Il discorso del re

Il discorso del re 202Regia di Tom Hooper – 2010 – UK, Australia – 111 min.

 
Il Cast

Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle.

 

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La trama

Il film è ispirato alla storia di re Giorgio VI e al rapporto con il logopedista Lionel Logue, che lo  aiutò a gestire la balbuzie, permettendogli così di affrontare senza troppo impaccio gli impegni che il ruolo gli imponeva.

Ora un po’ di trama.

Nel 1925 il principe Albert, Duca di York e secondogenito di re Giorgio V (al quale sarebbe sivcceduto come Giorgio VI), tiene il discorso di chiusura all’Empire Exhibition allo stadio di Wembley di Londra.

L’evidente balbuzie è causa di grande imbarazzo per il principe e suscita forte disagio nelle migliaia di persone presenti allo stadio o che ascoltano il discorso alla radio.

Dopo aver inutilmente tentato di superare il problema con diverse terapie e consultato innumerevoli esperti, il principe sceglie di rinunciare a tenere discorsi in pubblico: poiché Albert è secondo nella linea di successione al trono la questione non rappresenta un problema di stato ed egli può dedicare più tempo alla famiglia (la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth, futura Elisabetta II).

Tuttavia, nella famiglia reale i malumori non sono certo superati, soprattutto per via dell’atteggiamento autoritario del re Giorgio V, che coglie le occasioni propizie per enfatizzare o riportare alla memoria i problemi di espressione di Albert.

Un giorno la moglie Elizabeth, che mai si era rassegnata alla balbuzie del marito, si reca nello studio di Lionel Logue, terapeuta esperto nei problemi del linguaggio;  la donna si presenta sotto falso nome e chiede al professionista di aiutare il principe Albert.

Qui ha inizio un rapporto intenso, difficile, tenero, spigoloso che porterà il futuro re a superare la balbuzie e ad un’amicizia che durerà per tutta la vita dei protagonisti: e qui si ferma il mio racconto, per non toglierti il gusto di guardare il film senza conoscerne i particolari.

Straordinarie le interpretazioni di Colin Firth, Il re Giorgio VI, e di Geoffrey Rush, nel ruolo di Lionel Logue, il logopedista. La pellicola è britannica e ha vinto 4 oscar su 12 candidature: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale.

Non puoi non vederlo!

Ecco alcune scene dal film.

Come guardare il film

Il film dovrebbe essere visto da chiunque si occupi di coaching o intenda usufruire di questo servizio, in veste privata o professionale.

La definizione degli obiettivi, l’individuazione del metodo e la strutturazione del lavoro, la gestione delle diverse fasi e l’alternanza di sentimenti che le accompagnano trovano nel film mirabile rappresentazione.

Ma ciò che mi preme sottolineare è il momento della scelta del coach, con il quale la persona dovrà definire tempi e modi per raggiungere gli obiettivi desiderati: contrariamente a quanto viene creduto da molti (più o meno strumentalmente) è la persona a scegliere il coach, che non può mai essere imposto.

 
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