Dopo averti raccontato di me con il curriculum vitae è venuto il momento di parlarti del mio anti-curriculum.
Che cos’èl’anti-curriculum?
Si tratta di un documento che riporta senza riserve la vita professionale della persona interessata, inclusi gli insuccessi e le situazioni in cui la sorte ha avuto un ruolo decisivo (in un senso o nell’altro): insomma, quello che non scriveresti mai in un cv ufficiale, rigorosamente progettato per disegnarti come professionista senza macchia e senza paura.
Perché l’anti-cv sta diventando
sempre più importante?
Selezionatori, head hunter e Clienti si sono resi conto che i profili reperibili su LinkedIn (loro principale fonte) rappresentano vestiti in genere (ben) confezionati, che servono appena a dare una visione generica della persona interessata.
Essi, infatti, possono presentare alcuni inconvenienti:
- ruoli e responsabilità presentate generosamente;
- successi o scelte indotte dalla fortuna o dal caso presentate come coraggiose scelte personali;
- insuccessi accuratamente nascosti sotto il tappeto.
È evidente l’utilità dell’anti-cv; preparare il tuo anti-curriculum ti aiuterà a far crescere la consapevolezza di te e a prepararti adeguatamente alle prove che ti attendono: non solo nella gestione di una selezione.
Vuoi un esempio?
Ti presenterò di seguito le tappe significative della mia vita professionale nelle quali la sorte ha avuto un ruolo importante oppure non sono riuscito a raggiungere i risultati attesi.
I periodi sono ripresi dal mio curriculum, che puoi usare come riferimento.
Ecco il mio anti-curriculum.
1975
- Poiché vengo da famiglia operaia, scelgo la laurea in ingegneria chimica perché penso che potrà evitarmi i tormenti della cassa integrazione che avevano colpito mio padre.
- Scopro invece una disciplina interessante e varia, adatta ad accompagnare il mio bisogno di stimoli sempre nuovi.
1986
- Deciso dal caso il mio arrivo in Reuters Italia.
- L’inserzione richiede personale di vendita a Milano con solida esperienza nella vendita di informazioni economico-finanziarie, mentre io non possiedo che una conoscenza di base dei mercati finanziari sviluppata per interessi personali: senza alcuna esperienza nella vendita. Inoltre, e risiedo a Roma.
- La difficoltà a reperire personale di adeguata preparazione e il desiderio del Country Manager di piazzare un venditore “terrone” (come lui…) fra ottimi professionisti del nord fanno il resto.
1987
- Sempre in Reuters Italia scopro di avere un insospettato talento nella vendita.
- Talento reso ancor fulgido dal fatto che i miei colleghi non vogliono gestire il Triveneto, area estesa e difficile da coprire, ma anche in forte crescita economica; e nella quale la domanda di informazione economico-finanziaria da parte di banche di piccole dimensioni è piuttosto sostenuta. Insomma, le vendite “piovono” e, per portare a casa ottimi risultati, “basta spingere”.
1995
- Il mio arrivo all’agenzia Ansa è caratterizzato dal fatto che la società incaricata di selezionare il direttore commerciale della sesta agenzia di stampa del mondo trova difficoltà a individuare il candidato più adatto.
- Dopo aver contattato molti miei colleghi (tutti ne parlano alla macchinetta del caffè…) arrivano a me: forse tecnicamente preparato, certo sono in possesso di uno stile di gestione difficilmente conciliabile con una realtà come quell’Agenzia in quegli anni.
- L’esperienza si conclude dopo meno di tre anni, in un clima che non definirei esattamente “rilassato”.
2001
- Dopo la liquidazione di Zivago.com, il sito di commercio elettronico che avevo prima progettato, contribuito a realizzare e poi gestito come Aministratore Delegato, mi metto alla ricerca di un nuovo lavoro.
- A luglio le opportunità sono diverse e tutte interessanti; a settembre l’attentato alle torri gemelle porta via migliaia di vite umane: e le mie opportunità.
- Comincio a fare il mestiere del consulente in attesa di tempi migliori e un collega mi invita a occuparmi del Capitale Intellettuale (tema al tempo a me sconosciuto), che diventerà la stella polare della mia seconda vita professionale (questo il saggio che ho scritto sul tema).
2002
- Decido di non accettare una proposta interessante (ma pericolosa…) come amministratore delegato di una start up e di intraprendere definitivamente la professione del consulente di business. Insomma la posizione di Amministratore Delegato di minoranza in un CdA di nove membri non sembrava essere la più salubre del mondo…
2004
- Come professionista mi dedico soprattutto alla consulenza di business. In fondo, quello che sapevo fare era vendere e portare soldi in azienda. Mi ritengo poco preparato per gestire un’audience come formatore e resisto alle richieste di portare la mia esperienza in aula. Alla fine sono costretto a cedere (anche per ragioni di fatturato…) alle richieste di un Direttore HR che mi dice: “Voglio che tu vada in aula perché sono stufo di formatori che hanno imparato tutto e solo dai libri”. L’esperienza è positiva e il risultato è, per me sorprendentemente soddisfacente.
2008
- Cedo alle insistenze del mio amico Federico Silvestri e decido di dare vita al blog, che oggi rappresenta una risorsa insostituibile del mio lavoro.
Una cosa debbo confessare: i miei Clienti hanno sempre capito prima di me cosa avrei potuto fare per loro.
Credo sia tutto quello che di rilevante possa entrare nel mio anti-cv, che integra il mio curriculum vitae ufficiale.
Vuoi provare a scrivere il tuo anti-cv, ora?