L’arte di comunicare

M.T. Cicerone – a cura di P. Marisch – Oscar Mondadori – 2007 – 89 pagg

 

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Quella attuale è senza dubbio la società della comunicazione, ma gli odierni corsi universitari non aggiungono molto di nuovo a quanto ben conoscevano gli oratori antichi, che con lo studio dell’eloquenza avevano elevato la comunicazione a vera e propria arte. Principe degli oratori latini era Cicerone, che nelle sue opere ha lasciato veri trattati di comunicazione, ricchi e organici.

Raccogliendo brani di diversi scritti, questo agile volume offre una serie di consigli molto pratici e delinea un ritratto del perfetto comunicatore valido ancora oggi, dopo oltre duemila anni e incommensurabili mutamenti sociali e culturali.

La comunicazione è una scienza? Parrebbe di sì, a ben considerare il peso che gli insegnamenti contenenti questo termine hanno nell’università italiana, dove proliferano i corsi di laurea in Scienze della comunicazione e in Comunicazione interculturale.

Per comunicare ci si avvale di regole, ci si basa su sistemi di riferimento comuni e su codici condivisi o, per lo meno, compatibili. Per spiegare il proprio pensiero è necessario organizzare chiaramente il discorso, concentrare l’attenzione dell’ascoltatore sui nodi problematici, suscitare sentimenti ed emozioni.

Per tutti questi aspetti gli scritti dei greci e dei romani ancora oggi possono costituire un efficace punto di partenza per chiunque si occupi di dinamiche comunicative; tra gli scrittori antichi, un posto di primo piano spetta a Cicerone, la cui produzione retorica è presentata in modo curioso da questo libretto di Paolo Marsich.

Il curatore dedica la sua introduzione a Cicerone come esempio di comunicatore, illustrandone sostanzialmente l’attività di oratore. Dopo un breve profilo biografico, Marsich raccoglie in sei sezioni (L’arte di comunicare, Invenzione, Disposizione, Elocuzione, Esercitazione e memoria, Declamazione) vari passi tratti dal Brutus, dal De oratore, dal De inventione e dall’Orator, che vengono da lui tradotti e ordinati fino a creare un “trattato ciceroniano della comunicazione”, in realtà mai scritto dall’autore antico.

Il limite più evidente del piacevole volumetto sta proprio nel fatto di non segnalare la provenienza dei passi, suscitando così nel lettore addetto ai lavori una sensazione di fastidio e rischiando di instillare in chi non conosca la produzione ciceroniana la convinzione che l’homo novus di Arpino abbia voluto creare un manuale aggiornato per comunicatori del terzo millennio.

In conclusione, a parte qualche dubbia scelta nelle traduzioni, si tratta di un volumetto di facile lettura, ma che forse avrebbe raggiunto ugualmente i suoi obiettivi senza rinunciare alla precisione letteraria e storiografica. Andrea Balbo

Apprendere o affinare le tecniche di comunicazione è sempre più importante, nella vita professionale e in quella privata.

Per chi intendesse approfondire il tema, la buona notizia è che un classico come Cicerone mantiene,intatta,la sua attualità.

Questo libretto, “L’arte di comunicare” appunto, ha tutte le qualità per conquistare i lettori: è breve, agile, scandito in capitoli ben definiti, in una parola «leggibile».

E di livello decisamente più elevato di quello di tanti manuali contemporanei.

L’approccio di Cicerone al tema della comunicazione è quello di una persona fedele a una propria etica irrinunciabile,fondata sugli stessi valori che fondano lo stato libero.

Egli si ferma su concetti e caratteristiche che fanno di un oratore un comunicatore efficace. E allora è fondamentale che un buon oratore abbia ampie conoscenze in diverse discipline, perché il suo parlare non sia meccanica ripetizione di concetti raffazzonati in fretta e senza basi.

Inoltre, l’oratore deve saper argomentare e sostenere le proprie tesi, utilizzando chiarezza espressiva e termini vicini a chi ascolta: tutto questo con l’obiettivo di rendere agevole la percezione del messaggio che si intende trasferire.

Insomma, Cicerone può trasformarsi in un compagno di vacanze utile e piacevole.

INDICE

pag. 5      Introduzione
pag. 15    Nota biografica

L’arte di comunicare

pag. 21     La forza della parola
pag. 22     Requisiti dell’oratore
pag. 23     Complessità dell’arte oratoria
pag. 24     Necessità di vaste conoscenze
pag. 25     Per parlare di un argomento bisogna conoscerlo
pag. 26     Che cosa si intende per oratore
pag. 27     L’oratore è simile al poeta
pag. 27     Differenza tra l’eloquenza e le altre arti
pag. 28     Quali temi competono a un oratore
pag. 29     Comunicare e ragionare
pag. 30     Le basi del ragionamento
pag. 30     Alcuni principi logici
pag. 31     Il buon senso
pag. 32     Le cinque parti dell’arte oratoria

Invenzione

pag. 33     La parola “oratore”
pag. 34     La scelta degli argomenti
pag. 34     I requisiti dell’ “invenzione”
pag. 35     Avvalersi di un repertorio
pag. 36     Utilità di alcune argomentazioni generali
pag. 36     I “luoghi comuni”
pag. 37     Come sostenere la propria tesi
pag. 38     Il giudice è l’uditorio
pag. 39     Come accattivarsi il sostegno dell’uditorio
pag. 39     Parlare in favore o contro qualcuno
pag. 40     Il sentimento dell’invidia
pag. 41     Il genere dell’elogio
pag. 42     Quando si può lodare qualcuno
pag. 43     Conoscenza di vizi e virtù
pag. 44     Il ricorso alla comicità
pag. 45     Quando suscitare il riso
pag. 46     L’oratore non è il filosofo
pag. 47     Competenza specifica dell’oratore

Disposizione

pag. 49     La bellezza del discorso
pag. 50     Forma e contenuto sono inseparabili
pag. 51     L’ordine degli argomenti
pag. 51     Come iniziare il discorso
pag. 52     Importanza della narrazione
pag. 53     Le regole sono opinabili
pag. 53     Il discorso di contenuto storico
pag. 54     Parlare a una folla
pag. 55     Meglio la cultura che la facilità di parola
pag. 56     L’incompetenza si rivela facilmente
pag. 57     Una vasta cultura comporta una buona espressione

Elocuzione

pag. 58     La chiarezza espressiva
pag. 59     Quale stile adottare
pag. 59     Come impreziosire un discorso
pag. 60     Evitare gli eccessi
pag. 61     La scelta delle parole
pag. 62     Arcaismi e neologismi
pag. 62     Le metafore
pag. 63     Il fascino delle metafore
pag. 64     Le metafore vanno usate con cautela
pag. 65     Altre figure retoriche
pag. 65     Le figure di pensiero
pag. 66     Altre tecniche generali
pag. 67     Uso della retorica
pag. 68     Il legame tra le parole
pag. 68     Utilità e bellezza spesso coincidono
pag. 69     Bisogna variare lo stile
pag. 70     Il valore dei classici

Esercitazione e memoria

pag. 71     Le doti naturali
pag. 72     Il perfetto oratore è una figura eccezionale
pag. 72     Importanza dell’impegno
pag. 73     Quando imitare dei modelli
pag. 73     Come avvalersi di altri autori
pag. 74     L’utilità dei precetti
pag. 75     L’esercizio della scrittura
pag. 76     Come esercitarsi a parlare
pag. 76     Mettersi alla prova
pag. 77     Importanza della memoria
pag. 78     La memoria è un dono che va esercitato

Declamazione

pag. 80     La “declamazione”
pag. 80     Esprimere le emozioni
pag. 81     La pronuncia e l’accento
pag. 82     L’uso della voce
pag. 83     La gestualità
pag. 83     L’espressione del volto
pag. 84     Il linguaggio del corpo è universale
pag. 84     L’autenticità delle emozioni
pag. 85     Vantaggi di un’esposizione misurata
pag. 86     Necessità di ricorrere sia a toni pacati sia a toni aggressivi
pag. 87     Elogio dell’arte oratoria
pag. 88     Il difetto della sfrontatezza
pag. 88     Non bisogna accontentarsi
pag. 89     Il pericolo di un’eloquenza senza virtù

 
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