Margin Call

margin call 200Regia J.C.Chandor – 2011 – Stati Uniti – 107 min

Cast

Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Penn Badgley, Simon Baker, Mary McDonnell, Demi Moore, Stanley Tucci, Aasif Mandvi, Ashley Williams, Susan Blackwell

 

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Trama

La pellicola è liberamente ispirata a ciò che accadde negli Stati Uniti nel 2008 e che innescò una crisi finanziaria che ha fortemente contribuito alla recessione mondiale dalla quale stiamo faticosamente uscendo.

Il film racconta le ventiquattro ore che i protagonisti vivono in una banca d’investimento che, come moltissime altre, lucra su strumenti finanziari ad alto rischio, i cosiddetti mutui sub-prime; il titolo del film, “margin call”, è ripreso infatti dal livello di prezzo al quale scatta l’incasso di una garanzia a un finanziamento, normalmente in contanti.

Non intendo addentrarmi in aspetti tecnici che non saprei trattare in modo approfondito, ma ti dirò che Eric Dale, il capo della sezione rischi della banca, viene licenziato proprio quando è sul punto di scoprire che l’esposizione finanziaria non è coperta dalla capitalizzazione dell’istituti.

In una parola, la banca può fallire da un momento all’altro.

Della trama non ti dico altro: trovi di seguito alcune scene del film, poi faremo due chiacchiere sugli aspetti ai quali ti suggerisco di prestare attenzione.

Come guardare il film

L’esordiente regista J. C. Chandor fa centro con un cast di altissimo livello e una storia che ci fa riflettere sul fatto che, nonostante governi e autorità continuino a prendere adeguate e democratiche contromisure, il destino di troppe persone finisca per concentrarsi nelle mani di pochi e potenti finanzieri.
Il film ci mostra anche un ampio e interessante ventaglio di visioni personali e dinamiche organizzative:

  • la riflessione sul proprio ruolo e sul senso di una vita basata solo sull’arricchimento personale che arriva solo quando siamo in difficoltà;
  • la capacità di alcune persone, esemplificate in questo caso da John Tuld (l’amministratore delegato), di vivere la vita e la storia come un ripetersi ciclico dei successi di chi riesce sempre e comunque a cavarsela a danni di una ignara moltitudine;
  • la ricerca del colpevole “da dare in pasto al consiglio di amministrazione” come metodo. Un colpevole sul quale addossare responsabilità e capace di restituire immacolatezza a una tutt’altro che ignara organizzazione;
  • il vecchio giochino di “lasciar fare” per poi avere l’opportunità di censurare comportamenti specifici alla prima occasione utile;
  • l’impiego della pressione come mezzo per trovare soluzioni, come se la tensione aiutasse le persone a individuare nuove e creative vie di uscita;
  • l’ordine come manifestazione e senso di potere;
  • l’idea che il denaro possa alleviare la solitudine e la carenza di affetti.

Lo hai già prenotato per la serata?

Ottima idea: poi dimmi cosa ne pensi!

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