Ovvero, come decidere quando non c'è più nulla da decidere...
Conosci il manager... pinguino?
Post aggiornato il 22 ottobre 2026
Recentemente ho incontrato un manager delle risorse umane che mi ha parlato con ammirazione di una persona che, pur ricoprendo un ruolo manageriale, sembra distinguersi soprattutto per la capacità di non prendere decisioni.
Mi ha confidato:
Non ho mai conosciuto nessuno
che sappia non prendere decisioni
come non le prende lui
E ha aggiunto che, a suo avviso, «la competenza manageriale spesso non ha altro contenuto che saper far accadere ciò che si desidera senza decidere nulla».
Un punto di vista interessante.
È vero che chi ricopre un ruolo manageriale non deve necessariamente intervenire su tutto e che, prima di ogni cosa, deve saper creare le condizioni affinché le persone possano lavorare efficacemente, senza necessariamente intervenire con una sua decisione esplicita.
Ma esiste una differenza sostanziale tra non avere bisogno di decidere ed essere immobili di fronte a una scelta.
Nel primo caso c’è intenzionalità; nel secondo, esitazione.
Ci sono persone che, di fronte a decisioni più o meno difficili che spetta loro prendere, restano come paralizzate.
Esitano, sono prese da mille dubbi, rinviano continuamente.
Spesso arrivano a un passo dall’azione.
Quando pensi che finalmente sia la volta buona,
le vedi tornare sui propri passi.
Proprio come il pinguino protagonista di questo video, piuttosto comune in rete.
Il pinguino vorrebbe tuffarsi, ma esita; cerca il punto più adatto, più volte è sul punto di buttarsi, poi ci ripensa.
Finalmente, dopo mille esitazioni, si lancia, suscitando l’ilarità generale.
Anche per chi ha responsabilità manageriali, a volte, il tuffo arriva soltanto perché non ci sono più alternative; e la goffaggine con cui il salto viene compiuto non manca di suscitare l’ironia, o addirittura l’ilarità, di chi osserva.
Ma decidere quando non si hanno alternative
significa davvero decidere?
Prendere una decisione richiede certamente competenza, ma anche il coraggio di scegliere quando le opzioni sono più di una, le informazioni sono incomplete e il risultato è incerto.
Decidere non significa agire d’impulso, ma accettare il rischio di sbagliare e assumersi la responsabilità del risultato.
Chi si comporta da manager pinguino, invece, esita finché gli eventi non decidono al suo posto.
Formalmente prende una decisione, ma nella sostanza
aspetta che sia la realtà a eliminare tutte le alternative.
A quel punto si tuffa, certo, ma non ha davvero deciso.
Forse il manager pinguino non è paralizzato dalla decisione, ma da ciò che potrebbe accadere dopo averla presa.
Che cosa teme di più, secondo te?
L’errore, il giudizio o la responsabilità del risultato?
Purtroppo vacanze finite … Si ho conosciuto un responsabile pinguino. Il mio ex collega che, prima di agire, doveva pararsi quel posto dove non batte il sole e poi esitava ancora. La rabbia peggiore che, a parità di grado, lui era più considerato di me sia economicamente che professionalmente. Super protetto dall’A.C.
Ciao Elisabetta,
sono cose piuttosto comuni, purtroppo, perché la valutazione di una persona tiene spesso conto di parametri diversi dalla preparazione e dalla gestione del ruolo.
Quello più comune? Il bisogno di affiliazione, che ho descritto in questo post https://www.tibicon.net/2016/07/un-esempio-di-bisogno-di-affiliazione.html
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino
Se si osserva bene il pinguino in realtà sembra sia scivolato perché alla fine dopo tante esitazioni ha messo male la zampina destra…..qualche volta dopo tanti rinvii il caso può contribuire a sbloccare la situazione!
Acuta osservazione Debora.
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino