Quella sporca dozzina

Regia di R. Aldrich – 1967 – Usa – 145 min.

Il Cast

Lee Marvin, Ernest Borgnine, Charles Bronson, Jim Brown, John Cassavetes, Tom Busby, Ben Carruthers, Stuart Cooper, Richard Jaeckel, George Kennedy

 
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La Trama

Nel 1944, alla vigilia dello sbarco in Normandia da parte delle truppe Alleate, il comando supremo dell’esercito americano affida al maggiore John Reisman l’incarico di far saltare in aria un castello, situato nella Francia occupata dai nazisti, nel quale sono soliti riunirsi alti ufficiali tedeschi.

La località francese rappresenta un obiettivo nevralgico e la missione prevede un altissimo rischio di fallimento. Per questo il maggiore Reisman potrà contare su una dozzina di persone che non hanno niente da perdere, perché già condannati a morte o all’ergastolo;  persone alle quali non viene lasciata altra scelta che scontare la pena o affrontare la morte nell’assalto al castello: ma coloro i quali riusciranno a sopravvivere la condanna sarà annullata e potranno tornare a vivere come uomini liberi.

Aiutato dal sergente Bowren, il maggiore affronta con tenacia ed energia il compito di trasformare un manipolo di criminali in un gruppo coeso e determinato a raggiungere l’obiettivo.

Ce la faranno? Beh, questo lo scoprirai dopo aver visto il film.

Intanto posso dirti che il regista affronta la storia senza mai indulgere a facili sentimentalismi e dosando sapientemente azione, dialogo, ironia, umorismo; e soprattutto, senza lasciar trasparire comprensione verso la causa superiore che giustifica il sacrificio di vite umane che non hanno, per la società, più alcun valore.

Tutto qui?

No, c’è dell’altro: ma prima guardati qualche scena del film, poi continua a leggere.

Come guardare il film.

La pellicola è davvero molto interessante se guardata dal punto di vista della costruzione di un gruppo: qui assistiamo al lavoro del maggiore, coadiuvato dal sergente, che modula la comunicazione con ciascun componente della “sporca dozzina”, e con tutto il gruppo, per trovare le corde funzionali a far emergere la motivazione ad agire come un tutt’uno.

Perché quello che emerge, nel corso del film, è che ciò che li muove non è più solo il premio della libertà, o il desiderio di liberare il mondo da criminali nazisti; ciò che li spinge ad agire è il lavorare insieme, in gruppo, per un obiettivo comune.

Insomma, se vuoi vedere uno splendido esempio di costruzione di un gruppo non hai altro da fare che sederti comodo e goderti lo spettacolo!

 
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federico marzo 4, 2014 alle 09:02

caro arduino,
finalmente! credevo di essere l’unico.
da un sacco di anni, “quella sporca dozzina” è il mio riferimento principe quando si tratta di ragionare sulla costruzione e gestione di un team. ne ho una copia stabilmente sul mio portatile, e mi è anche successo (ahi ahi non si dovrebbe…) di farne qualche dvd da regalare a chi pensavo ne potesse fare buon uso.
indovinello per te: come mai, quando si tratta invece di ragionare sui processi decisionali, il mio riferimento è “la battaglia delle midway”?
un caro saluto
federico

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Pachicefalo marzo 4, 2014 alle 09:02

Molto interessante, sì. Le risorse umane con cui il Maggiore ha a che fare sono piuttosto caratterizzate e in posizione tale da aver poca libertà di scelta. Un po’ come una posizione di zugzwang in una partita a scacchi: c’è l’obbligo di muovere e in ogni caso la quasi certezza di finire malamente. Eppure a volte anche se le forze in gioco sono collocate in modo poco armonico qualche mezzo miracolo può ancora avvenire, con piani di breve portata, adattamento, resistenza e concentrazione. E quando finalmente i pezzi ben organizzati e guidati “vedono” il Re avversario, non lo mollano più fino a quando lo hanno azzannato!

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