Basta fare profitti con lo sfruttamento commerciale del crimine

di AM il 22 giugno, 2011

In Italia è ancora possibile, nel 2011, commettere un reato (omicidio, rapina, altro che la fantasia possa suggerirvi), assurgere agli onori della cronaca al punto tale da diventare famosi quanto un marchio commerciale, quindi sfruttare la notorietà “onorevolmente” conquistata per scrivere un libro o girare un film, capitalizzando così le proprie gesta criminali.

Un esempio?

Leggi gli articoli sul caso Vallanzasca o quello dell’imprenditore che ha addirittura chiamato Vallanzasca una sedia con alloggiamento per la pistola.

A questo stato di cose si oppone da sempre l’Associazione delle Vittime del Dovere, ONLUS costituita per iniziativa di vedove, orfani, feriti e genitori di Vittime del Dovere per preservare la memoria dei caduti e dei feriti in servizio ovvero di quanti, vittime di azioni criminose, hanno dato la vita per servire lo Stato.

Sulla spinta dell’Associazione è partita l’iniziativa parlamentare dell’On. Cavallotto (Lega Nord), primo firmatario della proposta di legge ( 4 marzo 2011) contro lo sfruttamento commerciale delle memorie criminali.

La proposta prevede l’istituzione di un fondo, gestito dallo Stato, per il sostegno delle vittime di reati, mediante destinazione dei proventi percepiti dalle persone condannate per gravi reati come corrispettivo per l’uso della propria immagine o di informazioni sulla loro attività criminale.

Una legge che, finalmente, ci allinea a moltissimi altri paesi: speriamo in una rapida conversione in legge.

{ 4 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Elena giugno 28, 2011 alle 14:03

…e lo stato sarà, molto probabilmente, l’unico che ci guadagnerà, come spesso accade…

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AM giugno 28, 2011 alle 15:43

Ciao Elena,
il disegno di legge prevede che il fondo sia destinato a vittime ed eredi.
E speriamo che tutto vada nella giusta direzione.
A presto leggerti, Arduino

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Looney luglio 22, 2011 alle 11:16

Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica Aeronautica, il calabrone
non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in
rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò
continua a volare.Igor Sikorsky

fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Igor%27_Ivanovi%C4%8D_Sikorskij

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AM luglio 22, 2011 alle 13:28

Ciao Looney,
grazie per il commento. Ci spieghi la relazione fra il calabrone e lo sfruttamento del crimine?
A presto leggerti,
Arduino

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