Una strategia per prevalere sulle persone disoneste

di AM il 28 aprile, 2013

Lo scorso mese ho pubblicato un pensiero di Natalia Ginzburg, la quale parlava dell’intelligenza che si sente circolare nelle strade italiane.

A seguito di questo articolo sono arrivati numerosi commenti, molti dei quali sostenevano che in Italia le persone intelligenti o soccombono a quelle disoneste oppure non si danno abbastanza da fare per prevalere.

Ho trovato un breve passo di Nicolas de Chamfort che forse può aiutarci a dipanare la matassa.

State a sentire.

La spiegazione migliore del perché il disonesto, e qualche volta anche lo stupido, abbiano quasi sempre la meglio in società sulla persona onesta e su quella intelligente consiste nel fatto che il disonesto e lo stupido fanno meno fatica a mettersi sullo stesso piano degli altri e ad assecondarli dal momento che, in generale, sono stupidi e disonesti; mentre la persona onesta e quella riflessiva, non riuscendo ad accordarsi subito con la società, perdono del tempo prezioso per la loro fortuna. Gli uni sono dei mercanti che, conoscendo la lingua del paese, vendono e si riforniscono alla svelta, mentre gli altri sono costretti a imparare la lingua dei loro venditori e dei loro clienti. Ma spesso, prima ancora di esporre la mercanzia e di entrare in trattative, non si degnano di apprendere quella lingua, e allora se ne vanno senza neppure aver iniziato.

Chamfort, scrittore e intellettuale del ‘700 che conosceva bene il mondo della politica, partiva dall’assunto che la società fosse dominata dalla disonestà: in questa ottica la sua riflessione appare ineccepibile.

Tuttavia, è una visione delle cose che non riesco ad abbracciare completamente, poiché vedo intorno a me anche tante persone oneste e intelligenti vedere riconosciuti i propri meriti.

Ma il passo di Chamfort ci offre anche l’occasione per definire una strategia che potremmo impiegare per combattere il malaffare.

Rimanendo nella metafora del mercato l’uomo, invece di andarsene senza neppure aver iniziato, può impiegare la propria intelligenza per imparare la lingua dello stupido e del disonesto; e poi cercare di cambiarla, arrivando a nuove regole del gioco.

Complicato?

Certo, ma a cosa serve l’intelligenza superiore se non a gestire situazioni complesse?

{ 3 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Ilaria aprile 30, 2013 alle 11:24

Mi fa piacere questo approfondimento e concordo con Nicolas ma, anche con te e con la tua proposta, non facile ma fattibile. Aggiungo però un altro aspetto. I furbi potrebbero essere contrastati anche in un altro modo: facendo meno fatica come dice Nicolas, facilmente accade che i furbi siano socievoli e simpatici, quindi ok divertiamoci con loro ma quando dobbiamo dare un merito diamolo al noioso, responsabile ed intelligente. Spero di essermi spiegata.

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AM aprile 30, 2013 alle 15:10

@Ilaria. Venduto :-).

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Salvatorica Mereu agosto 5, 2018 alle 23:59

Sono disgustata. Capisco perfettamente la lingua dei furbi e dei disonesti. Preferisco esprimermi con un comportamento onesto e coerente con i miei principi morali. Sono un insegnante precaria della scuola primaria. La realtà della scuola la vivono docenti e alunni costretti ad adeguarsi alle contraddizioni della politica e alle sopraffazioni di chi è indifferente nei confronti della scuola.

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