Chi non si lascia corrompere è un eroe?

di AM il 11 gennaio, 2017

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Lo scorso 7 dicembre Franco Metta, Sindaco di centro-destra del Comune di Cerignola (Foggia), riceve un omaggio natalizio contenente 20.000 euro: immediatamente denuncia il mittente per tentativo di corruzione.

Sui media l’uomo è stato presentato come un eroe: a fare notizia non è stato il goffo tentativo di corruzione ma la sua denuncia.

La domanda sorge spontanea:

Quando diventeremo un Paese in cui denunciare un tentativo di corruzione sarà una cosa ordinaria?

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Andrea Migliori gennaio 12, 2017 alle 02:33

diventeremo un paese ‘normale ‘ alla prossima invasione barbarica
ma forse ci siamo…o forse no

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AM gennaio 12, 2017 alle 07:37

Ciao Andrea,
vuoi dirci di più circa il tuo pensiero?
grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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vincenzo gennaio 17, 2017 alle 16:05

Vorrei trasporre il tema in ambito aziendale, partendo dalla mia piccola esperienza personale: da poco mi occupo della parte tecnica degli acquisti in azienda e quasi dal nulla arrivano in regalo i panettoni a Natale (e solo di panettoni si tratta) dai potenziali fornitori, quando prima nessuno mi considerava. Anche questo gesto è un tentativo di corruzione? Anche questo va denunciato? Ma non bastavano i calendari o le agende?

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AM gennaio 17, 2017 alle 16:36

Ciao Vincenzo,
tema complicatissimo.
Qual è il confine fra dono e tentativo di corruzione?
Che cosa possiamo accettare e cosa, invece, dobbiamo respingere?
Nel caso del sindaco di Cerignola il dubbio non sussiste, ma non possiamo ignorare che anche un piccolo dono può mirare a creare un rapporto diverso fra la persona che dona e quella che il dono riceve.
Hai ragione da vendere nel rimpiangere i tempi in cui si regalavano calendari e agende, ben più efficaci a mio avviso del panettone, perché contrassegnavano un modo di essere presenti leggero e, direi innocuo.
Il panettone no; anche se spesso di valore commercialmente inferiore a quello di un’agenda, il panettone rappresenta qualcosa di personale: te lo porti a casa, ne fai un uso personale.
L’omaggio, anche se di modesto valore, ha il fine di far cambiare percezione e atteggiamento, anche quando non intende corrompere.
Ciò che va assolutamente difeso è un atteggiamento volto a fare gli interessi dell’azienda in modo evidente e indipendente: se questo non è ciò che accade, il regalo va respinto, quale che sia il suo valore.
Mi sono imbattuto in passato in un sito in cui la persona che faceva recensioni di prodotti di tecnologia scriveva chiaramente alle aziende che i prodotti sarebbero stati restituiti dopo il test: oppure, in caso di valore commerciale inferiore al costo complessivo di una spedizione, sarebbero stati donati e specifiche organizzazioni.
Che cosa ne pensi?
Grazie per il contributo e a presto leggerti.
Arduino

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Giorgio gennaio 18, 2017 alle 01:38

Non mi sono mai scandalizzato se un fornitore faceva dei regali a natale o se qualche volta faceva un invito a pranzo. Una volta si usava. Poi le aziende hanno cominciato a ridurre il valore dei regali fino all’invio di un solo biglietto di auguri. Avvertivano che la concorrenza limitava notevolmente i margini di guadagno. Ciò che conta è non prendere tangenti di nessun tipo e continuare a valutare le proposte di collaborazione con criteri di assoluta correttezza nell’interesse della propria azienda. Questo consente di avere sempre la libertà di fare le proprie scelte senza condizionamenti.

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AM gennaio 18, 2017 alle 17:27

Ciao Giorgio,
credo anch’io che non ci sia niente di strano in un invito a pranzo e che “ciò che conta è non prendere tangenti di nessun tipo e continuare a valutare le proposte di collaborazione con criteri di assoluta correttezza nell’interesse della propria azienda”.
Tuttavia, è importante a mio avviso la dimensione dell’omaggio: esiste una differenza sostanziale fra un panettone e una vacanza per due di una settimana.
Cosa ne pensi?
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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