Perché Donald ha sconfitto Hillary? Breve intervista a… me stesso

di AM il 11 novembre, 2016

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Abbiamo assistito nei giorni scorsi all’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Sorpresa e sgomento nel mondo, poiché tutti i sondaggi davano ormai Hillary Clinton alla Casa Bianca e la presidenza Trump rischia di essere fra le più controverse della storia.

Com’è potuto accadere?

Avevo tanto voglia di parlarne e ho aspettato invano che qualcuno mi chiamasse per un’intervista: ma niente da fare.Allora ho pensato di rimediare, intervistando… me stesso. In grassetto le domande.

Secondo te, perché ha vinto Trump quando la grande maggioranza dei sondaggi attribuiva la vittoria a Clinton?

I sondaggi smentiti dal voto stanno diventando sempre più frequenti, e questo per diverse ragioni:

  • Non sempre le persone interrogate dichiarano il loro orientamento; anzi, spesso mentiamo inconsapevolmente. Lo sanno i sondaggisti? Certamente, ma non è nel loro interesse parlarne. Ciò che i sondaggi non possono prevedere è in quale misura la persona intervistata sia stata sincera circa le proprie scelte. Ammettere di voler votare Trump, persona che ha più volte preso posizione contro messicani e musulmani e assunto atteggiamenti sessisti, non deve essere stato facile per molti elettori;
  • È possibile che troppi sondaggi siano vittime del whishfull thinking, la trappola cognitiva che ci porta a credere vero ciò che desideriamo. Tale e tanto forte era da parte dei più il desiderio di vedere Clinton Presidente e/o di evitare il pericolo Trump, che i sondaggi siano stati più o meno consapevolmente costruiti per orientare le risposte nella direzione desiderata;
  • L’incertezza appare sempre più la vera padrona dello scenario. I politici cercano da sempre di influenzare gli elettori chiedendo di schierarsi dalla loro parte senza distinguere e senza analizzare criticamente i fatti: questo ora accade e porta a una volatilità elettorale altissima. Indesiderata?
  • Non dimentichiamo che Hillary Clinton è una donna, e a mio avviso troppe persone mantengono forti pregiudizi sulle donne quando le pensano alla guida di una nazione. Una donna dopo un nero a molti deve essere sembrato “troppo”…

Com’è possibile che tanti e autorevoli giornalisti e opinionisti abbiano sbagliato?

Moltissimi professionisti dell’informazione hanno mostrato la tendenza e non distinguere fra fatti e desideri: credere vero ciò che si spera sia vero è un atteggiamento che non può appartenenre a chi si occupa di informazione. Inoltre, troppi aspetti evidenti, sono stati ignorati: per esempio l’impatto della cosiddetta “America profonda”, quella religiosa e quella che spera che il leader politico possa far tornare il lavoro quello di un tempo.
Dobbiamo, tutti, fare molta attenzione: la selezione delle fonti, e dei giornalisti, appare sempre più una priorità per chi vuole essere informato circa la realtà e non circa le speranze di chi scrive.

Quali errori ha commesso Hillary Clinton?

Diversi, vediamone alcuni:

  • La campagna non ha mostrato segni di adeguata preparazione al ruolo (ciò che quasi tutti hanno taciuto è che non ha brillato come Segretario di Stato), e portare il nome di un Presidente che ha lasciato nell’America un ricordo indelebile non poteva bastare. Del resto la reazione alla sconfitta, con un discorso ai suoi sostenitori che ha tardato ad arrivare, ha testimoniato di una capacità di reazione alla sconfitta non conforme alle enormi responsabilità che chiedeva di assumere. Ne era consapevole? Non lo so, ma non credo;
  • Ha trascurato il desiderio di novità di chi vota. Non si è preoccupata più di tanto di distinguersi da Obama, posizionandosi agli occhi degli elettori come la persona che avrebbe continuato la strada tracciata dal presidente uscente. Insomma, in molti, anche fra i democatici, l’hanno vista come una copia: del marito o di Barack;
  • L’aver impiegato l’indirizzo e-mail privato per questioni di stato, un errore neanche immaginabile. Andiamo Hillary… ;
  • L’aver condotto una campagna “contro” il suo avversario, piuttosto che sui contenuti. Questo aspetto ha finito per rafforzare Trump, spingendo ancora di più i suoi sostenitori a fare quadrato intorno a lui: la polarizzazione dello scontro sulle questioni di natura razziale e sessuale ha spinto le persone meno disposte a entrare nel merito delle questioni reali a bollare le argomentazioni della Clinton come strumentali e tese a eliminare il candidato che si batte contro i cosiddetti “poteri forti”. Per conoscere meglio questo meccanismo leggi questo post;

C’è qualcosa che i candidati non hanno detto ai loro elettori?

Entrambi hanno omesso di dire agli elettori che il lavoro, nelle forme che loro si aspettano, non tornerà. Le fabbriche non riapriranno, il lavoro perso negli ultimi 10 anni è andato per sempre. In questo libro e in questo articolo trovi autorevoli testimonianze in merito.
Il lavoro futuro non avrà le forme attese da costoro: nei prossimi 10 anni saranno necessarie conoscenze e competenze nuove, che oggi non conosciamo e possiamo forse solo immaginare: lavorare alla loro individuazione e costruzioni sarà la vera sfida fra le nazioni.
Chi, come Trump, promette milioni di posti di lavoro alle persone che lo hanno perso mente, o non dice tutta la verità: e se non ha davvero capito che il passato non ritorna, allora abbiamo ancor più ragione di essere preoccupati.

Che cosa ti ha colpito di più di questa lunga campagna?

La superficialità:

  • Di Hillary Clinton, per non essersi preoccupata di costruire una sua leadership personale credibile;
  • Di Donald Trump e della vacuità dei temi che ha proposto, trasformatasi paradossalmente in un punto di forza proprio per la debolezza dell’avversaria;
  • Dei media, che hanno dato corpo a speranze e a interessi di parte, senza preoccuparsi di informare;
  • Degli elettori, che si sono fermati in superficie senza rendersi davvero conto se le promesse di Trump fossero sostenibili e senza valutare i rischi di una sua presidenza.

Che cosa vorresti dire a Obama, che ha visto perdere la candidata per la quale si è speso come mai prima un Presidente?

Credo che Obama fosse più interessato a sbarrare la strada a Trump che a favorire l’elezione di Hillary, per la quale credo provi affetto sincero. Gli direi che lo capisco, che credo abbia fatto la cosa giusta: e che farà bene ad accettare una sconfitta che non toglie nulla al lavoro fatto.

Che cosa ti aspetti dalla presidenza Trump?

Domanda complicata: non mi faccio illusioni.
Sul fronte interno mi aspetto un aumento delle tensioni sociali e una diminuzione delle tasse, mentre in politica estera è possibile che assuma un atteggiamento improntato a una supremazia che gli USA non hanno più.
Ma non amo fare le previsioni, finiscono tutte per essere sbagliate: il mondo è troppo complesso anche per presidente degli Stati uniti, figuriamoci se una persona che non possiede le sue informazioni e il suo punto di oddervazione può prevedere cosa accadrà.
In ogni caso, se Donald Trump non ha mentito su tutto durante la campagna elettorale la sua presidenza rischia di rivelarsi un danno enorme non solo per gli USA. Per questo, confido che i meccanismi istituzionali, i vincoli internazionali, il realismo delle persone che lo circonderanno e un congresso che vede crescere il numero delle donne (anche se rimane per l’80% fatto di maschi bianchi) possano condizionarne positivamente l’azione.
In fondo, il Presidente americano è una persona meno potente di quanto si possa pensare.

Che cosa vuoi dire agli elettori di Donald Trump?

Vorrei porre loro 3 domande:

  1. Pensi davvero che gli USA sarebbero un paese migliore senza le minoranze?
  2. Come credi che Trump creerà i posti di lavoro che ha promesso?
  3. Avresti votato per lui se avesse importunato tua moglie, tua sorella o tua figlia?

Per concludere, prima delle elezioni avresti cenato più volentieri con Donald o con Hillary?

Cenare con Hillary sarebbe stato molto interessante, ma con Donald sarebbe stato più divertente.

Perché?

Una domanda del genere da te non me ìaspettavo proprio.
Per cominciare avrei fatto a Trump le stesse domande che avrei posto ai suoi elettori:

  1. Pensi davvero che gli USA sarebbero un paese migliore senza le minoranze?
  2. Come crerai i posti di lavoro che hai promesso in campagna elettorale? Pensi davvero che sia possibile riportare le persone nelle fabbriche?
  3. Avresti votato per una persona che ha importunato o che potrebbe importunare tua moglie o una delle tue figlie?

Poi avrei continuato…

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