Coach o gastroenterologo?

di AM il 3 agosto, 2015

palmiro coach

La vignetta è liberamente tratta da un aneddoto che mi è stato riportato in questi giorni.

Morale?

Poche cose hanno maggior probabilità di fallire di un percorso di coaching “prescritto”.

Perché? Fai clic qui e ne conoscerai la ragione.

{ 2 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Stefano Marchetto settembre 1, 2015 alle 15:44

Ciao Arduino,
potrebbe quindi essere che l’obiettivo finale del coach “non prescritto” sia di ridare o generare un nuovo equilibrio e soprattutto di ordine mentale e consapevolezza al o ai dipendenti, capi, direttori interessati?
(a prescindere dal raggiungimento o no degli obiettivi aziendali)

Stefano

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AM settembre 3, 2015 alle 23:23

Certamente quelli che hai citato sono compiti che non gli sono estranei.
Grazie Stefano, e a presto leggerti.
Arduino

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