Quando il caso diventa fortuna?

di AM il 1 aprile, 2016

io non credo

Ecco una vicenda che mi permette di rispondere alla domanda.

Sono le 19.42 del 25 marzo 2016, venerdì santo; il giovane direttore d’orchestra milanese Michele Gamba (32 anni) sta preparando la cena, quando squilla il telefono.

La voce è quella di Francesco Meli, tenore con il quale nel pomeriggio il musicista aveva preso un gelato, e che alle 20.00 avrebbe dovuto essere in scena al Teatro alla Scala di Milano con I due Foscari, di Giuseppe Verdi.

Ti ricordi I due Foscari?”, domanda il cantante. Che subito aggiunge: “Vieni subito in Teatro, stasera dirigi tu”.

Il direttore pensa a uno scherzo: “Piantala… Non è divertente”.

Ma Meli insiste e gli spiega che Michele Mariotti, il maestro titolare, è stato colpito da un attacco influenzale che lo ha messo fuori gioco.

E conclude la telefonata dicendo: “Solo tu che sei a Milano e conosci l’opera puoi salvare la situazione. Corri!”.

A quel punto Gamba capisce che il tenore non scherza affatto e si prepara all’improvviso debutto; prende lo spartito, indossa una giacca e una cravatta e sale su un taxi verso il Piermarini: è durante il breve tragitto che ripassa la partitura.

Alle 19.55 il giovane direttore è in Teatro e diverse domande si fanno largo fra le emozioni: come avrà impostato l’esecuzione Michele Mariotti, il maestro titolare? Come reagirà l’orchestra al cambio di direzione?

Alle 20.14 il protagonista sale sul podio: ecco, dalle sue parole, come sono andate le cose.

Con Francesco Manara, il violino di spalla, ci siamo impegnati a tenerci in costante contatto. Farò del mio meglio, gli ho promesso. Tutto è filato a meraviglia. Nell’emergenza si è vista la tempra della Scala. Maestranze, orchestrali, cantanti, ciascuno ha dato il massimo, insieme abbiamo fatto squadra. L’imprevisto è diventato occasione di immediata intesa, di energia creativa”.

Come commentare la vicenda?

Innanzitutto complimenti a Michele Gamba e tutti gli altri protagonisti, che ci hanno dato conferma di quello strano talento tutto italiano che ci porta a dare il meglio proprio nelle situazioni più difficili.

Voglio aggiungere che ho dato un’occhiata ad alcuni articoli comparsi sulla stampa e notato molta attenzione al ruolo del caso, a quanto avesse favorito il giovane direttore: il debutto a 32 anni per l’influenza fulminante di un collega non è cosa tanto comune e a molti deve essere apparso più o meno come la vincita a una lotteria.

Stanno così le cose?

Se diamo un’occhiata non distratta al curriculum di Michele Gamba scopriamo che, oltre al diploma al Conservatorio in direzione d’orchestra e la laurea in filosofia, si è specializzato in direzione d’orchestra a Vienna e all’Accademia Musicale Chigiana.

Inoltre, è stato collaboratore di Antonio Pappano ed oggi è assistente di Daniel Barenboim all’Opera di Stato di Berlino.

Fortuna? Un pizzico, certo.

Ma non coglieremmo l’essenza di quanto accaduto se non riflettessimo sul fatto  che il caso si trasforma in fortuna quando siamo preparati a gestire la situazione favorevole; nel caso di Michele Gamba il caso avrebbe potuto trasformarsi in una rovina se il musicista non avesse saputo gestire la situazione sia a livello emotivo sia a livello musicale.

Inoltre, tutte le volte in cui assistiamo a un successo che arriva in modo improvviso dovremmo ricordare le parole di Diana Rankin, per la quale “ci vogliono vent’anni di duro lavoro per avere successo da un giorno all’altro”.

Non credi?

{ 0 commenti… aggiungine uno adesso }

Lascia un commento

Articolo precedente:

Articolo successivo: