Memorie di Adriano

M. Yourcenar – traduzione di L. Storoni Mazzolani - Einaudi – 2005 – 350 pagg

Adriano è stato forse il più grande leader della storia.

Durante il suo impero Roma ha conosciuto un periodo di espansione e di pace relativa con i popoli confinanti, riformando lo stato e i modelli amministrativi delle province.

Marguerite Yourcenar ci presenta dell’imperatore un ritratto affascinante, nelle pagine di un diario ricostruito attraverso la lettura di innumerevoli documenti, sostanziate da una raffinata introspezione psicologica.

Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l’intelligenza e la volontà. I “Taccuini di appunti” dell’autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un’opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

Ne emerge la figura di un uomo capace di vivere al contempo la gloria, il potere e il sentimento intenso della loro caducità.

Un libro che trasuda sapere da ogni pagina: osservandolo dalla prospettiva della leadership, a mio parere il più interessante libro non “tecnico” che abbia letto sul tema.

Consigliata la lettura a chi è interessato a scoprire nel potere la dimensione dell’onere, dopo quella dell’onore.

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