Saggio sull’arte di strisciare

saggio sull'arte di strisciareAd uso dei cortigiani

P.H.D. d’Holbach, trad. di E. Schiano di Pepe – Il Nuovo Melangolo – 2009 – 30 pagg

 

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Sei un cortigiano? Aspiri a diventarlo o ti trovi sistematicamente a combatterli?

Appartieni forse a quella rara specie di capo (o di potente, se preferisci) che, consapevole del fatto di essere circondato da un numero imprecisato di cortigiani variamente camuffati, vuole comprenderne l’indole e scoprirne i comportamenti?

In tutti i casi citati può esserti utile la lettura di questo libretto che si legge in soli 30 minuti e che ti aiuterà a togliere i veli ai comportamenti di una categoria di persone che vive della luce riflessa del sovrano.

Quali? Eccone alcuni.

Un buon cortigiano non deve mai avere un opinione personale, ma solamente quella del padrone o del ministro… Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone… deve tenere ben presente che il Sovrano e più in generale l’uomo che sta al comando non ha mai torto. […]

La nobile arte del cortigiano, l’oggetto essenziale della sua cura, consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone… Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene. È devoto? Bisogna diventarlo o fare l’ipocrita. È di temperamento ombroso? Bisogna instillargli sospetti riguardo a tutti coloro che lo circondano.

Insomma, un investimento dal ritorno altissimo. Che cosa aspetti ad acquistarlo?

Buona lettura!

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{ 3 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Tiziana settembre 6, 2013 alle 11:37

E ha pure il coraggio di chiamarla nobile arte??? il termine cortigiano oggi non si usa più è stato tradotto e sostituito con varia terminologia: tirapiedi, leccac…, ipocrita, falso ecc..ecc.. io personalmente investirei su ben altro!!!
Cortigiani si nasce non si diventa ne sono sicura.

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AM ottobre 13, 2014 alle 23:48

Ciao Tiziana,
sai che avevo perso il tuo commento?
Sono contento del tuo sdegno, e ho ragione di credere che l’autore non fosse meno sdegnato di te.
A presto leggerti, con maggiore attenzione da parte mia.
Arduino

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Cesare ottobre 14, 2014 alle 17:52

D’altra parte, non dimentichiamo l’elogio del mestiere del servitore che fa Lee, il servo cinese del romanxzo di John Stenbeck “la valle dell’E£den” (mi spiace, non l’ho in italiano):

“I don’t know where being a servant came into disrepute. It is the refuge of the philosopher, the food of the lazy, and, properly carried out, it is a position of power, even of love. I can’t understand why more intelligent people don’t take it up as a career—learn to do it well and reap its benefits. A good servant has absolute security, not because of his master’s kindness, but because of habit and indolence. It’s a hard thing for a man to change spices or lay out his own socks. He’ll keep a bad servant rather than change. But a good servant, and I am an excellent one, can completely control his master, tell him what to think, how to act, whom to marry, when to divorce, reduce him to terror as a discipline, or distribute happiness to him, and finally be mentioned in his will. If I had wished I could have robbed, stripped,and beaten anyone I’ve worked for and come away with thanks. Finally, in my circumstances I am unprotected. My master will defend me, protect me. You have to work and worry. I work less and worry less. And I am a good servant. A bad one does no work and does no worrying, and he still is fed, clothed, and protected. I don’t know any profession where the field is so cluttered with incompentents and where excellence is so rare.”

Questo lo conoscevi, Arduino?

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