Ma perché “la gente” dovrebbe comprare Sensodyne?

di AM il 12 dicembre, 2014

Oggi voglio analizzare con te lo spot del dentifricio Sensodyne, un tempo distribuito solo in farmacia e oggi presente anche nei supermercati come noti brand di largo consumo (Colgate, Mentadent, Defend, per citarne alcuni).

Guarda lo spot, poi facciamo qualche riflessione.

Per comodità ho trascritto il testo, che puoi leggere di seguito.

La gente, sapendo che lavoro in questo campo , mi dice di avere ai denti delle fitte dolorose e si limita in alcuni semplici gesti…

… come bere delle sostanze fredde, come mangiare un gelato.

Perché privarsi di questi piccoli piaceri della vita quotidiana?

È una situazione che può essere trattata facilmente utilizzando un dentifricio specifico per i denti sensibili.

Un dentifricio come Sensodyne.

Ecco perché la gente continua ad utilizzare un dentifricio come Sensodyne.

 

Ti sono sfuggite le scritte in sovraimpressione? Eccole di seguito in rosso.

Perché ho questa fitta dolorosa?
(Testimonial) Letizia Marinosci – Regulatory Affairs Manager GSK CH
(Immagine prodotto) Usalo 2 volte al giorno
Ecco perché i dentisti raccomandano* – MediPragma 2014
www.sensodyne.it
Il MARCHIO N.1 PER I DENTI SENSIBILI – *The Nielsen Company A.T maggio 2014

Ora analizziamo lo spot.

Il testimonial è Letizia Marinosci, che in GlaxoSmithKline ( la casa farmaceutica proprietaria del marchio) si occupa di Regulatory Affairs, cioé della supervisione delle procedure di autorizzazione per la commercializzazione dei prodotti.

Lo spot è ambientato in un open space e la dott.ssa Marinosci, laurea in chimica a master in general management alla SDA Bocconi, ci riferisce in camice bianco delle occasioni in cui “la gente”, le riferisce “di avere ai denti delle fitte dolorose”.

Ti faccio alcune domande a proposito della testimonial:

  • Quale autorevolezza ha la dottoressa Marinosci per suggerire, in camice bianco, un dentifricio e non un altro? Il fatto di lavorare per una casa farmaceutica rende le persone esperte in un settore specifico?
  • Perché, secondo te, indossa il camice bianco? Lo indossa normalmente durante il lavoro oppure è funzionale alla comunicazione pubblicitaria?
  • Perché parla della “gente”? Per quanto la dottoressa Marinosci possa essere nota faccio fatica a credere che quando esce di casa ci siano moltitudini ad aspettarla per parlarle di dolori gengivali; perché allora non parla di amici e conoscenti?

Veniamo poi alle scritte in sovraimpressione. Anche per queste ho alcune domande:

  • Usalo 2 volte al giorno”. Perché non suggerire ciò che effettivamente una corretta igiene orale raccomanda, e cioé di lavare i denti dopo ogni pasto?
  • Secondo la società di ricerca di mercato MediPragma il dentifricio sarebbe raccomandato dai dentisti. Cosa significa? È il risultato di una ricerca di mercato? Quanto era rappresentativo il campione? Quali domande sono state poste ai dentisti?
  • Secondo una ricerca svolta dalla Nielsen nel maggio 2014 Sensodyne sarebbe il marchio n1 per i denti sensibili. Numero uno per cosa? Vendite? Qualità?

É anche doveroso osservare che in uno spot di 30 secondi è impossibile dare i dettagli di una ricerca di mercato strutturata; con fiducia sono andato sul sito indicato in sovraimpressione e ho cercato i dati relativi alle ricerche citati ma non li ho trovati. Vuoi provarci tu? Vai al sito www.sensodyne.it.

Sono davvero tanti i punti poco chiari, vero?

Mi piacerebbe che il product manager che in GlaxoSmithKline si occupa di Sensodyne fosse consapevole che ciò che resta a chi, come me, guarda questo spot con atteggiamento critico sono alcune sensazioni:

  • pur senza mentire, lo spot tenta con il camice bianco e con il linguaggio di accreditare come autorevole una persona che non dichiara competenze nell’igiene orale;
  • i risultati delle ricerche di mercato non sono sostenuti da fatti evidenti a chi guarda lo spot;
  • l’uso del termine “gente”, abbastanza inusuale nella comunicazione pubblicitaria e in quella relativa a un prodotto che vuole mantenere altro profilo, fa pensare che si voglia indurre nel consumatore l’idea che la quota di mercato sia piuttosto alta, senza esserlo in realtà.

Insomma una comunicazione che appare più concentrata nell’evitare che lo spot sia classificato come pubblicità ingannevole che nel convincere il consumatore ad acquistare il dentifricio.

Non credi?

{ 10 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Cesare dicembre 12, 2014 alle 22:25

Interessante anche che dica due volte “COME Sensodyne” – il che vorrebbe dire che ci sono ANCHE altri prodotti equivalenti, e li salvaguardia dalle possibili cause intentate dalla concorrenza…

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AM dicembre 14, 2014 alle 12:04

Ciao Cesare,
acuta osservazione.
Tieni conto che oggi la pubblicità comparativa è legale, ma non hanno ritenuto utile assumersi il rischio di un paragone diretto con altri brand, Colgate in primis.
A presto leggerti,
Arduino

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Manfredo Fanti dicembre 14, 2014 alle 14:30

Osservazioni centrate! Aggiungerei che la bocca della Dottoressa, oltre a non essere bella, denota un problema di denti e non mi sembra che sia il top del testimonial del suo prodotto. E’ un po’ come il viso affaticato di Fabbricatore che denota problemi di riposo e forse di materasso. MF

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AM dicembre 15, 2014 alle 08:25

Non avevo notato il particolare Manfredo.
E se la testimonial fosse stata scelta proprio per le sue imperfezioni, per ampliare il numero delle persone che con lei possono identificarsi?
Grazie e a presto leggerti,
Arduino

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Roberto dicembre 16, 2014 alle 19:30

Io credo che quella di non adoperare una modella (ma una persona che pare “comune”) e vestirla con un camice bianco sia una scelta voluta. D’impatto mi restituisce l’impressione di una farmacista o di un medico; confesso che prima che Arduino focalizzasse questa pubblicità, vedendola in tv non avevo colto/letto che si occupasse di Regulatory Affairs.

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Franka® dicembre 17, 2014 alle 08:55

Che dire? La pubblicità resta quello che è: pubblicità.
Il cui scopo non è informare, ma vendere.
Se vende di più, è una buona pubblicità.

Poi, ovviamente, gli strumenti di controllo sono quello che sono (questa non può essere classificata come pubblicità ingannevole, anche se sottilmente indirizza il potenziale compratore a pensare cose che non sono né dette, né scritte)…

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Sponge aprile 3, 2015 alle 22:03

Vabbé, è uno spot. Allora che cosa dovremmo dire di “Falqui, basta la parola?”.

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Laura aprile 4, 2015 alle 08:51

Ma quanto è brutta ? Tiene la bocca tutta storta.. Personalmente non lo compro

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luciano giugno 29, 2015 alle 17:49

Spot sensodyne non si dice sens si dice sensodyne

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Alessandro ottobre 3, 2017 alle 12:07

Si vede che non hai altro da fare e contestualmente ancora ti illudi che esista il libero arbitrio.
La pubblicità serve a orientarci al prodotto pubblicizzato e facendolo ci manipola perché non esiste il libero arbitrio, altrimenti non funzionerebbe mai se esistesse il libero arbitrio.
Nessuna pubblicità per orientare è vera, per una semplice ragione, è ampiamente dimostrato che vero è una parola che indica una cosa inesistente.
Sul Sensodyne la cosa buona è che funziona e pure bene, è esatto che è consigliato dai dentisti, il tuo articolo è mugugno polemico inutile.

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