101 Storie Zen

 

101 Storie Zen_ediz.1973a cura di N. Senzaki e P. Reps  – trad. di A. Motti – Adelphi – 1973 – 112 pagg

 

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Lo Zen non è una setta ma un’esperienza. Da questa esperienza, che ha al suo centro la notazione di ‘satori‘, ‘illuminazione’, è nata una letteratura immensa, dalle numerose ramificazioni, a partire dal sesto secolo in Cina (sotto il nome di Ch’an) e a partire dal dodicesimo secolo fino a nostri giorni in Giappone (sotto il nome di Zen).

Ciò che in Occidente ha finito per presentarsi spesso come moda banale è dunque una ricchissima tradizione religiosa, senza la quale è impensabile una grande parte della filosofia, della letteratura e dell’arte estremo-orientali.

Per avvicinarsi a questo intricato complesso poche introduzioni sono altrettanto giuste nel tono, svelte e amabili come questa raccolta di storie Zen curata da Nyogen Senzaki e Paul Reps.

Il lettore vi troverà una scelta dalla “Raccolta di pietre e di sabbia” di Muju, maestro giapponese del tredicesimo secolo, e da altri testi classici Zen, sino alla fine del secolo diciassettesimo.

Con sobrietà e grazia Senzaki e Reps hanno saputo presentare in rapidi tratti apologhi capitali o ignoti, intrecciandoli con felice precisione, in modo che il lettore possa entrare in contatto immediato con le grandi questioni (e con le grandi soluzioni) dello Zen, contatto che troverebbe ben più difficilmente affidandosi a ponderosi manuali, contrari già nella loro costruzioni allo spirito Zen  (per eccelenza imprendibile e paradossale, irridente verso ogni sapienza soddisfatta, spesso nascosto dietro gli schemi del vuoto e non del sapere).

Introduzione

Questi racconti sono in parte tratti da un testo intitolato il Shaseki-shu [Raccolta di Pietra e di Sabbia], che Muju (il «non-dimorante»), un maestro giapponese di Zen, scrisse alla fine del tredicesimo secolo, e in parte da varie altre raccolte di aneddoti di monaci Zen pubblicate in Giappone tra la fine del secolo scorso e il principio di questo.

Gli Orientali, più attenti all’essere che ad agire, hanno sempre avuto il massimo rispetto per l’uomo che ha scoperto il proprio io. Un uomo siffatto si prefigge, seguendo l’esempio di Buddha, di dischiudere la propria consapevolezza.

I racconti qui presentati parlano di queste scoperte dell’IO. Quanto segue è tratto dalla prefazione alla prima
edizione inglese di questi racconti (101 Zen Stories, transcribed by Nyogen Senzaki and Paul Reps, London and Philadelphia, 1939).

Lo Zen potrebbe essere definito l’arte e il proposito interiori dell’Oriente. Fu trapiantato in Cina da Bodhidharma, che vi giunse dall’India nel sesto secolo, e fu portato verso l’est sino in Giappone a partire dal dodicesimo secolo.

È stato cosi descritto: «Uno speciale insegnamento senza scritture, al di là delle parole e delle lettere, che mira all’essenza spirituale dell’uomo, che vede direttamente nella sua natura, che raggiunge l’illuminazione».

In Cina lo Zen fu conosciuto col nome di Ch’an.

I maestri di Ch’an-Zen, anziché essere seguaci del Buddha, aspirano ad essere i suoi amici e a stabilire con l’universo un rapporto simpatetico come fecero Buddha e Gesù. Lo Zen non è una setta ma un’esperienza.

L’abitudine Zen della ricerca di sé mediante la meditazione per realizzare la propria vera natura, accompagnata dal disprezzo per il formalismo, dall’insistenza sull’autodisciplina e la semplicità di vita, fini con l’ottenere il favore della nobiltà e delle classi dominanti del Giappone e il profondo rispetto di tutte le correnti filosofiche dell’Oriente.

I drammi No sono racconti Zen. Lo spirito Zen ha finito col significare non soltanto la pace e la comprensione, ma la devozione all’arte e al lavoro, il ricco dispiegarsi dell’appagamento, che apre la porta all’intuito, l’espressione della bellezza innata, il fascino inafferrabile dell’incompletezza.

Lo Zen ha molti significati, nessuno del tutto definibile. Se sono definiti, non sono Zen.

E’ stato detto che se si ha lo Zen nella propria vita, non si ha più nessuna paura, nessun dubbio, nessun desiderio superfluo, nessuna, emozione estrema.

Non si è turbati né da atteggiamenti ingenerosi né da azioni egoistiche. Si serve l’umanità umilmente, attuando con misericordia la propria presenza in questo mondo e osservando la propria fine come un petalo che cada da un fiore.

Sereni, si gode la vita in beata tranquillità. Questo è lo spirito dello Zen, la cui veste sono le migliaia di templi in Cina e in Giappone, i preti e i monaci, ricchezza e prestigio, e spesso proprio quel formalismo che esso vorrebbe trascendere.

Studiare lo Zen, il fiorire della propria natura, non è impresa facile in nessun’epoca e in nessuna civiltà. Molti insegnanti, veri e falsi, si sono proposti di aiutare altri in tale compito. Questi racconti sono il risultato di innumerevoli e autentiche avventure nello Zen.

Che il lettore a sua volta possa realizzarle oggi nella sua quotidiana esperienza di vita.

INDICE

1.      Una tazza di tè
2.      Trovare un diamante su una strada fangosa
3.      Ah sì?
4.      Obbedienza
5.      Se ami, ama apertamente
6.      Nessuna pietà
7.      Annuncio
8.      Grandi Onde
9.      Non si può rubare la luna
10.    L’ultima poesia di Hoshin
11.    La storia di Shunkai
12.    Il cinese felice
13.    Un Buddha
14.    La strada fangosa
15.    Shoun e sua madre
16.    Quasi un Buddha
17.    Avaro nelFinsegnare
18.    Una parabola
19.    Il Primo Principio
20.    Il consiglio di una madre
21.    Il suono di una sola mano
22.    Il mio cuore brucia come il fuoco
23.    La morte di Eshun
24.    Recitare i su tra
25.    Ancora tre giorni
26.    Dialogo commerciale per avere alloggio
27.    La voce della felicità
28.    Apri la tua stanza del tesoro
29.    Niente acqua, niente luna
30.    Il biglietto da visita
31.    Tutto è il migliore
32.    Una scheggia di tempo, una grande gemma
33.    La mano di Mokusen
34.    Un solo sorriso in tutta la vita
35.    Lo Zen di ogni istante
36.    Pioggia di fiori
37.    Pubblicare i sutra
38.    Il lavoro di Gisho
39.    Dormire di giorno
40.    Nel mondo dei sogni
41.    Lo Zen di Joshu
42.    La risposta del morto
43.    Lo Zen nella vita di un mendicante
44.    Il ladro che diventò discepolo
45.    Bene e male
46.    In che modo l’erba e gli alberi ottengono l’llluminazione
47.    L’artista taccagno
48.    Proporzione perfetta
49.    Il Buddha dal naso nero
50.    La chiara realizzazione di Ryonen
5L    II miso acido
52.    La tua luce può spengersi
53.    Dovrebbe essere grato chi dà
54.    Le ultime volontà e il testamento
55.    Il maestro del tè e l’assassino
56.    Il vero sentiero
57.    Le porte del paradiso
58.    Arrestare il Buddha di pietra
59.    Soldati dell’umanità
60.    La galleria
61.    Gudo e l’imperatore
62.    Nelle mani del destino
63.    Uccidere
64.    Il sudore di Kasan
65.    L’assoggettamento di un fantasma
66.    I figli del Sua Maestà
67.    Ma che cosa fai! Ma che cosa dici!
68.    Una sola nota di Zen
69.    Mangiare il rimprovero
70.    La cosa più preziosa del mondo
71.    Imparare a star zitti
72.    Il signore stupido
73.    Dieci successori
74.    La vera riforma
75.    Collera
76.    La mente di pietra
77.    Nessun legame con la polvere
78.    La vera prosperità
79.    L’incensiere
80.    Il vero miracolo
81.    Addormentati e basta
82.    Niente esiste
83.    Chi non lavora non mangia
84.    Veri amici
85.    Tempo di morire
86.    Il Buddha vivente e il fabbricante di tinozze
87.    Tre specie di discepoli
88.    Come si scrive una poesia cinese
89.    Dialogo Zen
90.    L’ultimo colpo
91.    Il sapore della spada di Banzo
92.    Lo Zen dell’attizzatoio
93.    Lo Zen del cantastorie
94.    La gita di mezzanotte
95.    Una lettera a un moribondo
96.    Una goccia d’acqua
97.    Insegnare il fondamento
98.    Non-attaccamento
99.    L’aceto di Tosui
100.    Il tempio silenzioso
101.    Lo Zen di Buddha

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