Sondaggio – Fai il lavoro che hai sempre sognato?

di AM il 12 marzo, 2014

sondaggio 480

Perché questo sondaggio?

Tempo fa ho scritto un post dal titolo Ecco 7 ragioni per rinunciare alla passione.

Un articolo che ha avuto qualche commento e molte condivisioni, che mi ha convinto ad approfondire il tema del rapporto che i miei lettori hanno con il lavoro che fanno.

Ecco allora 10 domande, alle quali potrai rispondere in modo assolutamente anonimo facendo clic accanto a una di loro.

Al termine fai clic su “Invia”.

Se il tuo caso non corrisponde a una delle possibilità che ho previsto usa pure lo spazio dei commenti per esprimere il tuo pensiero.

Potrai partecipare fino al 4 aprile 2014.

Renderò noti i risultati il 7 aprile  2014; gli iscritti a tibimail, la newsletter di tibicon, ne avranno notizia per e-mail (se non ricevi tibimail, iscriviti subito).

Vuoi conoscere i risultati del sondaggio? Fai clic qui!

 

{ 9 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Mary marzo 15, 2014 alle 17:20

Effettivamente il mio caso non rientra (non completamente) nei 10 descritti.
Attualmente faccio 2, anzi, 3 lavori: la psicologa, lavoro che non avevo sempre sognato di fare, ma che ho scoperto più tardi, mi è molto piaciuto e posso dire che è ciò che voglio fare.
Il lavoro come assistente nelle scuole: ecco, in questo lavoro invece mi ci sono trovata perchè anni fa avevo bisogno di lavorare e questo settore (le cooperative sociali) offriva opportunità anche se non si guadagna bene; continuo a farlo perchè col primo lavoro non guadagno ancora abbastanza, ma vorrei lasciarlo al più presto perchè ormai penso di aver dato tutto ciò che mi era possibile: ora voglio voltare pagina.
Inoltre aiuto il mio compagno (il quale, a sua volta, ha due lavori) a gestire una piccola etichetta discografica indipendente: questo lavoro lo faccio sia per dargli una mano, sia perchè stare a contatto con la musica mi galvanizza e mi fa sentire ancora giovane!!
Il mio sogno era l’accademia di belle arti: sono stata distolta dai miei per le poche opportunità lavorative…ma, a tempo perso, ancora disegno, inoltre, con le attività espressive nel campo della psicologia, unisco le mie due passioni!

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Paola G marzo 18, 2014 alle 09:00

Anche il mio caso non rientra perfettamente in uno dei 10 casi suesposti. Mi ero avviata alla diplomazia (ricordo che ero piacevolmente sorpresa che un esame presentasse discipline a me tutte così congeniali come le lingue straniere), ma poi decisi di desistere a causa del mio imminente matrimonio e del carattere di mio marito, il quale mi pose davanti ad una scelta: o la diplomazia o il matrimonio. Scelsi lui. Allora e oggi ancora svolgo un lavoro che mi appassiona e che si avvicina molto, per tipologia, a quello che volevo fare inizialmente, senza però averne gli sfarzi da una parte, né i lucrosi compensi, la polverosa burocrazia e i pericoli dall’altra: agevolo la comunicazione e il business fra due enti, due società, due soggetti di lingua diversa e posso dire che mi gratifica. PS. Bellissima la tua testimonianza, Mary, se fossi in te porterei ancora avanti a livello semi-serio la passione per l’arte, mi sa che ti potrebbe dare molte belle sorprese!

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Mary aprile 7, 2014 alle 20:57

Ciao Paola, scusa, leggo solo ora il tuo commento. Ti ringrazio tanto, gli incoraggiamenti fanno sempre piacere…non è detto che prima o poi non ci provi: non è mai troppo tardi, dopotutto sono una quaranteenager!! 😉

Loana marzo 18, 2014 alle 10:06

Fatto il test!
Sono curiosa di leggere i risultati per vedere come siamo messi in Italia riguardo il gap tra lavoro dei sogni e lavoro “reale”….
Ciao Arduino e a presto

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AM marzo 18, 2014 alle 10:12

Grazie pe a tutte per le testimonianze, molto interessanti.
La risposta si prospetta piuttosto numerosa, visto che l’invio della newsletter è ancira in corso e hanno già partecipato oltre 50 persone.
Scriverò un post di commento, alla fine.
A presto leggervi,
Arduino

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Helmut A. marzo 18, 2014 alle 12:09

Mi permetto segnalare il seguente articolo
Il lavoro che ami è una trappola
Di Miya Tokumitsu

pubblicato sulla rivista “Internazionale”
(14/20 marzo 2014)
Saluti,
H.

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AM marzo 20, 2014 alle 07:29

Grazie Helmut,
cercherò l’articolo.
A presto leggerti,
Arduino

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loris marzo 18, 2014 alle 18:26

IL LAVORO DEI MIEI SOGNI sarebbe stato un altro, magari progettista e collaudatore di mezzi meccanici, vedi moto e auto, ma tutto questo è riservato a poche e geniali menti umane…. non mi lamento comunque del lavoro che sto facendo, sempre al passo con i tempi e la tecnologia più moderna. Un saluto da me e Imelda

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AM marzo 20, 2014 alle 07:32

Caro Loris,
non credo che il lavoro dei propri sogni sia riservato solo a menti geniali. Per quello che so di te potremmo aver perso un appassionato progettista.
Un abbraccio a te e Signora.
A presto leggerti,
Arduino

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