Corso rapido per parlare in pubblico

Come utilizzare la voce e i gesti, organizzare i contenuti, “rompere il ghiaccio” e ottenere attenzione.

Corso rapido per parlare in pubblico 200Daniela Bregantin – Edizioni De Vecchi – 2010 – 244 pagg e CD audio

 

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Parlare in pubblico può rappresentare per molti di noi un’esperienza paralizzante: emozione, sudore freddo, senso di amnesia, gola secca e altri “effetti indesiderati”.

Il libro tratta gran parte delle situazioni che chiunque si trovi a parlare in pubblico si trova ad affrontare: la preparazione, la costruzione del discorso, il movimento, la gestione della voce, lo sguardo, il governo delle emozioni, il sorriso, la cattura dell’attenzione e altro ancora.

Pur non trattando alcuno di questi temi nel dettaglio che può interessare l’esperto, il libro riesce a fornire a chi cerca un rapido orientamento alla materia quelle informazioni che lo aiutano a organizzare pensieri e azioni almeno con minore incertezza.

Molto utile anche il CD, che fornisce numerosi esempi ed esercizi sull’uso della voce nelle diverse circostanze.
Insomma, un libro che può senza dubbio esserti utile prima di partecipare al mio corso.

Buona lettura!

 

INDICE

Introduzione

1 Dalla retorica al public speaking
1. La forza dell’esperienza
1.1. Perché un manuale
2. L’argomentazione persuasiva: la retorica
2.1. Un po’ di storia
2.2. Il contributo di Aristotele
3. Le tre leve dell’oratore
3.1. Logos
3.2. Pathos
3.3. Ethos
4. Arianna, o il percorso del senso
4.1. Una chiave di lettura
5. Cyrano de Bergerac: la passione infinita
6. Antogone e la sfida della coerenza assoluta

2 Comunicare: thinking in motion
1. I poli della comunicazione
1.1. Emittnete, ovvero l’oratore
1.2. Ricevente, il pubblico
1.3. Messaggio, ciò che intendiamo comunicare
2. Comuniazione: gioco di influenzamento reciproco
2.1. Informare…
2.2. … e comunicare
2.3. L’interazione circolare
2.4. La finestra di Johari
2.5. La telecamera nascosta
3. L’importanza del feedback
3.1. Il bisogno dello sguardo altrui
3.2. Feedback cosciente e feedback inconsapevole
3.3. Conferma, rifiuto, disconferma
4. L’oratore “ossessionato dal pubblico”
5. Fiaba “I vestiti nuovi dell’imperatore”

3. La voce e i suoi segreti
1. Dite il vostro discorso come se vi danzasse sulla lingua
1.1. Prima di tutto, la portata sonora
1.2. Per una respirazione corretta
2. La dizione
2.1. L’accento tonico
2.2. L’accento fonico
2.3. Altre regole di fonetica
3. Una buona articolazione per dare corpo alle parole
4. La pausa: dire, col silenzio, ciò che le parole non dicono
4.1. I differenti tipi di pausa
5. Come tenere desta l’attenzione dell’interlocutore
5.1. Il tono
5.2. Il volume
5.3. Il ritmo
6. La voce: veicolo di emozioni e sentimenti
6.1. Una questione di frequenza

4. La parola del corpo
1. La forma è contenuto
2. Una visione d’insieme
2.1. Postura fisica, emotiva e di pensiero
2.2. Sala di credibilità
2.3. La prima impressione è quella che conta
3. Présence: un modo di “stare” in situazione
3.1. La postura: come trasferire un’immagine di forza e stabilità
3.2. Appoggi, direzionalità, distanze
3.3. Le ancore spaziali
3.4. Il movimento: come occupare lo spazio
4. L’espressività del gesto
4.1. Precisione, pulizia ed enfasi gestuale
4.2. Congruenza di parola e gesti
5. Lo sguardo: luogo d’incontro
5.1. Non solo guardare…
5.2. … ma vedere
6. L’arma bianca del sorriso
7. L’abito non fa il monaco… E l’oratore?
7.1. Bisogno di individuazione
7.2. Il ricalco sociale

5. La tempesta emotiva
1. Parlare in pubblico genera stress
1.1. Distress…
1.2. … ed eustress
1.3. Le risposte organiche
1.4. Uso intelligente delle emozioni
1.5. Agire o essere agiti
1.6. Effetto Pigmalioe
1.7. Il punto di vista
2. La relazione mente-corpo
2.1. L’attitude
3. Le ancore…
4. … e l’ancoraggio di stati d’animo produttivi
4.1. Associazione stimolo-risposta
4.2. Ancorarsi al pubblico
5. Come controllare lo stress della “partenza”
5.1. Pianifiacare l’inizio
5.2. “Stare seduti sul proprio respiro”
5.3. Il rilassamento muscolare

6. L’ideazione del contenuto
1. Pensare creativamente
1.1. Il modello Poincaré-Wallace
2. L’inventio
2.1. Un approccio creativo alla strutturazione dei contenuti
2.2. Specializzazioni degli emisferi cerebrali
2.3. Il “pensiero laterale”
3. La germinazione del contenuto
4. “Brainsailing”: veleggiare col pensiero
4.1. “Il caos fa dell’uomo un artista”
5. Radiant thinking, il pensiero radiale
5.1. La traccia di memoria
6. Dal brain storming alla mappa mentale
6.1. Giocco associativo
6.2. Stile narrativo, a lista e a schema
6.3. Rappresentazioe visiva della “mind map”
7. Dall’inventio alla dispositio
7.1. Una scaletta organizzata…
7.2. … e memorizzabile

7. L’organizzazione del contenuto
1. Qualche spunto dalla commedia dell’arte
2. Vantaggi di uno speech ben organizzato
3. I materiali di cui disponiamo
3.1. Fatti
3.2. Immagini
3.3. Dialoghi
3.4. Ripetizioni
3.5. Aneddoti
3.6. Esperienze personali di vita
3.7. Esempi
3.8. Statistiche
3.9. Testimonianze
3.10. Citazioni
3.11. Comparazioni e contrasti
3.12. L’esperienza pratica: gli esercizi
3.13. La metafora
4. Quale stile? E per quale obiettivo?
4.1. Ragione ed emozioni
4.2. Il potere creativo della parola
5. La dispositio
5.1. Apertura, corpo, conclusione
5.2. Selezione e disposizione della materia
5.3. Connessioni logiche: come crearle
6. L’elocutio
6.1. I tre stili della retorica
6.2. Tropi e figure retoriche
6.3. Proprietà d’espressione
7. La forza dell’argomentazione
7.1. Carattersitiche dell’argomentazione
7.2. Il ragionamento argomentativo
8. Approccio pratico agli strumenti della persuasione
8.1. Principi su cui far leva
8.2. Il potere indiscusso del perché
9. Esordio e conclusione
9.1. L’esordio
9.2. La conclusione

8. Guadaguare l’attensione del pubblico
1. Qualche “trucco” per indurre all’ascolto
1.1. Generosità nello spendersi
1.2. Conoscenza dell’uomo
1.3. “Lettura” del pubblico
1.4. Il contributo del marketing
2. L’actio, ossia la recitazione
2.1. Imparare a memoria…
2.2. … o leggere?
2.3. La regia espressiva
3. Come conquistare la fiducia del pubblico
3.1. Interpretazione dei messaggi non verbali
3.2. Ice breaking
3.3. Umorismo
4. Sintonizzarsi sull’onda degli interlocutori
4.1. Il ricalco
4.2. La guida
5. “Vendere” efficacemente le proprie idee
5.1. Il pipistrello e le donnole
6. Far leva sulle motivazioni
6.1. La rosa dei bisogni
6.2. La piramide di Maslow
6.3. Sollucitare i bisogni del pubblico
6.4. L’obiettivo condiviso
6.5. Struttura del discorso motivazionale
6.6. Analisi dell’audience
7. Domande e risposte: il dibattito per coinvolgere
7.1. Mantenere il controllo della situazione
7.2. Ammettere di non sapere
7.3. Considerare l’intero pubblico
7.4. Persone critiche e situazioni critiche

9. Le parole del leader motivatore
1. Innanzitutto, credibilità
1.1. La forza del silenzio
1.2. Vigore e passione
1.3. Appello a valori ideali
1.4. Invito all’impegno personale
2. Creare e trasferire una visione attraente del futuro
2.1. Lo stomaco e i piedi
2.2. Immeginare e far immaginare
2.3. La coscienza di un significato
2.4. Nell’insoddisfazione dell’oggi il progetto di domani
3. Trasmettere energia ed entusiasmo
3.1. Condividere un percorso
3.2. Convincere se stessi per convincere gli altri
3.3. Una dote da coltivare
3.4. Breve identikit del leader
4. Il “re-mapping”
4.1. La contraddizione stabilità-mutamento
4.2. Guidare il cambiametno
4.3. Dal gioco del quadrato…
4.4. … all’esperimento con le scimmie
4.5. La necessità di un nuovo assetto “geografico”
4.6. “Ti guardo e ti vedo”
4.7. Logos e pathos
4.8. Organizzare la primavera

10. I supporti visuali
1. Un’immagine vale quanto mille parole
2. Il supporto comunicativo
2.1. Un percorso percettivo

Conclusioni
Bibliografia

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