Guardarsi dentro rende ciechi

guardarsi-dentro-rende-ciechiPaul  Watzalawick  – T.E.A. – 2011 – 340 pagg

 

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“Per quanto le correnti classiche della psicoterapia differiscano e siano spesso tra loro in contraddizione, esse hanno una ipotesi in comune: che i problemi si possano risolvere soltanto scoprendone le cause. Questo dogma è fondato sulla credenza in una causalità lineare e unidirezionale, che scorre dal passato al presente, e che a sua volta genera Fapparentemente ovvia necessità di raggiungere un ìnsìght sulle cause prima, che possa avvenire un cambiamento. Permettetemi di fare un’osservazione per certi versi eretica: né nella mia vita personale (a dispetto di tre anni e mezzo di analisi in formazione) né nella mia successiva attività di analista junghiano, né nelle vite dei miei pazienti mi sono mai imbattuto in questo magico effetto dell’insight”.

Questa “biografia del pensiero” di Paul Watzlawick è la sua ultima e preziosa eredità, destinata a chi conosce già da tempo il suo approccio alla soluzione dei problemi umani e anche a tutti quegli “spiriti liberi” che semplicemente cercano di migliorare la propria vita.

Controcorrente e anticonformista, tra i fondatori della Scuola di Palo Alto è stato una delle figure più importanti della psicologia e della psicoterapia contemporanea e uno dei pochi autori in grado di parlare di tematiche complesse in modo semplice e lineare.

Di più, spesso l’esposizione è ironica e graffiante e quindi funzionale allo scopo ultimo: cambiare l’immagine del mondo che produce dolore nel paziente.

Le teorie della pragmatica della comunicazione, le strategie della terapia breve (problem solving, prospettiva interazionale, psicoterapia del “come se”) e la scelta del costruttivismo radicale tendono proprio a questo.

Tutto ciò che appare immodificabile può essere cambiato. Ma la svolta non origina da un percorso di introspezione che scopra le cause di un problema nel passato.

Si tratta piuttosto di lavorare sui disturbi nel presente utilizzando il linguaggio come mezzo di suggestione e persuasione al cambiamento.

Sfruttando le enormi potenzialità della comunicazione umana è possibile dare fiducia a chi è in difficoltà.

Una volta abolite le etichette che condannano per sempre un paziente alla sua malattia sarà possibile costruire una realtà migliore.

INDICE

Prefazione

PARTE 1 – I PRIMI SCRITTI SULLA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA

Capitolo 1 – Sulla comunicazione umana

Capitolo 2 – Una rassegna della letteratura scientifica sulla teoria del doppio legame

Capitolo 3 – La psicosi acuta come manifestazione di un’esperienza di crescita

Capitolo 4 – Predizioni paradossali

Capitolo 5 – Colloquio familiare strutturato

Capitolo 6 – Alcuni aspetti formali della comunicazione

PARTE 2 – TERAPIA BREVE

Capitolo 7 – La terapia breve focalizzata sui problemi

Capitolo 8 – Guardare le merci senza comprare o come essere un non cliente

Capitolo 9 – Il contributo di Erickson alla prospettiva interazionale della psicoterapia

Capitolo 10 – Psicoterapia del “come se”

Capitolo 11 – La terapia è ciò che volete che sia

Capitolo 12 – L’approccio interazionale: il contributo del Mental Research Institute

Capitolo 13 – La ricerca sui risultati della teoria breve strategica

PARTE 3 – COMUNICAZIONE, INTERAZIONE E COSTRUTTIVISMO RADICALE

Capitolo 14 – L’illusione dell’illusione

Capitolo 15 – Giochi senza fine

Capitolo 16 – Gli enigmi dell’autoreferenzialità

Capitolo 17 – Guardarsi dentro rende ciechi

Postfazione

 

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{ 1 commento… leggilo qui sotto oppure aggiungine uno }

stefanopreto agosto 21, 2012 alle 10:29

… peccato non sia disponibile in formato elettronico!

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