Il segreto dei suoi occhi

LRegia di Juan José Campanella – 2009 – Argentina – 127 min.

Cast

Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Carla Quevedo.

 

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Trama

Il segreto dei suoi occhi (titolo originale El secreto de sus ojos) è un film argentino che ha vinto nel 2010 l’Oscar come miglior film straniero agli Oscar 2010.

La storia è ambientata in Argentina nel 1999, e impiega la tecnica del flashback per la scrittura di un romanzo; un flashback che parte nel 1974, quando Benjamín Esposito, un investigatore dei tribunali federali, comincia a indagare sull’omicidio di una giovane donna, Lilliana Morales Colotto, brutalmente violentata e uccisa nella sua casa in un sobborgo di Buenos Aires.

Il marito della donna è annientato dal dolore ed Esposito gli promette di assicurare l’assassino alla giustizia; il protagonista viene aiutato da Pablo Sandoval, suo assistente e alcolista, e sostenuto dal nuovo cancelliere Irene Menendez-Hastings.

La storia si dipana per 25 anni, lasciando sullo sfondo la dittatura militare e il dramma dei desaparecidos, dei quali tuttavia si avverte in tutto il film la presenza; come un ospite che decidi di lasciare fuori la porta perché attirerebbe su di sé tutte le attenzioni, impedendoti di gestire una serata secondo il programma che hai ideato.

Sono rimasto colpito dalla bravura degli attori, che non avevo mai visto sullo schermo, capaci tutti di esaltare un soggetto si dipana per tutto il film intrecciando sapientemente l’evoluzione delle indagini e la vita privata dei personaggi, approdando a un finale inatteso.

O forse no…

Prima di proseguire guarda alcune scene del film; lo so, alcune (un paio) sono in spagnolo, ma sono certo che il senso del dialogo non ti sfuggirà.

Come guardare il film

Innumerevoli le angolature e gli spunti di riflessione.
Vediamo i principali:

  • Campanella ci mostra diversi momenti dell’amore nella vita di coppia: il dolore dopo la perdita, la preparazione del matrimonio, l’amore latente fra capo e collaboratore, l’amore violento, il conflitto derivante dall’alcolismo. Il tutto con tratti essenziali e senza mai scadere nel sentimentalismo;
  • la capacità di spiegare in pochi minuti, e come mai mi era accaduto di osservare, il concetto di passione e quanto esso sia capace di muovere le azioni di una persona;
  • aspetti anche molto diversi del rapporto fra capo e collaboratore, specie quando è la donna a essere il capo: la fiducia, la delega, il sostegno, il pregiudizio;
  • la ristrutturazione del contesto nel quale avviene la comunicazione, che puoi osservare nella scena dell’interrogatorio;
  • il conflitto fra colleghi e il costo del non adeguarsi alle regole dettate da che detiene il potere;
  • l’amicizia e il sacrificio del quale essa può essere capace.

Per finire, un finale che ti lascia stupito senza sorprenderti.

Sono riuscito a incuriosirti?

 
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