Cos'è la dissonanza cognitiva e perché ne facciamo un uso quotidiano

Leon Festinger - Franco Angeli - 2009 - 272 pagg

Teoria della dissonanza cognitiva

2 Maggio 2011 | di Admin Errori cognitivi - Psicologia e psicanalisi

 

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Il 15 gennaio 1934 uno spaventoso terremoto sconvolse la provincia indiana del Bihar. Per qualche rampo, nelle regioni vicine a quella colpita, si diffusero voci allarmistiche che predicevano nuovi e peggiori disastri.

Queste voci, raccolte da Prasad, circa vent’anni dopo dovevano cadere sotto gli occhi di Leon Festinger che era allora impegnato nel lavoro di ordinare e integrare teoricamente la grande quantità di dati che erano stati sino ad allora raccolti nel campo della comunicazione e dell’influenza sociale.

L’esame dei dati di Prasad costituì la molla da cui doveva nascere la teoria della dissonanza cognitiva.

Come mai, si chiese Festinger, in una situazione del genere potevano nascere e diffondersi così facilmente delle voci terrorizzanti? Non sarebbe stato più logico che tra quelle popolazioni, già in preda al terrore, nascessero invece delle voci che tendessero a ridurre la paura?

La risposta di Festinger è che queste voci non erano destinate a provocare paura, bensì a giustificare quella che già la gente aveva.

Esisteva cioè una discordanza tra quanto queste persone, non direttamente colpite dal terremoto, vedevano attorno a loro, e la paura che provavano e che non era giustificata da quanto vedevano.

A questa discordanza tra elementi cognitivi (intendendo per elemento cognitivo ogni conoscenza, opinione o credenza che un individuo o un gruppo ha su se stesso o sul mondo che lo circonda) venne dato il nome di dissonanza cognitiva.

Secondo la teoria, esiste in ogni persona, in presenza di una dissonanza, una pressione tendente a ridurla, tanto maggiore quanto più forte è la dissonanza.

La riduzione può ottenersi (ed è il caso delle popolazioni indiane) aggiungendo nuovi elementi consonanti (le voci di prossime sciagure); potrebbe però manifestarsi, a seconda delle circostanze, anche cambiando gli elementi dissonanti o diminuendone l’importanza.

La portata della teoria così abbozzata è indubbiamente molto ampia, ed abbraccia gran parte dei problemi della psicologia sociale, particolarmente nel campo dell’influenza e della comunicazione. Dai processi decisionali e dalle conseguenze delle decisioni all’induzione forzata di un comportamento esteriore in contrasto con le opinioni private dell’individuo, ai problemi di comunicazione e di diffusione delle informazioni, al comportamento dei gruppi, ai fenomeni di massa, Festinger analizza in un quadro unitario, sulla base di numerose ricerche sperimentali, il potere predittivo e interpretativo della teoria.

 

INDICE

Prefazione di Gustavo Iacono
Premessa

1. Introduzione alla teoria della dissonanza
2. Conseguenze delle decisioni: teoria
3. Conseguenze delle decisioni: dati
4. Effetti dell’acquiescenza forzata: teoria
5. Effetti dell’acquiescenza forzata: dati
6. L’esposizione volontaria e involontaria alle informazioni: teoria
7. L’esposizione volontaria e involontaria alle informazioni: dati
8. Il ruolo del sostegno sociale: teoria
9. Il ruolo del sostegno sociale: dati sul processo di influenza
10. Il ruolo del sostegno sociale: dati sui fenomeni di massa
11. Riepilogo e nuove proposte

 

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