Chi è privo di scrupoli morali, chi è pronto a mentire e a farsi strada fino alla vetta con l’imbroglio, chi fa promesse che non potrà mantenere e può arrivare persino a uccidere i propri rivali, ha un grande vantaggio su quanti sono frenati dal concetto di onestà.
Dixon
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La saggezza

M. T. Cicerone - Barbera - 2005 - 70 pag.


Sul finire del 44 a.C., a pochi mesi dall'assassinio di Giulio Cesare, Cicerone scrive di getto il terzo libro dei Doveri (De officiis).

Ancora ossessionato dal pensiero del dittatore, affronta il tema scottante del contrasto fra l'utile e l'onesto, fra l'interesse e la rettitudine.

Questa opposizione, capace di influenzare tanto la vita quotidiana quanto i grandi eventi storici, è in realtà solo apparente e nasce quasi sempre da motivi assai poco nobili.

Cicerone lo dimostra con numerosi esempi, traendo il meglio dagli insegnamenti morali delle filosofie del tempo e avendo sempre come punto di riferimento le quattro virtù fondamentali (prudenza, giustizia, coraggio, temperanza), mai dimentico delle drammatiche vicende della repubblica romana e delle propria esistenza.


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