Il miracolo della presenza mentale

Un manuale di meditazione

Thich Nhat Hanh – traduzione di L. Baglioni – Astrolabio Ubaldini – 1992 – 120 pagg

 
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Questo piccolo manuale di meditazione, già tradotto in trentacinque lingue, è forse l’opera più nota e apprezzata del monaco e poeta vietnamita Thich Nhat Hanh.

Nato come una lunga lettera scritta dall’esilio al monaco Quang, un insegnante della Scuola per i servizi sociali giovanili, fondata dallo stesso Thich Nhat Hanh nel 1974, è un incoraggiamento ad applicare le tecniche buddhiste basilari per la presenza mentale anche nelle circostanze più difficili.

Il Buddhismo di Thich Nhat Hanh, pratico e contemporaneo, può aiutare a vivere con più consapevolezza ogni istante della vita quotidiana. Mai come in questo periodo storico e sociale l’attenzione di ciascuno di noi è da più parti sollecitata: telefono, e-mail, TV, Internet hanno introdotto la connessione permanente con il mondo esterno, contribuendo a rendere molto difficile la connessione fra l’uomo e il “sé”.

La presenza mentale è un bene da conquistare o riconquistare, perché vivere “qui e ora” rappresenta il bene più grande: per questa ragione il manuale è quanto mai attuale e utile.

Con un linguaggio facilmente accessibile al lettore occidentale, l’autore propone una serie di esercizi che introducono gradualmente alla pratica dell’attenzione meditativa e insegnano a fare delle attività più comuni e banali, come lavare i piatti o bere una tazza di tè, altrettante occasioni di crescita spirituale. I temi e gli oggetti di contemplazione sono quelli ‘classici’ del Satipatthana Slitta, il testo base sulla presenza mentale della tradizione Theravada (primo fra tutti il respiro) e cari al Buddhismo Mahayana (l’interdipendenza di tutti gli esseri, la compassione).

Lo spirito e il modo con cui sono presentati sono particolarmente vicini alla sensibilità e alle esigenze del praticante laico; l’obiettivo, riscoprire nella presenza mentale, nell’attenzione sollecita all’esperienza del momento, il fulcro di una vita più viva e più vera, dove la pace e la saggezza della meditazione silenziosa nutrono i valori della solidarietà e dell’impegno sociale.

In appendice, una testimonianza di James Forest, amico e collaboratore di Thich Nhat Hanh, e una scelta di brani tratti dai sutra buddhisti.

THICH NHAT HANH, nato in Vietnam nel 1926, è monaco zen. Nel 1967 è stato proposto da Martin Luther King per il Nobel per la pace. Attualmente vive in una piccola comunità, il Plum Village, nel sud-ovest della Francia, dove insegna, scrive, e si adopera in favore dei profughi di tutto il mondo. Viaggia regolarmente in America e in Europa per insegnare e per guidare ritiri sull’arte di Vivere consapevolmente. Ha pubblicato molti libri in inglese, francese e vietnamita. Molti dei suoi libri sono tradotti in italiano.

INDICE

Prefazione di Mobi Ho

1. La disciplina essenziale
2. Il miracolo è camminare sulla terra
3. La giornata della presenza mentale
4. Il sassolino
5. L’uno è tutto, tutto è uno: i cinque aggregati
6. Il mandorlo in giardino
7. Le tre risposte meravigliose
8. Esercizi di presenza mentale

Nhat Hanh: vedere con gli occhi della compassione, di James Forest

Brani scelti dai sutra buddhisti
I fondamenti della presenza mentale
II discorso sulla presenza mentale del respiro
Contemplazione del pensiero
Non dimorare nell’incondizionato
Il cuore della Prajnaparamita

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