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Un libro che ci aiuterà a superare il pessimismo nazionale

Basta piangere!

6 Dicembre 2013 | di Arduino Mancini Costruisci la tua resilienza

 

Oggi ti propongo una playlist deidcata ad Aldo Cazzullo (giornalista del Corriere) cge ha scritto un libro dal titolo

Basta piangere! Storie di un’Italia che non si lamentava

 

Le tesi sono interessanti, e hanno già suscitato un ampio dibattito. In me, più di una riflessione e ricordo:

  • L’Italia è l’unico Paese che abbiamo. Quando ne parlano, i politici dovrebbero parlarne come “il nostro Paese” e non come “questo Paese”, che ha il sapere di un’implicita presa di distanza;
  • L’adolescente di oggi è il più fortunato della storia, perché ha delle condizioni materiali e opportunità che nessuna delle generazioni precedenti ha avuto: Internet, social network, voli low cost, ecc.
  • Non prepariamo abbastanza i figli alle grandi difficoltà che dovranno affrontare;
  • La forza morale, che ha permesso ai nostri padri di superare prove e sofferenze che non riusciamo neanche a immaginare, l’abbiamo ancora dentro: sta a noi riaccenderla e alimentarla;
  • L’Italia degli anni ’70 era un paese peggiore di quello attuale. Era più inquinato, maschilista, era l’Italia del terrorismo, ma avevamo la consapevolezza che le cose sarebbero andare meglio. Oggi questo sentimento non c’è, ma i ragazzi non devono pensare di essere nati nel paese sbagliato, perché non mondo c’è una grande domanda di Italia;
  • Il nostro non è un Paese qualsiasi, è un Paese che deve tornare a credere in se stesso e credere nel suo futuro.

Mi fermo qui e ti lascio ai video, con l’auspicio che queste considerazioni ci aiutino a lasciarci alle spalle il pessimismo dilagante.

Poi, mi dici cosa ne pensi?

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Commenti
Claudina 10 Dicembre 2013 0:00

Penso che potrebbe essere un ottimo allenatore di squadra…è ha ironia e tanta passione…quella passione che ormai vedo in poche persone.
Che dire, speriamo che il suo libro lo leggano in tanti e che tanti ritrovino un po’ di passione.

AM 10 Dicembre 2013 0:00

Il libro ha già avuto molte ristampre.
Siamo fiduciosi. Grazie del commento Claudina, e a presto leggerti.
Arduino

Ilaria 11 Dicembre 2013 0:00

Non ho ancora avuto il tempo di sentire l’intervista ma chiedo un chiarimento: cosa vuol dire che era un paese più inquinato?

Ilaria 11 Dicembre 2013 0:00

Secondo me lamentarsi, a parte che a sfogarsi un pò, non serve a niente, sia che siamo messi meglio o peggio degli anni 70. Stamani ho ricevuto sia questa mail, incoraggiante verso il futuro ma, ho anche visto sulla bacheca di facebook una pagina di “Save the Children” con un Italia d’oro capovolta che mi ha scoraggiato più di quanto questa mail mi abbia incoraggiato. E’ stata pubblicata su facebook da una boutique dell’Europa dell’Est e mi sto chiedendo se, a parte la gravità dell’aiuto richiesto per i bambini italiani, si deve intendere che un paese d’oro sta in difficoltà, o se un paese che sembra d’oro in realtà non lo è. Quest’ultima sarebbe molto più grave ed andrebbe anche a distruggere l’immagine positiva che il mondo ha dell’Italia. Siamo sicuri di essere messi meglio? A parte il maschilismo in diminuzione, non vedo gli altri vantaggi, cmq cercherò come sempre di muovermi per cambiare le cose più che di lamentarmi.

AM 11 Dicembre 2013 0:00

@ilaria.
L’italia, negli anni ’70 era un paese decisamente difficile; più o meno come lo disegna Cazzullo. E l’inquinamento era nettamente superiore a quello che registriamo oggi, poco sviluppata la coscienza ambientale e le donne decisamente relegate (1-2% a ingegneria, la facoltà che frequentavo). Pensa che la notizia del rapimento Moro arrivò alla fine di un mio esame.
E sono d’accordo con Cazzullo: il lameno, come la preoccupazione, altro non fanno che portarci via energie.
A presto leggerto, Arduino

Ilaria 11 Dicembre 2013 0:00

Come ho detto sul maschilismo concordiamo, è sicuramente meno forte di prima. Non concordiamo sull’inquinamento, perchè anche se la coscienza ambientale si è sviluppata, lo ha fatto perchè costretta da problemi ambientali cresciuti. Che ci fosse meno inquinamento quando c’erano meno auto, meno traffico, meno fabbriche e meno consumi mi sembra strano. Con questo però, non voglio dire che negli anni 70 fosse più facile, sicuramente non lo era ma, c’era una grossa differenza. I miei sono nati negli anni 50 quando si stava ancora peggio e il loro tenore di vita è andato sempre migliorando. La mia generazione invece è nata a fine anni 70, ha raggiunto il massimo del benessere e adesso si vede portare tutto via. Passare dal peggio al meglio, riesce sicuramente più facile che dal meglio al peggio. Comunque, ho già detto che il lamento non lo trovo utile e quindi non capisco perchè me lo ripeti, come la questione della presenza femminile alla facoltà, visto che ho concordato anche su quel punto. Per cui concludo, siamo d’accordo BASTA PIANGERE ma, se oggi si piange c’è un perchè, prima ci hanno presentato un mondo facile, ci hanno fatto credere che sarebbe stato sempre così ed ora tutto è diventato complicato. Quando non hai niente non hai paura di perdere quel niente. Sull’inquinamento, se avrò tempo mi documenterò perchè la cosa non mi torna. E’ sempre un piacere confrontarsi con te.

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