Cercare lavoro? È un lavoro!

di AM il 23 settembre, 2013

come aiutarlo 480

Di quando in quando accade che qualcuno mi chieda di aiutarlo a trovare un lavoro: oggi, con questo post, vorrei dare un contributo alla ricerca, loro e di quanti si trovano nella stessa condizione.

Quali caratteristiche presentano le persone che mi hanno contattato a questo fine?

Alcune si ripetono con una certa frequenza: eccole.

  1. Hanno a lungo lavorato in azienda nella convinzione, più o meno inconsapevole, che il lavoro non sarebbe mai venuto meno.
  2. Quando effettivamente il lavoro viene meno ricordano l’esistenza di LinkedIn, perché qualcuno ha detto loro che attraverso la rete passa ormai il grosso della ricerca di personale, e cominciano spasmodicamente a costruire la rete di contatti che hanno a lungo ignorato (ci sono persone che accettano una proposta di collegamento dopo mesi, e questo spesso diventa per me il segnale che si trovano in difficoltà).
  3. Non curano più di tanto la qualità del loro profilo, raramente completo in tutte le sue parti e corredato delle informazioni che permettono a un cacciatore di teste di farsi un’idea delle esperienze maturate.
  4. Raramente hanno fatto una riflessione accurata circa i propri obiettivi personali e professionali: come, a chi, per quali posizioni proporsi.
  5. Sperano, in cuor loro, che io possa presentarli a persone o imprese presenti nel mio network, dando così soluzione al loro problema.

Avrai capito che dare una mano a queste persone è davvero difficile, perché se anche riuscissi ad impiegare la mia rete per trarli d’impaccio la probabilità di ritrovarsi entro qualche anno ad affrontare una situazione simile sarebbe piuttosto alta.

Per quale ragione? Più di una, che ho imparato sulla mia pelle.

  • Prima di tutto è necessario acquisire la consapevolezza che nessun lavoro dura per sempre: i tempi in cui si cominciava in un’azienda e nella stessa si andava in pensione sono irrimediabilmente andati. Se questo è vero, allora sarà buona cosa imparare ad affrontare situazioni che, nell’arco di una vita professionale, potrebbero presentarsi più di una volta.
  • Poi, è opportuno fare periodicamente una verifica circa la solidità della propria posizione in azienda e il proprio interesse a rimanere o a dare un nuovo orientamento al proprio lavoro: questo aiuterà a prevenire situazioni difficili; I collegamenti ai post che presento a fondo pagina potranno esserti utili a questo fine.
  • Nessuno può permettersi di rinunciare a un network professionale, sia per la necessità di capitalizzare i contatti maturati nel tempo sia per il contributo che esso può dare alla conoscenza del mercato del lavoro: spendere una parte della giornata nella sua costruzione e manutenzione è fondamentale per diminuire la propria vulnerabilità.

Insomma, cercare un lavoro è un lavoro: impararlo non potrà che aiutare gli altri ad aiutarci.

Non credi?

 

Trovi il post anche nel libro Palmiro e lo (s)management delle Risorse Umane – Tattiche di sopravvivenza aziendale.

 

{ 4 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Enrico settembre 25, 2013 alle 10:52

Parole sante.
Un mio carissimo amico, che aveva difficoltà al lavoro, ha dovuto licenziarsi per avere il tempo libero sufficiente a dedicarsi a trovarne un altro. Non è la prima volta che gli succede e mi assicura che ogni volta è molto difficile ripartire con la ricerca.
Bisogna ammettere che la componente psicologica conta molto: avere consapevolezza che nessun lavoro dura per sempre è semplice, avere predisposizione per i contatti e per la cura del ‘network’ è un’altra cosa.

Enrico

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LindaG ottobre 1, 2013 alle 07:05

Cercare lavoro… è un lavoro!
Modo di dire molto inflazionato e mai preso in considerazione seriamente…
Forse serve un altro modo di dire: facciamo spazio alla creatività?

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AM ottobre 1, 2013 alle 07:31

Ciao Linda,
cosa proponi?
A presto leggerti, Arduino

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Gorizio ottobre 1, 2013 alle 13:13

Condivido. Sopratutto il fatto che il personal branding và curato quotidianamente.

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