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Tre regole per gestire il capo

24 Maggio 2009 | di Arduino Mancini Tu e il tuo capo


Se avete problemi nel gestire il vostro rapporto con il capo, se le sue richieste pressanti e per ieri vi rendono la vita difficile, le righe che seguono potranno, forse, aiutarvi.

Accade spesso che i capi siano sotto pressione, specie in un periodo in cui crisi economica e lotta ai fannulloni generano una sempre maggiore ricerca di efficienza ed efficacia.

E le loro ansie, le urgenze, i timori finiscono sotto varia forma sul vostro tavolo.

Che fare allora?

Ecco di seguito tre regole fondamentali che potranno migliorare la vita: la vostra e quella del vostro capo.

  1. Rendete il vostro capo soddisfatto del vostro lavoro. Un capo soddisfatto vi lascerà più tempo e discrezionalità. Un capo insoddisfatto tenderà a controllare ogni dettaglio del vostro lavoro. Lavorare bene conviene, sempre.
  2. Se non siete d’accordo con quello che il capo vi chiede, comportatevi come vorreste che un vostro collaboratore si comportasse con voi in una situazione simile. Non siete d’accordo con quanto vi ha chiesto di fare? Cercare di fargli cambiare idea è cosa buona e giusta. Ma non dimenticate che la responsabilità finale è sua. Voi accettereste di buon grado che un vostro collaboratore si mettesse di traverso?
  3. Anticipate le sue richieste. I capi adorano essere anticipati: un lavoro pronto in anticipo, un problema ritenuto serio e che non è più tale sono cose che danno sollievo.

Cercate, sempre e comunque, di vedere il mondo con i suoi occhi.

Se capirete che cosa lo angustia, se individuerete le pressioni alle quali è sottoposto, la considerazione che ha di voi, allora sarete in grado di prendere adeguate contromisure.

E vivere meglio.

PS. Se vi viene la tentazione, di quando in quando, di adottare alcune diffuse tecniche per svicolare lavoro lasciate perdere: sono molto, molto pericolose.

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