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Hai mai fatto scarpetta, dopo le dimissioni?

20 Agosto 2013 | di Arduino Mancini Dimissioni, che problema!

5.5

Nei giorni scorsi ho pubblicato su LinkedIn un aggiornamento che richiamava un post dal titolo: Come dimettersi?

Il mio invito al dimissionario: quando esci, chiudi la porta. Non sbatterla.

Mi fa piacere riportare qui il commento di Stefano Forlani:

A volte anche… lasciala socchiusa.

E soprattutto, mai sputare nel piatto in cui hai mangiato: perché in un futuro potresti ancora fare “scarpetta”!

Cosa ne pensi del commento di Stefano?

Hai mai fatto “scarpetta”, dopo le dimissioni?

 

Trovi il post anche nel libro Palmiro e lo (s)management delle Risorse Umane – Tattiche di sopravvivenza aziendale.

 

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Commenti
alessandro 21 Agosto 2013 0:00

Io ho fatto così. 🙂
Come (farsi) licenziare social.
http://wp.me/pdGRB-6F

    AM 29 Agosto 2013 0:00

    Ciao Giovanni,
    mi spiace che tu non abbia risposto alla mia richiesta di chiarimento. La sensazione è che tu sia fra coloro i quali entrano nei blog per lasciare tracce utili ai motori di ricerca.
    Se è così sappi che il tuo commento sarà cancellato se non arriva una risposta.
    Buona giornata,
    Arduino

AM 22 Agosto 2013 0:00

Ciao Alessandro,
grazie del commento, che confesso di non aver capito.
A presto leggerti, Arduino

    Alessandro 24 Settembre 2013 0:00

    Ho trovato interessante questo post e allora mi ha fatto venire in mente il mio di post che parla del come mi sono fatto licenziare. E soprattutto come lo si può fare in modo social.
    ora è più chiaro?

Filippo 27 Agosto 2013 0:00

Un posto di lavoro non è un rapporto personale quindi non vedo niente di male nel tornare indietro.

A patto che ci sia il dovuto reciproco rispetto e che, nel caso di separazione precedente non consensuale (quindi con tensioni e dissapori) si faccia onesta ammenda sulle (eventuali) manchevolezze in termini di stima e corretto comportamento.

Per il resto… È “solo” volgare (anzi volgarissimo) lavoro.

Ben altre sono le cose che contano… È il lavoro sta agli ultimi posti delle cose importanti (serve solo a guadagnar da vivere con reciproco mercimonio delle parti checché se ne dica).

Quindi perché prendersela… Cio che conta e rimpiazzare le entrate con un degno e onorevole ruolo sostitutivo.

Filippo

P.s. Certo che nel lasciarti ti hanno preso a pesci in faccia e trattato come un cane dopo averti magari usato comodamente un vaffanculo e d obbligo. Sempre con… Rispetto parlando.

giorgio 27 Agosto 2013 0:00

Pensandoci bene anche un titolare d’azienda ( piccolissima) può fare scarpetta. Può essere licenziato da un suo cliente pur avendo agito onestamente e con coscienza. Spiego la vicenda: Sono giardiniere con un solo collaboratore, ho perso la manutenzione del giardino condominiale per la colpevole alleanza del 30% dei condomini ed il silenzio timoroso (intimidito) degli altri. Me ne sono andato salutando cordialmente e rincuorando quel 70% silenzioso, faccio sempre così, interrompo i rapporti di lavoro con un cordiale arrivederci, non riesco ad essere arrabbiato ( di fuori) anche se ho subito un torto, semmai dimostro dolore per quello che subisco. Dopo un anno quel 70% è venuto a Canossa ed io ho preso la palla al balzo e dato tutta la mia disponibilità e competenza, senza riserve e senza mostrare rancori o porre condizioni. Solo che adesso quel 70% mi ha dato mano libera e mi sostiene in qualsiasi condizione. Un notevole vantaggio che dona grande soddisfazione sui torti subiti e non ultimo è anche un grande vantaggio economico. Non sbattere la porta è stata la mossa giusta.

    Filippo 27 Agosto 2013 0:00

    Ciao Giorgio,

    Anche io sono per la pace e la quiete… E mi faccio anche pestare i calli con la dovuta diplomazia… Ma non oltre (questione di rispetto e di… Palle).

    Ormai il self control e i politically correct (si dice così ?) e tutto e dobbiamo tutti essere mansueti e arrendevoli… Infatti ci stanno fregando tutti e tutti stiamo in silenzio… 😉

    Mi permetto di citare la frase… Più noi arretriamo… Più gli altri avanzano (e occupano il nostro posto) e questione di capire quando smettere di arretrare (ossia di essere supini).

    Chi ha orecchio per intendere…

    Per il resto e importante e che vada bene a te (a loro va bene di sicuro visto che lo hanno fatto)…

    Salutoni

    Filippo

Giovanna 29 Agosto 2013 0:00

sto vivendo una chiusura in questo periodo e per quanto io sia una persona pacifica e tendente al dialogo mi andrebbe di chiudere la porta sul muso del “capo”… ma mi sto trattenendo… con non pochi sforzi e qualche inciampo in recriminazioni… per quanto sia necessario mantenere la porta aperta mi chiedo, quale possa essere il vantaggio! tornare a lavorare con una persona che non ha voluto cambiare le condizioni di lavoro (nonostante le mie richieste da 2 anni in qua)? non è illusorio aspettarsi il MIRACOLO…
non si diventa imprenditori ILLUMINATI dall’oggi al domani…
ma tant’è… meglio lasciarsi senza rancori!

AM 29 Agosto 2013 0:00

Ciao Giovanna,
le tue riflessioni sono più che condivisibili.
Gli imprenditori illuminati sono davvero pochi ed è illusorio pensare di lavorare solo con loro.
Tuttavia, credo che dobbiamo entrare nell’ordine di idee di selezionare attentamente le persone con le quali lavoriamo: ma credo che questo tu lo stia già facendo.
Due cose circa la rabbia:
– non mi è mai accaduto di vedere che portasse qualcosa di buono;
– la situazione la merita?
Grazie del commento e a presto leggerti,
Arduino

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