Meglio essere bravi o fortunati?

di AM il 20 gennaio, 2012

Esiste una consapevolezza diffusa della tendenza a cercare una scorciatoia per il successo: l’apparizione in TV, il biglietto della lotteria, il gratta e vinci di turno spesso sostituiscono un serio piano di costruzione di competenze sulle quali fondare la vita  professionale (e non).

Ma cosa succede quando, specie nelle imprese, si scambia la fortuna per competenza?

Non lo neghiamo, può accadere che alcuni risultati siano ottenuti dalle organizzazioni per circostanze del tutto fortuite.

Niente di male, anzi!

È bene, tuttavia, essere consapevoli della buona sorte e della propria capacità di gestire il business.

Perché se scambiare la fortuna per competenza può rappresentare una iattura, scambiare l’incompetenza per sfortuna può rivelarsi catastrofico.

Non credi?

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Fuliabe gennaio 21, 2012 alle 13:50

L’esempio lampante ultimamente lo vediamo continuamente sui media: una grande nave adagiata su una spiaggia del Giglio. Sfortuna o incompetenza? Qualunque cosa l’abbia causata, rimane una catastrofe.

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AM gennaio 23, 2012 alle 06:10

Il cocktail, in questo caso è stato mortale.

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Claudia gennaio 23, 2012 alle 16:56

La fortuna e’ un “bonus” non prevedibile,
ci puo’ essere forse, ma non lo si puo’ “preventivare” nel budget.
Si deve sempre agire come se non esistesse .
Saluti

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Cristian gennaio 23, 2012 alle 18:07

Il “Drake” (Enzo Ferrari) sosteneva di preferire un pilota discreto ma fortunato a un pilota bravo ma sfortunato.

Dopo 20 anni di esperienza commerciale devo ammettere che aveva ragione.

La competenza è d’obbligo, l’eccezionalità no, ma un pò di c..o aiuta, anche a scegliere l’azienda giusta per cui lavorare.

Un abbraccio.

Cristian

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