Executive coaching – Percorso individuale


Che cos’è

L’executive coaching è un percorso riservato a top manager o dirigenti che occupano posizioni chiave in organizzazioni di varia natura (imprese private o pubbliche, organizzazioni senza fini di lucro, pubblica amministrazione) che intendono migliorare le performance espresse nella gestione del ruolo.


Quando impiegare l’executive coaching

Può essere di aiuto quando…

  • … l’organizzazione affronta cambiamenti sostanziali. Tali cambiamenti possono essere di diversa natura:
    • strategica (l’azienda cambia il proprio posizionamento sul mercato, lancia prodotti che rappresentano una vera e propria disruptive innovation, oppure deve adattarsi a radicali mutamenti di scenario);
    • organizzativa (centralizzazione/decentralizzazione dei processi decisionali, nuove strategie organizzative, ecc.);
    • di identità (fusioni, acquisizioni, mutamento nella missione dell’organizzazione);
  • … il manager deve sviluppare competenze necessarie a gestire con successo un nuovo ruolo, che prevede responsabilità diverse e/o superiori. Può ad esempio essere il caso di persone di formazione ed esperienza prevalentemente tecnica o progettuale, che sono chiamate a gestire ruoli nei quali la leadership, la capacità di parlare in pubblico, la delega e la gestione del personale in genere hanno un ruolo decisivo;
  • … il manager deve colmare specifici gap competenze, fondamentali per la gestione del ruolo e per le performance che è chiamato a esprimere. Può essere ad esempio il caso di manager che non brillano per la capacità di preparare e gestire presentazioni efficaci, oppure che incontrano difficoltà nell’assegnazione di obiettivi e nella gestione del relativo appraisal, o ancora che non sono in possesso di adeguate tecniche di pianificazione organizzativa. I casi possono essere numerosi;
  • … il manager deve affrontare e risolvere situazioni specifiche. Può essere ad esempio il caso del manager che non riesce a dare ai collaboratori un feedback capace di aiutarli a migliorare le prestazioni, oppure incontra difficoltà a gestire il rapporto con il capo, o ancora che gestisce il tempo e le priorità in modo poco efficace/efficiente. Vi sono anche situazioni nelle quali il coachee non riesce a esprimere performance soddisfacenti a causa di scarsa autostima e/o fiducia nelle proprie capacità;
  • il manager affronta un cambiamento di lavoro. Fase complessa, che può assumere i più diversi connotati; in questi casi il coach offre sostegno nell’assessment di conoscenze e competenze (ed eventuali azioni per colmare i gap emergenti), nello sviluppo delle opzioni percorribili, nell’individuazione delle scelte e nell’implementazione delle azioni relative.

In situazioni simili il supporto di un coach di adeguata esperienza e conoscenza dell’ambito nel quale è chiamato a intervenire e capacità di gestire una molteplicità di strumenti utili allo scopo, può rivelarsi utile nell’abbreviare il tempo necessario al raggiungimento degli obiettivi definiti.


Il ruolo dell’organizzazione nel percorso di coaching

Nell’intraprendere un percorso di executive coaching, l’organizzazione persegue lo scopo di sostenere l’impegno del top manager nel migliorare la propria efficacia, avvalendosi delle competenze che questi andrà a sviluppare: affinché il piano abbia successo, è indispensabile che la persona interessata sia determinata a raggiungere gli obiettivi e sia fiduciosa circa il risultato al quale potrà condurre il lavoro con il coach.
Inoltre, il coach potrà contare sul supporto delle funzioni aziendali che hanno contribuito alla definizione del percorso di coaching (direzione risorse umane, altre figure di vertice, proprietà).


La struttura

La strutturazione del percorso di coaching può seguire le seguenti linee generali:

  • il coach raccoglie dallo sponsor del percorso di coaching (la direzione del personale, direttore generale, amministratore delegato o altra figura apicale) le informazioni utili allo sviluppo del piano e i risultati attesi;
    • coach e coachee lavorano insieme per:
    • valutare la consapevolezza del ruolo, dei punti di forza e delle aree di miglioramento;
    • individuare gli obiettivi desiderati e condivisi in termini di prestazioni;
    • definire un percorso capace di aiutare l’interessato a raggiungere gli obiettivi, e che solitamente si estende per un periodo di 6-9 mesi;
  • durante la gestione del piano il coach ha cura di:
    • gestire l’implementazione del percorso di coaching;
    • sostenere il coachee nel superamento di difficoltà emergenti;
    • se e quando utile, tenere i contatti con il manager al quale il coachee riporta per creare le condizioni per un efficace ed efficiente superamento delle difficoltà di cui al punto precedente.

Il percorso può avvalersi di diversi strumenti:

  • incontri individuali, di durata solitamente non superiore ai 120 minuti, in presenza o in videoconferenza, a una distanza di 1-3 settimane l’uno dall’altro;
  • corsi e-learning sviluppati dal coach e funzionali ad accelerare l’apprendimento su temi specifici. I corsi sono frequentati autonomamente dal coachee, comunque assistito dal coach;
  • strumenti di assessment di competenze;
  • lavoro individuale da parte del coachee, che può consistere nella lettura di articoli, libri e film su argomenti inerenti al percorso o nella gestione di attività specifiche;
  • esercitazioni e simulazioni utili a superare difficoltà emergenti e a rafforzare prestazioni già soddisfacenti.


La gestione

Il percorso di coaching può essere gestito senza interrompere l’attività ordinaria e, grazie alla molteplicità e all’efficacia degli strumenti impiegati, ha durata contenuta.
Le lingue nelle quali può essere gestito il percorso di coaching sono italiano e inglese.

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