Perché ci arrabbiamo con tanta frequenza?

di AM il 27 ottobre, 2017

Ira Seneca

Ti sei chiesto per quale ragione la collera sembra occupare un posto sempre più importante fra le emozioni che viviamo ogni giorno?

E perché facciamo tanta fatica a governarla?

Leggiamo insieme questo breve brano.

Chi si impegna affannosamente in molti affari non ha mai una giornata tanto fortunata che non gli venga, o da un uomo o da un fatto, un’offesa che dispone l’animo all’ira.

Chi va di fretta in città attraverso luoghi affollato deve urtare molte persone ed è inevitabile che qui scivoli, là si trovo in impaccio, più oltre sia inzaccherato di mota; così in questa vita affrontata senza ordine e senza meta, capitano molto ostacoli e molte ragioni di lamento: chi ha ingannato la nostra aspettativa, chi l’ha differita, chi l’ha troncata; i nostri programmi non sono andati secondo le nostre previsioni.

Con nessuno la sorte è tanto benevola da arridere sempre alle sue molte iniziative: ne deriva pertanto che colui al quale alcuni affari sono andati diversamente da come aveva previsto si mostri intollerante con gli uomini e con le cose, e per i più futili motivi si adiri ora con una persona, ora con un affare, ora con un luogo, ora con la sorte, ora con se stesso.

Secondo l’autore, le ragioni del ruolo pervasivo dell’ira sono da ricercarsi nel fatto che, in una vita dominata dalla fretta, cresce la probabilità che le cose non vadano nel senso desiderato: e che la nostra reazione alle contrarietà sia di collerica intolleranza.

Insomma, la scarsità della risorsa tempo sembra essere determinante nel deterioramento della qualità della vita che molti di noi percepiscono.

Tu cosa ne pensi?

PS: Il brano è tratto dal libro L’ira di Lucio Anneo Seneca, e risale a circa venti secoli fa.
Come pensi il filosofo romano commenterebbe oggi la qualità della nostra vita? Si insomma di uno che assomiglia al tizio raffigurato in questo disegno…

Delega 480

 

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