Perché fai bene a non fidarti di un esperto

di AM il 30 novembre, 2015

i numeri che contanoCi ritroviamo sempre più spesso nella condizione di dover fare ricorso ad esperti, cioé a persone in possesso di conoscenza ed esperienza in una data materia superiore a quelle sulle quali possiamo contare come persone, gruppo oppure organizzazione.

Nella mia esperienza, appurare se ci troviamo effettivamente in presenza di un esperto in una data disciplina non è mai agevole; inoltre, il confronto produttivo non solo può rivelarsi complesso ma addirittura rischioso.

Vediamo per quale ragione.

Numerosi e autorevoli studi mostrano che fra le persone che hanno accumulato una notevole conoscenza ed esperienza in una data materia sono piuttosto diffusi alcuni atteggiamenti e comportamenti, che riassumo di seguito:

  • sono consapevoli del divario di conoscenza esistente e non si curano troppo che la persona che hanno di fronte comprenda per intero il contenuto della discussione;
  • tendono a non mettersi nei panni dell’interlocutore. Esperti che si pongono domande quali “se fossi al loro posto cosa farei?” oppure “cosa può davvero rivelarsi utile per loro?” sono piuttosto rari;
  • hanno molta fiducia in ciò che sanno e tendono a trascurare o addirittura a respingere ciò che non è parte del loro bagaglio;
  • tendono ad avere molta fiducia nella loro visione delle cose e a fare previsioni che si rivelano fallaci. Infatti, sono spesso vittime di Procuste, poiché tendono a ridurre la complessità della situazione a ciò che sanno e trascurare il ruolo del caso;
  • sono soliti sovrastimare i risultati attesi.

Se tutto questo è vero, cosa è bene fare? Rinunciare all’apporto di esperti?

Ci troviamo ad affrontare quotidianamente un mondo che presenta una complessità crescente, tale da richiedere conoscenze che non possediamo: dove trovarle, se non in persone/organizzazioni che ne posseggono in misura superiore?

E in definitiva, come possiamo avvalerci dell’apporto di esperti senza correre troppi rischi, magari verificando la consistenza di conoscenza ed esperienza dichiarate?

Ecco, di seguito, alcune linee guida che seguo puntualmente e che ti suggerisco di sperimentare (se non le hai già fatte tue):

  1. sii consapevole di atteggiamenti e comportamenti tenuti da esperti che ho da poco menzionato;
  2. non lasciarti intimidire, perché nessuno cammina sull’acqua. L’esperto in una materia specifica può essere digiuno di conoscenze delle quali sei in possesso;
  3. non temere di apparire “quello che non sa”. Capire è un tuo diritto e la persona che hai di fronte ha il dovere di aiutarti, specie se percepisce un compenso: insomma, tieniti alla larga dall’ascolto impari;
  4. sii irriverente. Metti in discussione ciò che l’esperto dice, chiedigli di citare le fonti senza timore di urtare la sua suscettibilità: se conosce la materia saprà fronteggiare le tue domande;
  5. diffida delle affermazioni generiche, non sostenute da fatti;
  6. per saggiare la sua conoscenza specifica, chiedigli di descrivere un processo o una soluzione. Domande quali “come affronteresti una situazione di questo genere?” oppure “come struttureresti una soluzione che funziona in questo contesto?” gli chiederanno non di fornire una risposta puntuale ma di dare ordine ai pensieri, verificando se le conoscenze possedute possono assurgere al rango di soluzione;
  7. non chiedergli “cosa debbo fare?” ma “cosa faresti al mio posto?“: accrescerà il suo coinvolgimento.

Per concludere, il modo migliore per impiegare un esperto consiste nel non dargli fiducia incondizionata, poiché la sua conoscenza ed esperienza devono necessariamente inserirsi in un contesto del quale noi possediamo spesso una conoscenza superiore.

Se, dopo uno o più incontri che avrai affrontato seguendo le mie linee guida il tuo esperto avrà tenuto “botta” allora potrai continuare ad avvalerti cautamente della sua collaborazione.

Se, invece, lo vedrai diventare nervoso o insofferente…

Cosa ne pensi?

 

PS: Vuoi approfondire il tema? Allora possono interessarti questi libri:

 

{ 1 commento… leggilo qui sotto oppure aggiungine uno }

Rosario Rizzo ottobre 5, 2016 alle 08:16

Nella gestione dei progetti il “parere degli esperti” viene suggerito in diversi momenti della vita di un progetto:
1. aiuto in fase di stima di tempi e costi
2. aiuto nell’analisi del rischio
3. aiuto nel problem solving
e così via.

Ma la buona pratica tiichiede: “se ti rivolgi all’aiuto di un esperto, allora è meglio se ne interpelli anche un altro”.

Concordo con le linee guida che hai dato nell’articolo, Arduino.
Rosario

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