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Stanco di lavorare sempre “per ieri”? Ecco un utile test!

17 Marzo 2008 | di Arduino Mancini Tattiche di sopravvivenza
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Ti è mai stato chiesto di portare a termine un’attività “per ieri” e scoprire che poi tanto urgente non era?

Oppure che addirittura la sua importanza era venuta meno ancor prima che tu la completassi e nessuno si è preso la briga di avvertirti?

Bene, ti suggerisco un test collaudato e, se gestito con prudenza, a basso rischio.
Supponiamo che ti sia stato chiesto di scrivere una relazione sull’andamento delle vendite negli ultimi 3 mesi (quanto segue ha comunque validità generale).

La condotta che suggerisco di tenere è la seguente;

  • completa il documento nel miglior modo possibile
  • riponilo in un cassetto;
  • attendi un tempo sufficientemente lungo prima di consegnarlo al richiedente.

Se il tuo interlocutore …

  • … ti chiede la relazione in tempi ragionevoli, ti scuserai  per il ritardo consegnandogli comunque un documento ineccepibile;
  • … ti chiede la relazione dopo qualche giorno o, peggio, mai, allora saprai accertare le circostanze e adeguare il tuo comportamento futuro;
  • … è il tuo nuovo capo e ti chiede la relazione in tempo ragionevoli, magari non sarà contento del ritardo, ma la qualità di ciò che hai fatto lo consolerà. Quelli bravi non si trovano dappertutto! Inoltre, beccandoti un primo blando cazziatone, gli avrai offerto l’opportunità (gradita…) di entrare nel ruolo;
  • … è il tuo nuovo capo e NON ti chiede la relazione in tempi ragionevoli, allora avrai buone ragioni per preoccuparti;
  • … è il tuo capo da vecchia data e senti il bisogno di fare questo test allora ti suggerisco di riflettere circa le ragioni per le quali non sei ancora riuscito a prendergli le misure.

Istruzioni per l’uso:

  • il test va gestito con molta prudenza, lasciando a se stessi la possibilità di consegnare il documento a richiesta. Inoltre, la qualità del documento è fondamentale: se al ritardo aggiungi una relazione “così così” la situazione può farsi critica:
  • se riesci a far leggere questo post al tuo capo e a quanti lavora con te, una sana riflessione contribuirà a generare comportamenti maggiormente rispettosi del tuo tempo.

E questo, in fondo, è ciò che desideri.

Sbaglio?

 

Trovi il post anche nel libro Palmiro e lo (s)management delle Risorse Umane – Tattiche di sopravvivenza aziendale.

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Commenti
mariusz 2 Novembre 2014 0:00

Grazie Audrino,
come sempre le Tue segnialazioni sono insostituibili e di gran aiuto!

    mariusz 2 Novembre 2014 0:00

    …Arduino …

Stefano Marchetto 6 Gennaio 2016 0:00

Ciao Arduino,
sono tutti punti che saranno molto utili e preziosi.
Cercherò di metterle in atto nel migliore dei modi.

Grazie

Franka 30 Agosto 2016 0:00

ben prima di leggere questo articolo, più di vent’anni fa, con il mio primo capo, dopo circa sei mesi di collaborazione ho imparato che se non mi chiedeva una cosa almeno tre volte non gli serviva (e, conseguentemente, non la facevo).
Gli ho confidato questa cosa dopo che è andato in pensione, ci ha pensato su ed ha convenuto che avevo ragione.
Un uomo intelligente.

AM 30 Agosto 2016 0:00

Ciao Franka,
vero, un uomo intelligente che, come troppi capi, non ci è arrivato da solo.
Grazie e a presto leggerti,
Arduino

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