Leader, giullari e impostori
M.F.R.Kets De Vries – traduzione di M.Colombo – Raffaello Cortina Editore – 1995 – 166 pagg
AIle molte domande sulla leadership e sulla dinamica del potere nelle organizzazioni, non sa ancora dare risposte pienamente soddisfacenti quella letteratura che si impegna a lanciare messaggi e consigli su come essere un “buon capo”.
Kets de Vries è convinto che il tema della leadership abbia un’alta valenza psicologica, che si inscriva profondamente nella storia dei suoi protagonisti e che per affrontarlo sia indispensabile entrare nel mondo soggettivo degli attori organizzativi, nelle pieghe dei loro sentimenti e delle loro ambivalenze, nei nascondigli dei loro desideri e delle loro paure.
Le vicissitudini della leadership organizzativa possono così essere spiegate soltanto se le si lega alle vicissitudini della figura del potere dentro di noi, alle illusioni coltivate, alle immagini fantasticate, ai “chiaroscuri” di cui si è alimentata l’esperienza del potere.
Nell’esplorare i molti rischi che si presentano sullo scenario accidentato della dinamica del potere (i rischi della semplificazione e dell’onnipotenza, del narcisismo e della prepotenza, dell’attivismo e della falsificazione), Kets de Vries ci aiuta a comprendere quanto difficile sia per le organizzazioni maturare ragioni e condizioni per una leadership equilibrata, autentica e positiva, e come la figura del leader senza macchia e senza paura apparenga più al mito che alla realtà.
Sintesi della prefazione dell’Autore
Più leader conosco, più trovo difficile indicare uno stile di leadership veramente efficace. Lo stesso mi accade nella definizione del rapporto leader/gregario.
Il compito di stabilire quali tipi di leadership siano da preferire è stato notevolmente complicato da una vera esplosione di studi sull’argomento. La miglior risposta è probabilmente: dipende.
Naturalmente la diversità delle situazioni giustifica la presenza di diversi stili di leadership. Limitare le caratteristiche della leadership a un breve elenco di dimensioni comuni (come troppo spesso fa la ricerca specializzata) sarebbe un insulto all’intelligenza del lettore. Questo non implica, tuttavia, che manchino del tutto elementi comuni nei comportamenti dei vari leader.
Pur potendo la statura di alcuni leader apparire superiore a quella dei comuni mortali, è chiaro che alcuni tratti della natura umana sono riferibili anche ad essi. Tutto sta nel saper mettere la conoscenza di questi elementi comuni al servizio di una miglior comprensione dell’argomento che ci interessa.
Scopo e lettori del libro
Per la comprensione del comportamento umano in generale mi è stata di grande aiuto la ricerca innovatrice di Sigmund Freud, il primo a farci comprendere che nelle nostre relazioni con l’ambiente siamo soggetti ad alcune coercizioni. Ci ha fatto toccare con mano l’illusorietà del nostro supposto controllo sul mondo circostante.
Ha messo in luce limiti cognitivi ed emozionali della razionalità e dimostrato che non siamo mai completamente coscienti di quello che accade intorno a noi, che esistono avvenimenti al di fuori della nostra capacità di rendercene conto. Uno dei contributi più importanti di Freud è stata la sua descrizione del ruolo ricoperto dalla motivazione inconscia nella vita di ogni giorno. La sua opera ci ha aiutato a comprendere la natura della causalità nel comportamento umano. Ci ha inoltre dimostrato l’esistenza di determinati nessi logici tra comportamento passato e presente, tra veglia e sonno e tra salute e patologia.
Le intuizioni di Freud si sono dimostrate di grande importanza per la nostra comprensione di ciò che rassicura la gente. In questo libro ho cercato di applicare queste intuizioni al mio campo di ricerca personale, lo scenario intrapsichico dei leader.
Scopo di “Leader, giullari e impostori” è quello di presentare un quadro delle interazioni dei vari elementi organizzativi più sofisticato e realistico di quello fin qui offerto dalle descrizioni meccanicistiche e unidimensionali degli specialisti di management.
Il libro tratta, in particolare, delle psicodinamiche organizzative da un punto di vista clinico, con l’intento di dimostrare come le imprese possano risentire di processi interni sia inconsci sia consci, in grado di influenzare molte decisioni organizzative e politiche aziendali.
Vi si sostiene l’infondatezza degli approcci razionali al management ispirati al presupposto che sia possibile guidare degli esseri umani unicamente per mezzo di metodi organizzativi basati sulla logica e sulla ricerca dei risultati. Si dimostra, inoltre, che i dirigenti delle grandi imprese sono come tutti noi degli esseri solo in parte razionali, potendo essere mossi da sentimenti, aspirazioni o fantasie in grado di influenzare il loro modo quotidiano di condurre l’impresa di cui sono a capo.
Il libro dimostra come i sentimenti irrazionali dei leader possano arrivare a pervadere di sé l’intera cultura e le strutture manageriali dell’impresa e perché delle imprese “normali” possano improvvisamente perdere, insieme ai loro capi, la giusta prospettiva.
Leader, giullari e impostori è diretto principalmente a cinque categorie di persone.
In primo luogo, potrà essere utile a consulenti desiderosi di approfondire le proprie conoscenze.
In secondo luogo, aiuterà gli studiosi di management (specialisti di organizzazioni private o pubbliche, scienze politiche, psicologia industriale e delle organizzazioni, sociologia organizzativa, psichiatria del lavoro, consulenti di organizzazione) ad acquisire una conoscenza realistica di ciò che veramente è il funzionamento di un’organizzazione.
In terzo luogo, i consulenti manageriali, riuscendo ad andare oltre la soppressione dei sintomi per arrivare alle cause di base e pertanto a essere più efficienti nelle loro diagnosi e interventi e come operatori di cambiamento.
In quarto luogo, il libro consentirà agli studiosi un’approfondita comprensione delle motivazioni e delle azioni degli individui che operano nelle organizzazioni, ren¬dendo così possibile la creazione di più realistici modelli di comportamento organizzativo.
Ne profitteranno infine gli specialisti di risorse umane, che saranno aiutati a progettare organizzazioni che funzionino, strutture e sistemi capaci di inglobare elementi sia razionali sia irrazionali che siano qualcosa di più che parti della loro immaginazione.
Piano dell’opera
A darmi l’idea di raccogliere questi saggi è stato un paziente che mi aveva riferito alcuni sogni in cui compariva lo specchio. Nel corso dell’interpretazione scoprii che questi sogni corrispondevano a momenti cruciali del suo sviluppo.
Il mio studio sul rispecchiamento fece nascere il bisogno di sapere qualcosa di più sul narcisismo e sul ruolo del comportamento narcisistico nella leadership (secondo capitolo). Quali sono in questo comportamento i momenti cruciali dello sviluppo? E quali le pressioni psicologiche che nell’ambito della leadership incoraggiano il narcisismo? Quali sono le trappole narcisistiche che minacciano un leader?
Scoprii che uno dei pericoli del narcisismo consiste nel rendere difficile a un leader l’abbandono della propria posizione di potere. E facile capire come il potere possa diventare una specie di droga da cui non è così semplice disintossicarsi.
Il terzo capitolo tratta di leader che se ne liberano e del perché altri non ci riescono. Vengono inoltre discussi i problemi psicologici connessi al momento cruciale dell’uscita.
Gli ultimi capitoli sono dedicati a problemi di persone particolari e alle conseguenze dei loro comportamenti per i gregari.
Il quarto capitolo tratta dell’incapacità di riconoscere ed esprimere i propri sentimenti. Diversi dirigenti incontrati nel corso degli anni mi hanno colpito per una certa meccanicità di comportamento. Mi sono meravigliato nel vederli comportarsi come dei robot con le persone che li circondavano e reagire alle situazioni di stress in maniera inadeguata. Quando era cominciato un comportamento di quel genere? Quale ne era stata la causa? Forse alcuni tipi di organizzazione ne sono in parte responsabili? La mia ricerca finì per portarmi al riconoscimento di un fenomeno patologico da qualche specialista chiamato alessitimia, l’incapacità cioè di gestire e riconoscere le emozioni.
Nel quinto capitolo tratto un altro problema di leadership che ho conosciuto grazie al mio lavoro di consulente organizzativo. Mi sono spesso trovato nella posizione del giullare, non dell’idiota, ma del buffone che dice scherzando la verità. In molte occasioni mi è stato chiesto di parlare alle persone che esercitavano il potere in un’organizzazione di qualche importante e annoso problema. Si trattava spesso di questio¬ni trascurate da anni da capi che avevano paura di dare notizie sgradite. L’osservazione di questo genere di comportamenti mi fece capire chiaramente la necessità di forze capaci di controbilanciare la leadership, condicio sine qua non perché le organizzazioni possano sopravvivere. In mancanza di quest’azione equilibratrice si corre il grave pericolo che l’affermazione di Luigi XVI, “Après moi le déluge”, possa diventare realtà e che l’organizzazione abbia vita breve.
Il sesto capitolo mi è stato ispirato da un tormentato incontro con una persona nel cui comportamento e nelle cui azioni non riuscii a trovare né capo né coda. Pensai tuttavia di dover sospendere un giudizio negativo. Alla fine capii di trovarmi di fronte un impostore. Per tutto il periodo in cui fummo a contatto riuscì ad affascinarmi abbastanza – mi rendevo conto di desiderare di condividere le sue fantasie, di credere alle sue fandonie perdendo il contatto con la realtà, e questo pur avendo le prove della sua impostura. Tale incontro mi portò a riflettere sul comportamento manipolatorio che avevo potuto osservare e ad interrogarmi sui più generali problemi di cosa faccia di un uomo un impostore e cosa lo faccia sentire tale.
Stimolato dalle notizie della stampa su leader che abusavano del proprio potere (nel caso particolare Saddam Hussein e Robert Maxwell) ebbi la curiosità di conoscere i fattori che contri¬buiscono a questo tipo di comportamento. Come mai alcune persone riescono a gestire opportunamente il potere procurato dalla leadership mentre altre ne abusano?
Questa domanda ha costituito il punto di partenza del settimo capitolo.
Il libro si conclude con alcune riflessioni sui requisiti necessari a una buona leadership. In che cosa i buoni leader sono diversi da quelli inadeguati? Quali criteri di giudizio si posso¬no identificare? Nel cercare di rispondere a queste domande fui inevitabilmente costretto a pensare alla salute mentale. Che cosa distingue la salute dalla patologia? Che cosa porta le persone a vivere bene con se stesse?
Puoi acquistare questo libro, salvo disponibilità, su webster.it
INDICE
Prefazione all’edizione italiana
Leader senz’ombra e organizzazioni senz’anima (G.P. Quaglino)
Prefazione
Introduzione
Noi e i nostri leader: capire i leader che noi stessi creiamo.
1. Il leader come specchio
Rispecchiamento personale
La dinamica del rispecchiamento in una realtà aziendale
Come risolvere il problema del rispecchiamento.
2. L’io incompleto: narcisismo ed esercizio del potere
Reazioni alle ferite psicologiche dell’infanzia
Narcisisti e organizzazioni
Il comportamento narcisistico
Controllare le conseguenze del narcisismo
3. Il distacco dal potere: un bilancio emotivo
Conseguenze dell’invecchiamento
L’esperienza del nulla
La legge del taglione
Il “complesso dell’edificio”
Il pensionamento
4. Anime morte: analfabeti dei sentimenti
Che cos’è l’alessitimia
La predisposizione all’alessitimia dell’”uomo dell’organizzazione”
Comportamenti personali
Alla ricerca di soluzioni
5. Arroganza e giullari: umorismo come elemento equilibratore del potere
I pericoli dell’arroganza
II ruolo del giullare
Utilità dell’umorismo
Il giullare nell’organizzazione
6. La sindrome dell’impostore
Le psicodinamiche dell’impostura
Livelli di impostura
Come difendersi dagli impostori
7. Leadership e abuso di potere: al di là della complicità
Quando i leader politici abusano del potere: il caso di Saddam Hussein
Quando sono dei capitani d’industria ad abusare del potere: il caso di Robert Maxwell
Un tiranno benevolo
Conclusione
Gestire le ambiguità di leadership e potere
Bibliografia
Letture scelte
Puoi acquistare questo libro, salvo disponibilità, su webster.it