Le buone maniere

V. D’Urso – Il Mulino – 1997 – 128 pagg

 

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Questo libro è un ragionamento sulle buone maniere, per riflettere insieme su che cosa sono e a che cosa servono, su chi le insegna e su chi le vuole imparare.

Non contiene quindi indicazioni pratiche del tipo “questo si fa e questo non si fa», ma parla dei principi e delle ragioni che stanno dietro alle indicazioni pratiche, cercando di scoprirne il meccanismo, in modo da capire perché questo si fa e questo non si fa.

Sì inizia con una breve rassegna di termini usati in riferimento alle buone maniere raccontando poi le storie che essi racchiudono. Si parla poi dei testi che tramandano e insegnano le buone maniere, con le loro particolarità di contenuto e stile. Scrivendo questo libro ho infatti tenuto presente una quantità eli testi, antichi e moderni, italiani e di altri paesi. Molti di questi libri, pur essendo assai diffusi al tempo della pubblicazione, oggi sono difficili da trovare. Per alcune informazioni ho quindi attinto al bel saggio Gente perbene della sociologa Gabriella Turnaturì, nel quale vengono presi in esame centinaia di galatei stampati in Italia dal 1861 al 1987.

Ho considerato, oltre ai libri che esplicitamente insegnano le buone maniere, anche opere di sociologia, antropologia e psicologia, brani letterari e giornalistici, narrazioni di episodi esemplari o dì deplorevoli gaffe. Da questo materiale ho cercato di ricavare alcuni princìpi che regolano le buone maniere nei diversi periodi storici e in vari paesi, cercando di distinguerli dai singoli precetti che mutano nel tempo e nello spazio. Nelle mie letture sulle buone maniere mi sono resa conto che ogni precetto risponde ad almeno un principio ispiratore, cioè si basa – in modo quasi sempre implicito – su dei criteri o punti di riferimento.

Nei galatei che si sono succeduti negli ultimi cinque secoli si possono identificare almeno tre princìpi ai quali le norme si ispirano, tratti dai seguenti ambiti:

1) l’igiene, che comprende la pulizia del corpo, dell’abbigliamento e della casa, così come le regole dell’alimentazione, della sessualità e dei costumi quotidiani;

2) l’estetica, che riguarda propriamente la bellezza dei modi, la qualità del gesto, l’adeguatezza dell’acconciatura, dell’abito e del discorso rispetto al tempo, al luogo, all’età, al genere sessuale di chi è sulla scena;

3) l’etica, cioè l’agire secondo bontà, cercando di rendersi gradevoli agli altri e di rendere nello stesso tempo la vita degli altri più gradevole, A queste tre ambiti, da cui nascono una gran quantità di regole pratiche di condotta, ne ho aggiunto un quarto, che si è imposto in questi ultimi decenni: l’ecologia.

I princìpi ecologici – che riguardano essenzialmente il rapporto fra l’uomo e la natura – mettono sopra ogni cosa il benessere dell’ecosistema, cioè l’armonia fra sviluppo delle attività umane e conservazione delle altre specie animali e vegetali.

Questi princìpi delimitano un campo fortemente magnetizzato, percorso da correnti affettive anche violente, perché vi si trovano a coesistere richieste e bisogni di natura emotiva, spesso difficilmente conciliabili fra loro.

Di igiene, estetica, etica ed ecologia, cioè ì quattro punti cardinali ai quali fanno riferimento le norme di buon comportamento, si parla in altrettanti capitoli.

In seguito si trattano gli elementi universali della socializzazione: il principio di realtà sociale, il governo delle emozioni, il decentramento cognitivo e affettivo. Questi tre elementi, che si basano su strutture innate, rendono possibile la vita associata della specie umana. Inoltre si analizzano alcuni concetti, stadi e intersezioni sociali dove con maggior frequenza e autorità le buone maniere dettano legge, come la comunicazione, il comportamento in varie circostanze rituali, il rapporto fra superiori e inferiori (in famiglia, a scuola, al lavoro ecc.), il rapporto fra uomini e donne e altro ancora.

Nelle conclusioni, si mettono in rilievo gli aspetti paradossali delle buone maniere, insieme ad alcune curiosità e problemi lasciati in sospeso,

Introduzione. Un viaggio tra le regole dello stare in società

1. Le buone maniere

Le parole delle buone maniere. – I testi delle buone maniere. – A cosa servono le buone maniere. – Buone maniere e cultura.

2. Igiene

La pulizia. – Pratiche igieniche, – Di igiene si può parlare?

3. Estetica

Buone maniere o belle maniere? – Le belle maniere del corpo. – Convenzioni o distinzione?

4. Etica

Il Vangelo e il galateo. – Le due facce delle buone maniere. – La morale è femmina? – Modelli etici. – Politicamente corretto. – La cattiveria delle buone maniere.

5. Ecologia

Fra scienza e buone maniere. – Ecologicamente corretto. – Messaggi di ecologia quotidiana. – Ragioni della consapevolezza. – Guasti psicologici: prodotti di scarto della coscienza ecologica.

6. Gli universali della socializzazione

Cosa sono. – Principio dì realtà sociale. – Governo delle emozioni. – Decentramento cognitivo e affettivo.

7. I luoghi delle buone maniere

La comunicazione. – Riti e cerimonie. – A tavola. – Le nozze. – Il rapporto di autorità.

Conclusione
Perbene ma non troppo

A che cosa servono le buone maniere. – Le buone maniere sono dì destra o di sinistra? – Intimità e buone
maniere. – I paradossi delle buone maniere. – Buone maniere fai-da-te.

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