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Esiste una consapevolezza diffusa della tendenza a cercare una scorciatoia per il successo: l’apparizione in TV, il biglietto della lotteria, il gratta e vinci di turno spesso sostituiscono un serio piano di costruzione di competenze sulle quali fondare la vita professionale (e non).
Ma cosa succede quando, specie nelle imprese, si scambia la fortuna per competenza?
Non lo neghiamo, può accadere che alcuni risultati siano ottenuti dalle organizzazioni per circostanze del tutto fortuite.
Niente di male, anzi!
È bene, tuttavia, essere consapevoli della buona sorte e della propria capacità di gestire il business.
Perché se scambiare la fortuna per competenza può rappresentare una iattura, scambiare l’incompetenza per sfortuna può rivelarsi catastrofico.
Non credi?
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L’esempio lampante ultimamente lo vediamo continuamente sui media: una grande nave adagiata su una spiaggia del Giglio. Sfortuna o incompetenza? Qualunque cosa l’abbia causata, rimane una catastrofe.
Il cocktail, in questo caso è stato mortale.
La fortuna e’ un “bonus” non prevedibile,
ci puo’ essere forse, ma non lo si puo’ “preventivare” nel budget.
Si deve sempre agire come se non esistesse .
Saluti
Il “Drake” (Enzo Ferrari) sosteneva di preferire un pilota discreto ma fortunato a un pilota bravo ma sfortunato.
Dopo 20 anni di esperienza commerciale devo ammettere che aveva ragione.
La competenza è d’obbligo, l’eccezionalità no, ma un pò di c..o aiuta, anche a scegliere l’azienda giusta per cui lavorare.
Un abbraccio.
Cristian