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Il potere di un “già”…

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Vai su un qualunque articolo online di un qualunque mezzo di informazione online e cerca la parola “già”: scoprirai che l’articolo la ripete almeno una volta, se non due o tre.

E potrà sorprenderti il fatto che la cosa si ripete anche per altri pezzi per i quali ripeterai la ricerca.

Perché la parola “già” è tanto impiegata in comunicazione?

Leggiamo insieme alcune frasi pescate qua e là.

“La situazione era già nota agli inquirenti.”

“Il ministro è già intervenuto per avviare controlli a tappeto.”

“I soccorsi sono già sul posto.”

“Il Governo ha già stanziato i fondi necessari.”

Il “già” conferisce all’azione dinamismo e lascia intendere che la situazione è sotto il pieno controllo di chi ha la responsabilità di agire.

C’è qualcosa di negativo, in tutto ciò?

No, purché si faccia attenzione a un fatto, purtroppo piuttosto diffuso: il “già” viene impiegato anche quando si va a chiudere la stalla e i buoi sono già fuggiti, come nel caso di tragedie che avvengono per negligenza o perché speriamo sempre che nulla accada.

E allora l’uso del “già” ha il sapere della copertura di responsabilità.

Proprie o altrui.

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