Ti odio, ti lascio, ti …

Regia di Peyton Reed – 2006 – Usa – 105 min.

Cast

Vince Vaughn, Jennifer Aniston, Joey Lauren Adams, Cole Hauser, Jon Favreau, Jason Bateman, Judy Davis, Justin Long, Ivan Sergei,Keir O’Donnell, Vincent D’Onofrio, Geoff Stults

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La Trama

Brooke, mercante d’arte, e Gary, guida sui bus turistici di Chicago, non riescono più a vivere insieme sotto lo stesso tetto, ma nessuno dei due ha intenzione di lasciare l’appartamento in cui convivono.

Inizia così una estenuante lotta per convincere l’altro ad andarsene, anche con l’aiuto di consigli da parte di amici, parenti ed estranei.

Ogni rimedio o tattica non sembra però sortire effetto e i due sono costretti alla convivenza forzata.

Tuttavia, tra un dispetto e un litigio, Brooke si rende conto che una speranza per la loro unione forse c’è ancora…

Una interpretazione appena passabile di Jennifer Aniston e un Vince Vaughn (chi?…) che non lascia emozioni.

Ma allora, che ci fa questo film fra quelli che sono solito presentare sul blog?

Questo te lo dirò fra poco, nella parte “come guardare il film”. Ora guardati alcune scene, soprattutto la prima!

Come guardare il film

Come dicevo, un film che difficilmente lascerà traccia. Tuttavia, un paio di scene (prima e dopo la cena con i parenti) di conflitto di coppia sono estremamente istruttive; lasciano chiaramente comprendere come due persone che non fanno molto per capire la visione della realtà del partner difficilmente potranno avere una lunga storia alle spalle. Nella prima delle scene che ti presento puoi averne un assaggio.

Buona visione!

 

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Ilaria gennaio 15, 2013 alle 18:09

Ho visto il film e mi è piaciuto, proprio perchè mi ci sono rivista in una storia vissuta e finita. Ma nonostante tutto non saprei dire come si arriva a quel punto e quindi come evitarlo, posso dire che ho cambiato partner e non sta accadendo, che sia dovuto anche ad una combinazione di caratteri?

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tiziana gennaio 16, 2013 alle 10:19

Anche io ho visto il film, e non mi è sembrato peggiore di tantissimi altri filmetti commerciali che girano, nella media della medriocrità per me. Le storie la maggior parte delle volte arrivano ad un punto di non ritorno perchè uno dei due fin dall’inizio aveva deciso che non avrebbe funzionato. Se tutti e due i soggetti coinvolti ci credono tanto, veramente, e si vogliono sinceramente bene, io credo che una soluzione a qualunque problema si trovi.
A volte per amore permettiamo a qualcuno di fare qualcosa che non si dovrebbe mai permettergli di fare….quello è l’inizio della fine!

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AM gennaio 16, 2013 alle 12:09

@Ilaria e @Claudia.
Il punto di vista che vi propongo è quello della percezione della singola persona: osservare cioé come, se limitiamo lo sguardo al nostro angolo di visuale senza tenere conto della percezione altrui, il conflitto è quasi inevitabile.
Allargare la visuale portandola a un livello più elevato di quello della coppia qui rappresentata è un esercizio che può ricompensare lo sforzo.
A presto leggervi, Arduino

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tiziana gennaio 17, 2013 alle 17:33

Hai ragione Arduino, bisogna sempre tener conto dei bisogni e delle aspettative altrui, in qualunque rapporto la larghezza di vedute è segno di intelligenza. Nella mia vita ho sempre cercato di fare ciò, e di rispettare l’interlocutore cercando di capire il suo punto di vista, ma spesso i rapporti sono naufragati lo stesso perchè dall’altra parte non c’era disponibilità. Allargare la visuale non serve molto quando ti accorgi che dall’altra parte non c’è interesse e volontà al dialogo.E’ sempre un piacere leggerti perchè ci stimoli intellettivamente. Grazie

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Ilaria gennaio 17, 2013 alle 17:50

Tiziana hai scritto quello che volevo scrivere io ma non l’ho fatto ed il motivo è che mi sono detta: sarò presuntuosa a ritenere che io facevo bene e lui faceva male? (parlo di me non voglio darti della presuntuosa) e quindi mi chiedo: e se fosse che ci abbiamo provato entrambi a capire l’altro ma non ci siamo riusciti? Una cosa è certa anche per me e cioè che permettiamo a volte cose che non dovremmo permettere, per amore o per la pace ma succede.

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AM gennaio 17, 2013 alle 18:01

Ma che bel dibattito!
Entrare dentro le storie personali non è facile e direi anche che non è questo il posto.
Alcune cose che, nella mia esperienza, funzionano:
– valutare sempre la possibilità che l’errore possa essere commesso da noi: altamente improbabile che gli errori siano sempre e solo altrui. Buona tecnica quella di “osservarsi dal di fuori”;
– farci sempre la/le domanda/e: come lui/lei/loro vedono la situazione, cosa farei al loro posto, cosa mi aspetto che facciano;
– non possiamo andare d’accordo con tutti, né possiamo ritenerci colpevoli tutte le volte che ciò non accade.
Grazie e a presto leggervi.
Arduino

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