La nuova geografia del lavoro

la nuova geografia del lavoro

E. Moretti – trad. di L. Vanni – MONDADORI – 2014 – 276 pagg

 

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Come sta cambiando il mondo del lavoro?

Sono confermate le attese di inizio secolo, quando sembrava che Internet e la superiore velocità nella comunicazione e nel trasferimento di conoscenza rendesse possibile lavorare indifferentemente in qualsiasi parte del mondo?

Quali sono le variabili che influenzano il tuo stipendio?

Quali sono le nazioni dalle quali puoi avere superiori opportunità?

Conviene rimanere in Italia o progettare il futuro in un’altra nazione, soprattutto per assicurare un futuro migliore ai figli?

A queste e altre domande risponde Enrico Moretti, docente di economia all’Università della California a Berkeley, un italiano che ha già fatto la sua scelta, con il libro del quale riassumo in questa pagina i contenuti.

Gli Stati Uniti vivono una fase economica definita postindustriale, basata sulla conoscenza e sull’innovazione, che sta cambiando profondamente il mercato del lavoro, creando enormi disparità economiche e sociali fra le diverse aree geografiche. Infatti la globalizzazione e la diffusione di nuove tecnologie hanno un significato completamente diverso per alcune città e regioni: per alcune significano più occupazione, più produttività, redditi più elevati, mentre per altre le stesse variabili assumono il segno opposto.

Della «nuova geografia del lavoro», che sta investendo anche l’Europa, Enrico Moretti traccia una mappa dettagliata che porta a scoprire come ogni posto di lavoro creato in centri di eccellenza dell’innovazione ne genera almeno cinque in altri settori produttivi, molto diversi e non attinenti al mercato di riferimento, e tutti retribuiti meglio che altrove.

Ecco un video, in inglese, nel quale Moretti sintetizza i risultati della sua ricerca.

Come si colloca l’Italia in questo scenario?

Mi sembra interessante dire che il PIL italiano è aumentato del 45% negli anni ’70, del 29% negli anni ’80, del 17% negli anni ’90 e del 2,5% nel primo decennio del nuovo secolo: una andamento che la dice lunga sullo stato di salute della nostra economia, che ha radici lontane e complesse e che è penalizzata secondo Moretti da un mercato del lavoro rigido e da un panorama industriale vecchio, che mal si addice all’economia dell’innovazione.

Insomma, paghiamo lo scotto di una politica che non ha mai capito che il capitale intellettuale della nazione resta il principale driver della crescita economica e sociale di una nazione; in questo scenario l’Italia rischia di diventare un insieme di città e distretti industriali in declino, come dimostra la scomparsa di due industrie chiave, quella del computer e quella farmaceutica.

Capire, quindi, perché le differenze economiche tra città e regioni, anziché diminuire continuano ad aumentare, e perché le imprese e i lavoratori più creativi si siano concentrati in determinati luoghi e non in altri, è di vitale importanza per decifrare e orientare il futuro dell’economia.

Attraverso le pagine del libro Enrico Moretti ci fa conoscere aspetti poco noti dell’America e dell’Europa, ci fa visitare luoghi lontani e incontrare personaggi capaci di stimolare la nostra fantasia e il desiderio di esplorare strade nuove.

 

INDICE

Introduzione

Ruggine americana

  • L’agonia di un gigante
  • Dalle fabbriche alle scuole private
  • Il mito dell’artigianato locale
  • In che modo la Cina e Wallmart hanno aiutato i poveri
  • Il paradosso della produttività
  • Lo svuotamento del mercato del lavoro
  • Le maree della storia

Il lavoro del futuro: matematica, microchip e moltiplicatori

  • Che cos’è un lavoro innovativo
  • Perché l’innovazione riguarda tutti noi
  • Nuovi lavori, vecchi lavori e lavori riciclati
  • Perché i posti di lavoro legati all’innovazione continueranno a crescere

La «grande divergenza»

  • Storia di due città
  • Dove sono gli hub
  • Il nostro stipendio dipende più da dove abitiamo che dal nostro curriculum
  • In che modo il grado di istruzione di chi vive accanto a noi condiziona il nostro salario
  • La «grande divergenza» e la nuova geografie dell’ineguaglianza
  • La divergenza nella salute
  • La divergenza nei divorzi e nella partecipazione politica
  • La divergenza nel no-profit

Forze d’attrazione

  • Primo vantaggio: la densità del mercato del lavoro
  • Secondo vantaggio: ecosistemi e venture capitalist
  • Terzo vantaggio: l’effetto diffusivo del sapere e la sua (quasi) magica economia
  • Perché la «fuga dei cervelli» è un fenomeno positivo
  • Cosa comporta tutto questo per le «tre Americhe»
  • Perché il segreto del successo è l’adattamento

Mobilità geografica e mobilità sociale

  • Ridurre la disoccupazione attraverso buoni mobilità
  • Costo della casa e ineguaglianza
  • Costo della casa e cambiamento sociale

Trappole della povertà e città attraenti

  • L’importanza delle star
  • Ciò che accomuna le biotecnologie e Hollywood
  • Una città povera ma attraente
  • Le università possono essere un generatore di crescita?
  • Perché è difficile uscire dalla «trappola della povertà»
  • Il costo della politica industriale
  • Politiche di sussidio alle imprese
  • Rivitalizzare i quartieri

Il nuovo «secolo del capitale umano»

  • Il ritorno sociale della ricerca
  • Perché l’ineguaglianza è legata all’istruzione
  • Sfide di matematica
  • Inventori etnici
  • Lavoro e visti
  • La scelta dell’America
  • L’economia locale globale

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{ 3 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Ilaria luglio 1, 2014 alle 09:19

Interessante e un pò avvilente.

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Ada C. luglio 1, 2014 alle 13:04

Sto leggendo il libro, è bellissimo! Anche e soprattutto per chi come me di economia ne mastica ben poca…. Mi piace molto lo stile che non solo illustra ma “racconta” le dinamiche dell’economia e della relazione far economia locale e domanda/offerta di lavoro…. L’Italia non ne esce troppo bene, – del resto a che serve investire nell’innovazione? tanto le gare d’appalto mica si vincono con le idee – però il libro mi ha aiutato a cercare di orientarmi nel lavoro quotidiano (ambito IT), per quanto è possibile, e a comprendere meglio eventuali passi falsi da evitare. Lo consiglio caldamente, va bene anche sotto l’ombrellone

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Andrea luglio 10, 2014 alle 13:40

ho letto il primo capitolo, molto interessante…
penso proprio che lo comprerò!

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