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Pensare il Cliente con la c… maiuscola

14 Maggio 2013 | di Arduino Mancini Vendita e Forza vendita

Chiunque abbia un’esperienza di vendita ricorda un episodio simile a quello che ho raccontato nella vignetta: osservato, raccontato o…vissuto in prima persona.

Come evitarli?

Potrei parlare di cautela, di attenzione a parlare solo quando si è certi che il Cliente sia andato via, potrei raccomandare di non cantare vittoria fino a quando le fatture non sono state saldate: insomma, quello che puoi immaginare senza fatica.

Tuttavia, quello che mi sento di dire è che episodi del genere non accadono alle persone che hanno preso l’abitudine non solo di scrivere, ma addirittura di pensare il Cliente con la c maiuscola.

Tu cosa ne pensi?

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Commenti
Cesare Cioni 10 Settembre 2014 0:00

Concordo. Vent’anni di vendite mi hanno insegnato la stessa cosa (e io effettivamnte scrivo Cliente con la C maiuscola, come del resto anche Azienda quando parlo della mia). Per indole e per esperienza non racconterei mai una bugia. Certo, com’è ovvio nella vendita, non sempre ho detto tutto, ho cercato di mettere in luce le caratteristiche migliori del prodotto e di non sottolinearne i punti deboli, ma senza mentire: perchè un silenzio può essere giustificato, ma una menzogna fa perdere in un attimo la credibilità costruita in anni.
Aggiungo un suggerimento per chi fa vendite all’estero: MAI dare per scontato che il cliente non capisce l’italiano. Quello che vi dte con i colleghi dal momento in cui mettete piede nella sede del cliente può essere sentito e capito: comportatevi di conseguenza.

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