Quante volte ti hanno detto che non ce l’avresti fatta?

di AM il 6 maggio, 2015

dubbio legittimo

Vuoi sapere perché ti faccio questa domanda? Te lo spiego subito.

Sento continuamente parlare di talenti, quelle persone che madre natura avrebbe dotato di doti naturali e che riescono in ciò che fanno apparentemente con limitato impiego di energie: il mondo sembra sempre più diviso fra quelli che sono naturalmente destinati a farcela, i talenti appunto, e coloro i quali sono destinati alla mediocrità.

Grazie a questa dilagante convinzione i talenti sono ambiti: dalle imprese, che si illudono di portare a casa persone che possono magicamente dare soluzione ai problemi di competitività, e dai media, che se ne servono per offrire al pubblico modelli nei identificarsi.

Quale effetto ha il mito del talento su ciascuno di noi?

Certo quello di limitare il desiderio di migliorarci, frenando la nostra crescita personale e professionale, con tutto quello che ne consegue: se non sei naturalmente dotato, perché darti da fare?

Nel video che ti propongo l’atleta gallese Steve Jones in una gara di 10.000 metri dei primi anni 80; Jones aveva cominciato a correre nei 5.000 e 10.000 ma poi aveva optato per la maratona, gara nella quale aveva vinto numerose e prestigiose competizioni internazionali anche frantumando i precedenti record.

Guarda il video, poi continua a leggere.

Nel mezzofondo Jones sembrava avere un limite: lo sprint finale non era all’altezza di quello degli avversari, che spesso lo relegavano al secondo posto.

Quando tutti pensavano che avrebbe di nuovo perso nel finale l’atleta britannico era stato capace di piazzare uno spunto che aveva sorpreso l’avversario e lo aveva condotto a un’entusiasmante vittoria.

Ce l’avrebbe fatta se avesse riflettuto sui suoi limiti di sprinter?

In conclusione, quando senti che non ce la farai o qualcuno insiste nel tenerti per la caviglia e vuoi raggiungere un obiettivo, otterrai migliori risultati impiegando le tue energie nel prepararti piuttosto che nel preoccuparti dei tuoi limiti.

Anche se fossi un elefante che cerca di salire su un albero.

Non credi?

{ 2 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Kya ottobre 1, 2015 alle 14:14

Il pensiero positivo è la chiave: impegnati in quello che fai, senza preoccuparti di ostacoli, pareri contrari e statistiche.
Un atteggiamento che i suoi frutti li porta sempre.
Bel blog, ti seguirò con interesse.

Chiara

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AM ottobre 1, 2015 alle 14:20

Grazie Chiara, benvenuta.
A presto leggerti,
Arduino

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