma senza soccombere.
Spero che frequentare questo blog continui ad esserti di aiuto.
A presto leggerti,
Arduino

Rispondi

Simone dicembre 10, 2015 alle 17:41

Grazie di cuore Arduino,
per fortuna sono una persona che è cresciuta assumendo la maturità giusta per poter affrontare le vicissitudini della vita, e questa esperienza personale mi ha insegnato che bisogna stare sereni quando si è nel giusto, le calunnie hanno il rovescio della medaglia e molto spesso il danno lo recano ai diffamatori in quanto prima o poi la verità viene a galla.
Con affetto
Simone

Rispondi

Giulia gennaio 10, 2016 alle 12:53

Bello ed equilibrato il tuo articolo. Manca però la trattazione della calunnia come strumento di competizione sociale e professionale, anche se è vero che i calunniatori più esperti sempre partono da un punto debole del calunniato così che quanto dicono di lui abbia un aspetto credibile. Ne ho fatto esperienza per anni e ti assicuro che non c’è collina che tenga: io ho rinunciato a far emergere più che tanto il mio lavoro, e mi sono abituata a tenermi in disparte e ad inghiottire. Solo così ho potuto evitare la completa distruzione delle mie idee. Acquisendo esperienza ho osservato che in genere la gente gode di queste guerre a vagonate di fango quindi, attenti alle confidenze, meglio fare una corsa liberatoria con il vostro cane.

Rispondi

AM gennaio 11, 2016 alle 13:14

Ciao Giulia,
grazie del pregevole contributo.
In effetti il post non è completo (e come avrebbe potuto esserlo, anche includendo il tema che proponi?): il mio intento non era quello di esaurire l’argomento, ma proporre una possibile strategia che, prima di tutto, aiutasse il calunniato a stare meglio e a fornirgli uno spiraglio di gestione in situazioni apparentemente senza via di uscita.
In effetti la calunnia è una brutta bestia, soprattutto perché presuppone il fatto che il calunniato non ne sia a conoscenza.
Interessante il punto in cui affermi “Acquisendo esperienza ho osservato che in genere la gente gode di queste guerre a vagonate di fango”: qui lasci intendere che hai cominciato a vederci chiaro quando ti sei concentrata sul perché dell’atteggiamento delle persone. Sbaglio?
Hai bocciato la strategia della collina: quando l’hai applicata? e come sono andat le cose?
A presto leggerti,
Arduino

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Occhi di Zaffiro gennaio 24, 2016 alle 07:33

Anch’io sono stata vittima di calunnia, in parte però da miei atteggiamenti che avevano somiglianza con essa, ma realmente scollegati fra loro. Ciononostante ne sono vittima. Una persona è praticamente andata da persona a persona a raccontare stupidaggini. È stato un colpo talmente basso che sono caduta in depressione. Come posso difendermi dalla calunnia? Come posso far smettere quella persona visto che ho cercato in tutti i modi di beccarla e quindi rinfacciarla,purtroppo senza successo, talmente è bugiarda,astuta e subdola… perché dovete sapere che se dite che la tal persona diffonde la tal calunnia, potrebbe rigirare il coltello nella piaga dicendo non solo che è vero ma s’inventerà anche un’altra calunnia, per il mio passo falso che verrà visto come tale quando invece è un estremo meccanismo di difesa.
Non so come difendermi. E mi stupisce che la lingua di una persona sola incendi un’intera foresta… Avete consigli praticissimi da darmi? Neanche le persone che sono state informate dalle sue calunnie mi vogliono dire di cosa si tratta.. Sono senza parole.

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AM gennaio 25, 2016 alle 11:53

Ciao Occhi di Zaffiro,
la calunnia è qualcosa di scivoloso, sempre difficile da gestire: specie perché chi calunnia lo fa all’insaputa del calunniato.
Ricette non ce ne sono, ma alcune azioni possiamo sempre intraprenderle.
Innanzitutto, non permettiamo alla minaccia incombente di avere il sopravvento e manteniamo la testa sulle spalle.
Più che darti suggerimenti vorrei farti alcune domande:
– hai letto i commenti a questo post? Forse potresti trovare qualche utile spunto di riflessione;
– da chi ha saputo del calunniatore e dei contenuti della calunnia? Sei certa che chi ti riferisce puntualmente non sia in fondo il calunniatore?
– quali sono i contenuti della calunnia? Ti arrecano danno? Quanto sono consistenti) Quanto sono credibili?
– quale credibilità ha il calunniatore o presunto tale di essere davvero creduto?
– quale reazione ha/hanno avuto le persone che ti sono venute e riferire?
– che cosa pensi di un ambiente che sembra credere con facilità al falso?
Facci sapere.
A presto leggerti,
Arduino

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Antonella marzo 6, 2016 alle 11:58

Le considerazioni lette sulla calunnia mi stanno dando un po’ di sollievo in un momento non facile.
Dopo un episodio di collera di una collega nei miei riguardi di fronte ad una terza persona,pur rimanendoci male ho giustificato tutto come un momento di stress, dovuto ad un sovraccarico di impegni. Il giorno seguente ho esposto il fatto alla dirigente, dandole la mia disponibilità a sostituire la collega il giorno che doveva sostenere un esame del corso che stava seguendo e la dirigente è stata favorevole.
Nei giorni successivi l’ atteggiamento della collega nei miei riguardi era gelido , assolutamente offeso in un crescendo inspiegabile.
Dio esiste: cercando una mail sul pc aperto, credendo fosse la posta del lavoro, mi sono accorta che invece era la posta della collega quando l’ occhio mi e’ caduto proprio sulla mail ” giusta”. La sera stessa aveva scritto alla dirigente non solo riferendo l’ episodio come una provocazione da parte mia, a cui lei era stata costretta a reagire , ma anche la sua ” santità ” a dovermi sopportare ( premetto che le persone hanno parole di elogio x me è x la mia positività ),accusandomi di fare sempre la vittima e rendendole la vita impossibile, al punto da volere dare le dimissioni a causa mia. Mi è caduto il mondo addosso ,ancora di piu’ alla risposta della dirigente. Le ha dato ragione sull’ episodio dicendo che la colpa era sicuramente la mia perché ” imbufalita” per una certa situazione ( che in realtà, anzi, a me aveva fatto piacere e lo avevo anche detto), perche’ credo di essere insostituibile. Comunque le consigliava di stare a casa due giorni x prepararsi all’ esame.
Non ho voluto chiarire in nessun modo con la collega, visto che già altre volte mi ha detto che rimane della sua idea ( io colpevole e lei sempre e comunque giustificata) ma con la dirigente ho detto ( non potevo parlare della mail vista ) che avevo capito che io ero un problema per la collega e quindi anche per lei. Pertanto ,in presenza della collega sopraggiunta, ho detto che ero molto amareggiata ma comunque tranquilla, perché non ero io ad avere dei problemi. Quando la collega ha detto che anche lei non aveva nessun problema, non ci ho piu’ visto e me ne sono andata via ( avevamo una importante riunione), dicendo che non avrei continuato a relazionarmi cone loro fin quando non si fossero chiarite le idee.
Ora la situazione è in stallo , naturalmente con collega sempre gelida e dirigente sempre apparentemente normale, ma ora io sono entrata in un ” tunnel” psicologico….!

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AM marzo 6, 2016 alle 16:56

Ciao Antonella,
il tuo commento trasuda emozione.
La domanda che voglio farti è: che cosa ti ha spinto a non cercare un chiarimento con la collega?
Grazie e a presto leggerti,
Arduino

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Antonella marzo 6, 2016 alle 21:41

E’ vero , dovrei parlare con la collega anche se so che dirà che rimane della sua idea ( non cambia facilmente opinione). Ma lo farò in presenza della terza persona presente quel giorno e cercherò di far capire che non era mia intenzione ne’ mancare di rispetto ne’ offendere nessuno , né quel giorno ne’ tanto meno altre volte.
E che se è arrivato un messaggio di altro tipo cercherò di spiegarmi meglio le prossime volte in modo da non creare malintesi.
Io rispetto il lavoro degli altri e visto che lavoriamo tutti con lo stesso obiettivo, è giusto che il clima sia sereno per tutti.
Grazie mille, Arduino, avevo bisogno di..una spinta per riprendere con coraggio in mano le redini della situazione.

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Antonella marzo 6, 2016 alle 20:47

Sono una persona molto diretta e vado molto d’ accordo con le persone perché cerco sempre di chiarire qualsiasi equivoco o incomprensione. Con la collega ci ho provato anche in passato ma non è possibile, in quanto lei si pone in posizione di accusa e conclude sempre che rimane della sua idea.
Penso però che tu abbia ragione, la cosa migliore è che io le parli e lo farò in presenza della terza persona,facendo capire che non era mia intenzione mancare di rispetto a nessuno ne’ in quella situazione ne’ in altre e che se è arrivato un messaggio diverso cercherò di prestare più attenzione alle mie parole, affinché non si creino dei fraintendimenti. Non esistono né carnefici né vittime ma solo persone che lavorano insieme per un obiettivo comune ed è giusto che il clima sia il più possibile sereno per tutti.
Grazie a te , Arduino, ti farò sapere!

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AM marzo 7, 2016 alle 10:43

Ciao Antonella,
ho trovato due tuoi commenti in moderazione e ho deciso di pubblicarli entrambi, anche se in parte si ripetono.
Non ha nulla di cui ringraziarmi, non ho fatto nulla.
Mi pare che tu abbia deciso di chiarire la situazione con la collega, e questo mi pare una buona cosa.
Tuttavia, domandati se cercare di affrontare la questione come hai già fatto in passato (la tua collega non è una persona che cambia facilmente opinione, affermi) ti porterà a risultati diversi.
Potrebbe esserti utile, prima di incontrarla, porti alcune domande:
– perché ha questo atteggiamento?
– che cosa la motiva a non cambiare opinione?
– che cosa può motivarla a cambiare opinione?
– perché prova per me questi sentimenti?
– e così via.
La risposta a queste domande ti aiuteranno a elaborate una strategia per affrontare l’incontro.
Facci sapere.
A presto leggerti,
Arduino

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Antonella marzo 10, 2016 alle 08:02

C’ è stato un confronto in presenza della dirigente. La cosa positiva è che la collega si è scusata e che cercherà di dirmi di volta in volta cosa non va nel mio atteggiamento verso di lei, visto che: sono una persona che non ammette mai i propri errori , che la umilia con frecciatine, che sono troppo ansiosa, che sono paranoica nel cercare a tutti i costi le cause dei disservizi sul lavoro.
Chissà che persona ha conosciuto: tutti mi dicono che mi assumo pure la responsabilità degli errori degli altri,che sono diretta, che ho calma e pazienza infinite,che cerco sempre di risolvere i problemi che si presentano.
Ha negato che sia io la causa del suo malessere, che lei non ha problemi con me perché io non sono al centro dell’ universo.
E che il problema lo creavo io , visto che non le credevo.
Ho tratto questa conclusione: ci sono persone che vogliono comunque vivere male con sé stessi e con gli altri, che si alimentano dei conflitti, che per mostrare il meglio di se’ devono demolire le altre persone.
La dirigente è molto contenta, dice che così ognuna di noi potrà ora sapersi regolare e che comunque la collega non le ha mai
detto che io le creavo dei problemi insormontabili…..
Le calunnie mescolate alle bugie formano unix perfetto!

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AM marzo 12, 2016 alle 07:29

Ciao Antonella,
mi pare che tu ne sia uscita in modo più che dignitoso.
Incasserei il successo senza sottilizzare, tenendo conto che l’atteggiamento della tua collega ha del consolatorio (ma che potrebbe forse essere utile per fare una riflessione su come puoi essere percepita, tenendo conto che di solito gli amici che ci danno un feedback sono generosi con noi).
A presto leggerti,
Arduino

Antonella marzo 22, 2016 alle 15:56

Grazie mille, Arduino, come sempre i tuoi consigli sono preziosi. Sto cercando di analizzare bene i miei comportamenti, al fine di non creare equivoci e di mantenere il giusto equilibrio nelle varie situazioni.
Il problema è che sono avvilita, perché ho saputo che le calunnie della collega sono piu’ pesanti di quello che credevo. Adesso ha detto che mette tutto x iscritto: in una lettera ” farneticante” , poiche’ le avevo detto che riguardo ad una delicata questione mi sembrava opportuno che fosse la dirigente a decidere e non noi, ha detto che io ho interpretato che lei volesse scavalcarmi ( mai neppure pensato…). Ha inoltre scritto alla dirigente che sono solo una bambina viziata che lei avrebbe voglia di picchiare ma dal riconoscimento del suo peccato nasce la misericordia (?). Un collega sindacalista e la dirigente stessa mi dicono di lasciare perdere, di ” fregarmene”. So solo che da settembre viene spostata in un’ altra sede e fino ad allora….cercheremo di sopravvivere ( le starò il piu’ possibile alla larga….)!
E pensare che in questi anni, oltre che una collega, credevo fosse un’ amica….

Alessandra marzo 9, 2016 alle 14:38

Buongiorno interessante l’articolo sulla calunnia…sono vittima di una calunnia grave…
Sono passati ormai tre anni ma ancora nonostante il lavoro che ho fatto su di me a volte ne soffro. A Natale di tre anni fa vengo ospitata a casa di un’amica della mia migliore amica (che chiameremo E) e’ una persona che conosco da tanti anni e che ha frequentato ed è stata ospite a casa mia…, passiamo una giornata tranquilla, nel tardo pomeriggio arriva il figlio lo conosco e proseguiamo la giornata in sua presenza.
La sera la mia migliore amica se ne va, rimango con E e suo figlio, vediamo un film insieme, finito il film E si congeda e va dalla sorella a dormire…
Io e il figlio rimaniamo fino alle cinque del mattino a parlare. Si confida con me parla della sua vita, dei problemi che ha con i soldi con il lavoro e ad un certo punto racconta di situazioni legate a dipendenza da sostanze stupefacenti, invitandomi a fumare con lui….E, mi aveva confidato la sua preoccupazione rispetto ad un eventuale decisione del figlio di lasciare il lavoro e mi aveva chiesto, se fosse uscito il discorso di incoraggiarlo a non fare questo passo, così io ho fatto…
Andiamo a dormire il giorno dopo mi sveglio ovviamente tardi e trovo E con il figlio a tavola mi unisco a loro, spilucco qualcosa e chiacchieriamo allegramente… E, e’ felice perché a detta sua è la prima volta che il figlio si trattiene così tanto a casa…. Quasi mi ringrazia perché crede che sia merito mio… Alle 15 e 30 circa E va in ospedale dalla sorella, salutandola la avverto che probabilmente ripartirò nel tardo pomeriggio, mi lascio comunque ancora qualche ora per decidere…. A questo punto il figlio inizia ad avere un atteggiamento irrequieto, scende in garage sale in casa va avanti indietro per un’oretta circa, io nel frattempo decido di partire e vado in camera mia a preparare la borsa… Ad un certo punto esco dalla mia stanza e vedo il figlio uscire dalla stanza da letto di sua mamma…. Gli comunico che ho deciso di partire, lo saluto, lui va in bagno e poi se ne va via… E ritorna, beviamo un caffè insieme la saluto e parto a mia volta…
Dopo ben due anni, notando un atteggiamento strano della mia migliore amica capisco che c’è qualcosa che non va (io vivo a 400 km di distanza e ci vediamo pochissimo) ma soprattutto che c’entra questa E…
La mia amica mi dice che E mi accusa di aver rubato € 700 da casa sua…
È stato un colpo durissimo ma soprattutto quello che mi fa male è che E non ha mai voluto parlare con me, non ha mai voluto chiarire, io mi sono precipitata appena saputo, ho chiarito con la mia migliore amica che comunque non aveva mai creduto, in quanto mi conosce bene e sa che non potrei mai fare una cosa simile….
Sono convinta e certa ancora ora che a prendere i soldi sia stato il figlio ne aveva molto bisogno perché doveva farsi cinque giorni di vacanza con gli amici e non aveva i soldi per l’albergo…e per il ” divertimento”.
Io la collina me la sono fatta più volte avanti e indietro e poi ancora avanti sicuramente so che sì è creato in quella città, e per merito dei parenti serpenti della mia ex un pregiudizio nei miei confronti, non ho gestito bene la separazione dalla mia ex e sono state messe in giro voci a dir poco sgradevoli su di me… Questo non mi provoca dolore, sono solo persone stupide e ottuse nonché invidiose e velenose, ma il pregiudizio è una brutta bestia.
Resta il fatto che periodicamente il dolore si fa risentire la situazione ancora non risolta mi infastidisce, a volte penso di scrivere una lettera a E ma poi mi blocco perché soffre di varie patologie anche cardiache, visto che dovrei dirle di suo figlio (compreso le storie di droga) ho paura che possa avere in malore…chissà forse aver scritto qui la mia storia mi aiuterà a guarire.
Grazie.

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AM marzo 10, 2016 alle 12:13

Ciao Alessandra,
capisco la sofferenza che possono creare situazioni del genere.
Capisco anche che E eviti il confronto, grazie al quale potrebbe essere costretta a considerare eventuali responsabilità del figlio.
Eventuali perché, per quanto è dato sapere, i soldi potrebbero non essere mai esistiti, nel senso che E potrebbe averli messi in un posto sicuro, averli spesi successivamente ed essersene dimenticata: queste cose succedono.
Tutte buone ragioni per riacquistare la serenità e lasciar perdere.
A presto leggerti!
Arduino

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Beatrice marzo 20, 2016 alle 15:41

Un buon pomeriggio,
Buon pomeriggio,
sono Beatrice dalla provincia di Lecce.Vorrei chiedere gentilmente un consiglio.
Vedo che non sono l’unica sfortunatamente.Da diversi anni mi sono trovata a fronteggiare diverse calunnie.Una volta una signora che mi conosceva da quando ero piccola mi chiedeva se avessi rapporti con un uomo grande d’eta’ o con piu’ uomini al contempo.E io a questa persona ho risposto che non era niente vero e che sono fidanzata con un ragazzo di 3 anni piu’ grande di me da diversi anni.E come tutta risposta questa signora mi dice:”No non e’ vero!Tu stai con uomini grandi!”.Come se la sottoscritta mentisse.
Poi dopo un po’ di tempo un’altra signora del paese chiede a mio padre se era vero che io fossi all’ospedale di Bari per partorire (e il parto figuriamoci non stava andando bene per complicanze) e che mia sorella aveva fatto incidente e che stava facendo la squillo in autostrada.
Allora io chiedo cortesemente dopo tutte queste bugie e falsita’ che non corrispondono per niente alla realta’,e dopo che la sottoscritta quando esce camminando tranquilla,vede soggetti che bisbigliano uno all’orecchio dell’altro,Come arrivare alla mente distorta del calunniatore?Come prenderlo nel sacco e fargli passare certe ‘abitudini’ una volta per tutte?
Ringrazio anticipatamente della lettura della stessa

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AM marzo 24, 2016 alle 12:05

Ciao Beatrice,
credo che una delle vittorie del calunniatore sia proprio l’attenzione che diamo alle idiozie che mette in giro.
Le cose che mi riporti sono aria buttata fuori dalla bocca senza criterio: non me ne curerei affatto.
Vuoi prendere nel sacco chi parla a vanvera?
Poni alcune domande:
– come lo sai?
– perché sei tanto interessato alla mia persona?
– qual è il tuo interesse in merito?
– e così via.
Di fronte all’assenza di sostanza molte velleità spesso cadono.
Buonissima Pasqua, a te e a quanti ti sono cari.
A presto leggerti,
Arduino

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Maurizio marzo 21, 2016 alle 19:29

Salve
Ho letto con interesse tutte le tre pagine consigliate da Lei, riguardo le importanti letture che offre..Sto vivendo, lo stato di calunniato da ormai una decina di mesi. Un mio collega mi ha smesso di parlare, chiedendone il motivo mi accusa di eventi e fatti di cui sono completamente estraneo. Gli ho detto molto chiaramente che non sono stato io ..e che sono estraneo. Ma lui dopo la chiaccherata inter-nos, che abbiamo avuto. Afferma che ora ha le prove e che mi denuncerà per questi eventi tra qualche anno,anche due..Si tratta di una persona straniera anziana, con un particolare comportamento che definerei sociopatico: ride in maniera forzata con altri, racconta argomenti identici a tutti.
Vuole essere accettato dagli altri, vuole essere un personaggio
e quindi essere sotto riflettori. Incanala nei suoi pensieri anche altri deboli colleghi che ampliano..il tutto..
I miei colleghi identificano questo individuo come paranoico e fissato e che dovrei chiarire con lui..Mi chiedo cosa dovrei chiarire che quando ci parli capisce solo quello che vuole?..Volevo confrontarmi con lui ancora, magari sotto occhi superiori (già avvisati del caso), con la scusa che per la lingua , ma non so se fosse una buona idea Che ne dici?..Certo è che mi ostacola aziendalmente, mi danneggia sul lavoro e su le mansioni, quando mi vede, ha la ”morte in faccia”, io non so proprio il perchè..Quando mi avvicino per comunicare ,scappa e fugge come un personaggio impaurito, sembra un topolino..non so se capisci…E’..Ambiguo..Questo suo comportamento mi infastidisce non poco. Non ho fatto ancora nulla e non vorrei fare nulla, perchè poi darei ragione al calunniatore.. Ma penso che a lungo andare debba prendere provvedimenti al di fuori dell’azienda, cosa che è lontana dal mio stile e dalle mie idee..Che pensi …faccio come con la TUA COLLINA?..Ci ho provato ma la via sembra molto impervia, nascosta e pericolosa… Vorrei finire questo stupido gioco…(Forse è anche mosso da altri colleghi),
ma lavorando in un’azienda cooperativa, la comunicazione e
la condivisione dovrebbe essere fondamentale per raggiungere lo scopo..Che brutto è essere giudicati per cose che non ho mai fatto e di cui sei totalmente estraneo, che tristezza essere coinvolti in problemi che non sono tuoi ..Grazie per la lettura, se hai un metodo per recuperare la mia tranquillità sarebbe una cosa davvero Grande..
La Calunnia è una vera piaga in un sistema oscuro come il nostro..mi sa! Che ne pensi?..

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AM marzo 24, 2016 alle 12:12

Penso che stai dando consistenza a chi non ne merita e a fatti che non sono fatti, instillando in chi osserva il tutto il sospetto che nella vicenda un fondo di verità ci sia.
Perché non provare a ignorare il tutto?
I calunniatori raramente sono resistenti e le persone dimenticano molto più in fretta di quanto non crediamo: e noi raramente siamo al centro dell’attenzione altrui.
A presto leggerti,
Arduino

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F gennaio 26, 2017 alle 06:55

Interessanti punti di vista…
Senza alcun secondo fine mi sono permesso di dire a due persone a me care che c’erano in giro diverse voci sul loro stare troppo insieme sul lavoro.. Tali voci, ed alcuni comportamenti di questi due amici, hanno alimentato la curiosità delle persone ed ovviamente le maldicenze…

Io li ho solo avvisati che queste voci persistevano e quindi, ovviamente di fare quel che volevano, ma di stare solo attenti che se poi le voci fossero arrivate alla rispettiva moglie di lui ed al compagno di lei magari avrebbero avuto dei casini… Inoltre, sempre per il loro bene, sul lavoro avrebbero dovuto avere atteggiamenti meno “intimi” per evitare malcontenti e soprattutto alimentare altre voci da parte dei loro colleghi…

Risulato: Queste due persone da me avvisate in modo sereno, se la stanno “prendendo” con me avendo un atteggiamento distaccato ed acido nei miei confronti…sostenendo che per colpa mia hanno dovuto cambiare il loro comportamento naturale..

Io penso che in questa occasione non mi sono fatto gli affari miei come di consueto ma solo per salvaguardare delle persone che stimo ma a sto punto credo che forse sarebbe stato meglio starmene zitto ed attendere il momento, spiacevole, in cui tra le loro famiglie e sul loro posto di lavoro si fosse scoperta la cosa e fossero venuti fuori i CASINI….

Che situazione… vuoi aiutare delle persone a cui vuoi bene e poi ti danno contro… pazzesco…

saluti

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AM gennaio 26, 2017 alle 09:05

Ciao F,
la vicenda è molto interessante.
La tua intenzione, aiutare stimati colleghi, è stata percepita in modo del tutto negativo.
Cosa fare in casi del genere? E’ davvero “farti gli affari tuoi” la soluzione?
Impossibile commentare dall’esterno.
Tuttavia, la vicenda insegna alcune cose:
– dare un feedback, specie se non richiesto, è complicato;
– è sempre opportuno tenere conto delle possibili reazioni, non solo di quella che sensatamente noi pensiamo che avranno;
– buona cosa interrogarsi sulla reale natura del rapporto, che non è detto sia consapevolmente chiara anche agli interessati.
La loro è stata una reazione infantile, volta a “rimuovere” ciò che ha impedito loro di continuare a tenere un comportamento della natura del quale, evidentemente, non sono completamente consapevoli.
Perché, altrimenti, non fregarsene di tutti, te compreso, e continuare?
Credo che questo articolo potrà aiutarti a interpretare http://www.tibicon.net/2016/03/come-farsi-del-male-con-la-dissonanza-cognitiva.html
In bocca al lupo a te, e a loro, per il futuro e il vostro rapporto.
A presto leggerti,
Arduino

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Marcella giugno 10, 2018 alle 16:11

Cosa spinge una persona a calunniare qualcuno? Risposta: invidia e risentimento. I calunniatori, quando mettono in giro cose totalmente inventate lo fanno perché hanno uno scopo che è quello di danneggiare il malcapitato, di “farlo fuori” perché questi in qualche modo intralcia qualche loro progetto o semplicemente perché non sopportano che quella persona abbia più successo di loro, che sia felice. Soluzione: mantenersi calmi e mostrare indifferenza. Più facile a dirsi che a farsi direte voi, ma ascoltatemi, so cosa sto dicendo. Sono stata anche io vittima di calunnie e lo sono tutt’ora. Il motivo? L’invidia. Non mi dilungo a raccontare tutta la mia storia, perché potrei scrivere un libro. Dico solo che ho finalmente scoperto il rimedio contro questi esseri immondi che causano tanto dolore a gente che ha la sola “colpa” di essere migliore di loro. E funziona, credetemi. Innanzitutto non si deve mai dare loro la soddisfazione di vederti che stai male per via delle calunnie dette sul tuo conto. Poi, comportarsi come se la cosa non ti toccasse più di tanto, parola d’ordine : indifferenza. Se la gente dovesse dare retta a questi calunniatori senza chiedersi se ciò che si dice di te è vero oppure no, meglio perderle che trovarle queste persone : o sono cattivi e invidiosi quanto i calunniatori o sono dei deficienti. In entrambi i casi, alla larga da queste serpi!!!!

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Rosi luglio 1, 2018 alle 20:11

E quando ti mettono contro tutti i tuoi familiari convincedoli della maldicenza? Provi a chiarire, ma hanno già deciso da che parte stare, allora ti allontani, e nonostante tutto interpretano la cosa come una conferma. Loro formano un clan e tu sei la pecora nera, nessuno si espone, ognuno pensa ai suoi sporchi interessi!

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Marcella luglio 3, 2018 alle 14:03

Rispondo a Rosy. Anche a me è successo che gente invidiosa ha provato a fare terra bruciata intorno a me con calunnie incredibili.
Non sto qui a raccontarti tutto, perché faremo notte, ti dico come ho affrontato la cosa.
Nel tuo caso mi sembra di capire che hai i parenti contro.
Ma chi ti calunnia? E’ un parente? Un conoscente?
Non conosco nel dettaglio la tua storia, ma qualche consiglio che spero ti possa fare stare meglio te lo voglio dare.
1) Non farsi mai vedere triste e abbattuta dai calunniatori. uno dei loro obiettivi è proprio questo: vederti soffrire. Rendigli il boccone insipido.
2) Cerca di mantenerti serena il più possibile, coltiva i tuoi hobby, buttati sul lavoro o trovati un lavoro se non ce l’hai. E comunque non stare in casa a rimuginare, esci e svagati un po’. E vada a quel paese chi ci vuole male.
3) Prega. Con la preghiera a Gesù e Maria ( io sono credente), ho riacquistato quella pace che credevo perduta per sempre. La qualità della mia vita è molto migliorata rispetto a prima quando vivevo con rabbia e voglia di vendetta.
4) Io personalmente con chi mi calunnia uso l’indifferenza.
Sai, la gente cattiva, invidiosa, è gente triste che soffre dentro. Si sono autocondannati da soli. Sono esseri da compatire molto, se ci rifletti bene e per questo non mi fanno più neppure rabbia.
Pensando a questi individui piccoli e meschini devi solo dire due parole: mi dispiace. Ciao.

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