L’uomo che vide l’infinito

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Regia di Matt Brown – Gran Bretagna – 2015 – 108 min

Cast

Dev Patel, Jeremy Irons, Toby Jones, Stephen Fry, Jeremy Northam, Devika Bhise, Arundhati Nag, Kevin McNally, Richard Johnson, Anthony Calf, Enzo Cilenti, Shazad Latif

 

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Trama

Il film, il cui titolo originale è The Man Who Knew Infinity, è tratto dalla biografia L’uomo che vide l’infinito. La vita breve di Srinivasa Ramanujan, genio della matematica, scritta nel 1991 da Robert Kanigel.

La pellicola narra la storia del matematico indiano. Srinivasa Aiyangar Ramanujan, che durante la prima guerra mondiale ottiene l’ammissione all’Università di Cambridge. Nato in India e cresciuto povero a Madras, Ramanujan impara la matematica prevalentemente da autodidatta; si interessa alla teoria analitica dei numeri ed è noto per formule di sommatorie che coinvolgono costanti, numeri primi e la funzione di partizione: studi che influenzeranno in modo sostanziale la ricerca matematica moderna, tanto che nel 1997 viene lanciato il Ramanujan Journal, per la pubblicazione di lavori in aree della matematica influenzate dal suo lavoro.

A Cambridge lo accoglie il professor G.H. Hardy, che segue e disciplina un lavoro geniale al quale manca spesso adeguata dimostrazione: molte formule di Ramanujan saranno, infatti, dimostrate successivamente. Rivelandosi corrette.

Fra il giovane matematico e il suo mentore si instaura una collaborazione intensa, che porta a risultati straordinari e a un rapporto personale che spinge l’accademico a definire l’incontro con Ramanujan “l’unico episodio romantico della mia vita”.

Della trama non ti dico altro, se non che il genio del giovane indiano è tanto prepotente da convincere quanti lo circondavamo a nominarlo membro del Trinity College e della Royal Society.

Ora vediamo qualche scena, poi cercherò di darti qualche ulteriore buona ragione per vedere il film.

Come guardare il film

Srinivasa Aiyangar Ramanujan è un giovane matematico che sogna di condividere con il mondo ciò che ha scoperto e ciò che ancora non ha affidato alla carta: le sue formule, quei numeri che “possiede” come nessun altro, quelle serie che gli fanno percepire l’infinito devono essere condivise con altri matematici, e non potevano in alcun modo restare in una Madras povera e intellettualmente angusta.

Quando il professor Hardy lo invita a Cambridge, Ramanujan lascia l’India e la giovanissima moglie per inseguire il suo sogno; ma le difficoltà che si troverà ad affrontare saranno enormi.

Eccone alcune:

  • le differenze culturali, che lo porteranno ben presto a non nutrirsi a sufficienza e a minare la sua salute;
  • un ambiente determinato a difendere le posizioni di potere a un punto tale da resistere dal prendere atto della forza delle scoperte del giovane matematico;
  • le lotte per il potere all’interno del college, non rese certo meno cruente dalla scienza che trasuda dai muri secolari;
  • la nostalgia per gli affetti, il dolore per un contatto con l’India e con la giovane moglie che si affievolisce lentamente, nel dubbio dell’abbandono;
  • l’affetto fra due uomini che lavorano fianco a fianco e diventano l’uno sostegno dell’altro, fisico e intellettuale.

Un ultimo punto: la pellicola ci mostra in modo chiaro e inequivocabile come la conoscenza non conosca argini e che qualunque resistenza provi anche solo a contenerla sia destinata a essere travolta.

Un film vibrante ed entusiasmante.

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