Il Padrino

Regia di F. Ford Coppola – 1972 – Usa – 170 min.

Il Cast

Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Richard Castellano, Robert Duvall, Richard Conte, Al Lettieri, Diane Keaton, Talia Shire, Abe Vigoda

 
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La Trama

“Il padrino”, vincitore di tre premi Oscar, è da molti considerato il film più bello della storia della cinematografia, mentre l’interpretazione di Marlon Brando, premiato con l’Oscar, è spesso citata come la migliore mai vista sullo schermo. Difficile condividere il primo punto, mentre possiamo certo dire che ogni volta che il grande attore è in scena, con guance appesantite e voce rauca, è capace di catturare completamente lo spettatore, fino a rapirlo.

Il film è uno spaccato realistico del mondo della mafia italo-americana degli anni che hanno seguito la seconda guerra mondiale, dove a governare erano i padrini e gli affari andavano avanti attraverso scambi vicendevoli di “favori”. Francis Ford Coppola riesce con maestria a dare sostanza alle ambiguità di questo mondo, costellato da personaggi contraddittori: se da una parte difendono valori come l’attaccamento alla famiglia ed il senso dell’onore, dall’altra non si fanno scrupolo ad utilizzare qualsiasi mezzo per proseguire nelle loro attività e il loro profitto.

La tragedia come stile di narrazione, una serie di personaggi dalle caratteristiche memorabili, un Marlon Brando epocale, siamo di fronte ad una leggenda che contaminerà i decenni successivi rimanendo un classico che non sente assolutamente lo scorrere degli anni.

Il regista adotta la tragedia come stile di narrazione, sostenuto da una solidissima sceneggiatura (tratta dall’omonimo best-seller di Mario Puzo), che caratterizza con grande cura tutti i personaggi, sia quelli principali sia quelli secondari, e dal talento di un cast d’attori irripetibile.

In particolare Michael Corleone, il figlio del padrino interpretato da Al Pacino, con la sua metamorfosi da integerrimo eroe di guerra a capo della “famiglia” a fare da filo conduttore a tutto il racconto, è il personaggio più interessante e complesso del film. Bellissima la parte conclusiva, che lo consacra il nuovo punto di riferimento della famiglia Corleone.

Ma tutti i personaggi sono venati di una tragicità che è ben lontana dal desiderio di esaltazione o dall’accettazione dei ruoli criminali come conseguenza e bisogno della società; il film invita alla riflessione e al compatimento di scelte obbligate, di morti accettate per rassegnazione, di vite distrutte dalla follia di regole insensate: l’onore, che ogni tanto emerge per scusare e giustificare la mostruosità di atti indegni, è affogato nel sangue e dalla crudeltà che ne consegue.

Nel film non c’è esaltazione del male, ma la lucida testimonianza di un’epoca che finisce e di regole del gioco che cambiano.

Qui trovi alcune scene del film.

Come guardare il film

Innumerevoli i possibili angoli di visuale del film, ricchissimo di spunti:

  • la leadership costruita sia sui valori tradizionali, come collante sociale, sia sulla logica del profitto e della violenza impiegata per ottenerlo;
  • la trasformazione di Michael Corleone da eroe di guerra a capo “famiglia”, accompagnata dai valori contraddittori descritti nel punto precedente;
  • il potere vissuto come dovere e spirito di servizio;
  • la lucidità nel conservare pensiero critico anche sotto pressione;
  • l’applicazione di minaccia e promessa secondo le più strette regole della teoria dei giochi;
  • il negoziato nel quale la posizione di forza è ricercata con qualunque mezzo.

Un film da (ri)vedere ogni tanto.

 
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