5000 dollari se te ne vai!

di AM il 23 aprile, 2014

amazon 480

Alcuni amici mi hanno chiesto su Twitter cosa pensassi della notizia secondo la quale Amazon, per motivare i dipendenti e stimolare la produttività, sarebbe pronta ad offrire loro $5000 se lasceranno l’azienda; con la speranza, in realtà, che restino.

Ho letto diverse fonti, mi sono fatto un’idea della questione e…

… ho deciso di scrivere questo post.

Jeff Bezos, l’amministratore delegato (CEO), ha varato il programma “Pay to Quit” (Denaro per dimettersi) diretto ai dipendenti che lavorano nei fulfillment centers, i punti logistici dove sono evasi gli ordini.

In cosa consiste il programma?

Ai dipendenti in forza da 12 mesi che daranno le dimissioni è offerto un bonus di $2000, che salirà di $1000 per ogni anno di anzianità fino a un massimo di $5000; la cosa singolare è che la comunicazione si apre con un “Please Don’t Take This Offer” (Per favore non accettare questa offerta).

La ragione del singolare comportamento la spiega lo stesso Bezos, il quale sostiene che lo scopo non è quello di mandare via le persone ma offrire loro l’opportunità di pensare al loro futuro.

Sappiamo che per alcuni dei nostri dipendenti fulfillment centers, Amazon rappresenta l’azienda nella quale costruire una carriera, mentre altri rappresenta solo un momento di passaggio per trovare lavoro altrove. E se questo nuovo lavoro richiede una formazione specifica, siamo pronti a sostenerne i costi.

Infatti il programma prevede che Amazon contribuisca fino al 95% del corso di formazione necessario al dipendente per intraprendere il nuovo lavoro o la nuova attività.

In conclusione “Pay to Quit” ha lo scopo di trattenere soltanto i dipendenti realmente motivati a intraprendere una carriera nella logistica e in Amazon.

Sta funzionando? Amazon non ha fornito dati ufficiali.

La domanda sorge spontanea:

  • Perché limitare l’iniziativa ai dipendenti della logistica?
  • Se l’intenzione è quella di avere esclusivamente dipendenti realmente motivati, perché non applicare il programma all’intera azienda?

Importante dire che il colosso del commercio elettronico ha avuto negli ultimi anni diversi problemi sindacali proprio nella logistica: contenziosi legati alla retribuzione, alla sua determinazione e alle condizioni di lavoro.

E allora le ipotesi più semplici da avanzare sono le seguenti:

  • il programma, applicato ad altre aree aziendali, potrebbe portare a dimissioni non desiderate;
  • Amazon intende ridurre il personale per sostituirlo con personale fornito da aziende esterne, riducendo così la conflittualità;
  • il programma può rappresentare un’occasione trattenere persone che, se non motivate, abbiano fatto almeno la scelta di rimanere e quindi siano più inclini ad accettare le condizioni dettate dall’azienda;
  • il programma rappresenta un’occasione per costruire un’efficace operazione di comunicazione, al successo della quale non è estranea la superficialità che alcune fonti impiegano nel confezionare la notizia.

Del resto, a quanti viene voglia di dubitare che possa esserci dell’altro quando un’azienda innovativa come Amazon lancia un paradossale “ti offro dei soldi per mandarti via ma non voglio che accetti la proposta”?

Tu cosa ne pensi?

{ 4 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Paola G aprile 24, 2014 alle 09:48

Hai ragione e trovo che la tua analisi sia ottima. Ad una prima lettura della situazione, non trovo altra motivazione, ma credo sia un tentativo da parte della società di trattenere solo coloro che vedono il loro futuro nell’azienda con una proficua operazione di marketing.

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Stefano dicembre 26, 2017 alle 21:52

Secondo me la spiegazione a questa mossa di Amazon la si trova leggendo il libro di Cialdini “Teoria e pratica della persuasione” al capitolo “impegno e coerenza”: l’uomo tende a voler comportarsi coerentemente. Io non so spiegarlo molto bene in tre righe, comunque e’ il motivo per cui prima di venderti un lapis a 10 euro per finanziare gli ex tossicodipendenti ti chiedono se hai qualcosa contro gli ex tossicodipendenti (e ovviamente rispondi di no) e a quel punto sei in trappola. 2000-5000 dollari sono una cifra molto bassa per lasciare un lavoro (a meno che non se ne abbia un altro a portata di firma) ma in questo modo i dipendenti che rifiutano l’offerta (probabilmente quasi tutti) si sentono piu’ legati all’azienda (lusingati anche da quel “please don’t take this offer”) e magari non aderiranno ad un eventuale sciopero contro l’azienda.
In ogni caso secondo me non è un’operazione per liberarsi di personale (dovrebbero offrire cifre ben piu’ alte) ma per motivare il personale, secondo il principio di coerenza.

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Stefano dicembre 27, 2017 alle 13:27

Faccio un altro esempio. L’azienda potrebbe chiedere “cari dipendenti, vi chiediamo, su base volontaria, di rinunciare a 300 euro della vostra tredicesima, che la società investirà in tecnologia per aumentare la redditività della società”. Probabilmente otterrà scarsi consensi. Ma se qualche mese prima dicesse “cari dipendenti, vi chiediamo, su base volontaria, di rinunciare a 3 euro della vostra busta paga che la società investirà in tecnologia” otterrebbe ottimi consensi e, secondo Cialdini, aumenterebbe i consensi per la seconda richiesta da 300 euro.
(Dire che si investono in tecnologia è un po’ un inganno, un’azienda che lavora sul web investirebbe comunque in tecnologia ogni anno, basta usare quei soldi dei dipendenti risparmiandone quindi altri che si sarebbero comunque utilizzati)

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AM gennaio 18, 2018 alle 00:56

Ciao Stefano, interessante punto di vista, condivisibile.
Una domanda alla quale non rispondi è questa: perché fare l’offerta solo a dipendenti della logistica?
A prsto leggerti,
Arduino

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