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A un uomo? Forse commetteresti un errore...

Se avessi €10.000 da investire, a chi li affideresti?

Post rivisto il 25 marzo 2020

 

Ti sentiresti più a tuo agio se a gestire i tuoi investimenti fosse un uomo o una donna?

Quella del money manager è una professione che vede da sempre gli uomini in prima linea, ma sembra proprio che le donne siano più abili, poiché conseguono nel tempo rendimenti migliori prendendo meno rischi.

È quello che emerge dal best seller di Lou Ann Lofton dal titolo Warren Buffett Invests Like a Girl: And Why You Should, Too.

Ecco alcuni punti interessanti che potrai leggere nel libro:

  • Le donne impiegano più tempo nelle scelte di investimento e tendono a prendere meno rischi;
  • Le donne sono più propense a cercare informazioni che contraddicono le loro convinzioni, o che almeno possono metterle in discussione, e a cambiare idea. Gli uomini invece tendono a fidarsi del loro pensiero e sono meno disponibili a cambiare indirizzo;
  • Gli uomini, inoltre, fanno molto più trading, cioè acquistano e vendono titoli con notevole frequenza, incrementando così i costi relativi alle singole transazioni;
  • Le donne sono meno sensibili alla pressione del risultato: questo si traduce in un approccio più equilibrato e paziente, che conduce a migliori rendimenti con minore rischio.

Insomma, sembra proprio che Warren Buffett, riconosciuto come uno fra i più abili investitori al mondo, abbia fatto proprie le strategie di investimento che hanno dato alle donne un primato dei risultati che i più ignorano.

Nel libro troverai numerosi riferimenti a sostegno del primato femminile negli investimenti.

Insomma, se è vero quanto ho scritto finora, perché i volti che vediamo nella gestione degli investimenti sono quasi sempre volti maschili?

La risposta è semplice: anche qui, come nelle imprese, resiste il soffitto di cristallo, l’invisibile barriera che impedisce alle donne di accedere a posizioni di comando o comunque interessanti.

E in Italia? Da noi come stanno le cose?

Non ho avuto modo di approfondire e di riportare qualche numero, ma un particolare testimonia lo scarso interesse per il tema: il libro della Lofton, best seller che da noi non è stato tradotto.

Che dire?

 

Trovi il post anche nel libro Palmiro e lo (s)management delle Risorse Umane – Tattiche di sopravvivenza aziendale.

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Commenti
Tiziana 25 Febbraio 2014 0:00

E’ una questione di cliché…secondo me….si tende ad attribuire agli uomini certi meriti e alle donne altri, in base a ciò che la società sin dalla sua nascita ha stabilito per loro.
Ma dato che non siamo oggetti inanimati non possiamo servire ad uno o a più scopi definiti, la nostra versatilità ci consente di poter fare cose diverse, diversissime tra loro, con le stesse identiche capacità, e con una buona riuscita delle stesse.
A prescindere dal sesso, dovremmo imparare a valutare le persone per ciò che sanno fare, per le loro attitudini e le loro peculiarità, e valorizzarle per permettere ad essi di esprimersi al meglio, e a noi di godere dei benefici.
Ma secondo voi questo potrà accadere?

AM 25 Febbraio 2014 0:00

Credo proprio di sì Tiziana, credo proprio di sì.
Ci credo fermamente.
A presto leggerti,
Arduino

Daniela 26 Febbraio 2014 0:00

Sì, ci credo fermamente anch’io. E vorrei sottolineare che dobbiamo essere noi donne a credere in noi stesse per prime. A differenza degli uomini, abbiamo più paura. Ma se quotidianamente affrontiamo sfide che intimorirebbero anche il più temerario degli uomini! Vi torna? 🙂
Daniela

Cristian 27 Febbraio 2014 0:00

Curioso che gli investitori più famosi del Mondo siano uomini ma, come ci dice Arduino (e confermano diversi sondaggi fra gli operatori di Borsa) siano le Donne quelle a garantire maggior costanza di risultato…
Nonostante questo, credo sia corretto separare il concetto di investimento da quello di speculazione e, se facciamo questa operazione, non credo che I risultati dei vari consulenti siano poi così diversi tra loro, uomini o donne che siano; io perlomeno non l’ho notato in più di 20 anni di investimenti.

Un abbraccio

Cristian

Stefano Marchetto 11 Agosto 2015 0:00

Ciao,
forse, come scrive Cristian, i dati visti nel tempo non evidenziano forti diversità, ma secondo me non sono i numeri in sé a far vedere le differenze a volte, invece è lo stile ed il modo con cui vengono eseguiti certi lavori, specifiche mansioni.
Lo stile, spesso, è un dettaglio fondamentale. Sia per l’uomo e sia per la donna.

A presto,
Stefano

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