L’arroganza di chi prevede il futuro

di AM il 22 febbraio, 2017

arroganza intellettuale

Politici, economisti, stregoni di varia natura, persone spesso concentrate a catturare i riflettori con le loro previsioni sul futuro.

Ma è davvero possibile sapere ciò che ci riserva il futuro?

Da sempre abbiamo provato a rispondere alla domanda con l’astrologia, con altre forme di superstizione e ricorrendo ai cosiddetti esperti, rifiutando di prendere atto di un unico, incontestabile, fatto: del futuro non sappiamo nulla e nulla possiamo dire.

Per questo, non posso che condividere il pensiero di John Kenneth Galbraith e aggiungere

se vuoi avere un’idea di cosa potrebbe accadere in futuro e orientare così le tue scelte, piuttosto che fidarti di ignoranti dispensatori di verità, chiedi consiglio a chi, pur potendo dire la sua, tace.

Cosa ne pensi?

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Ada C. febbraio 22, 2017 alle 15:30

Spezzo una lancia in favore della Storia, che ci permette di osservare dall’alto e da lontano – come se fossimo su una navicella spaziale – fatti che ai nostri predecessori sembravano isolati e invece facevano parte di fenomeni, movimenti di pensiero e alla fin fine cambiamenti sociali e storici e che può aiutarci a ipotizzare – più che a prevedere – situazioni in cui potremmo trovarci.

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AM marzo 1, 2017 alle 16:34

Ciao Ada,
Il tuo commento amplia la prospettiva del post, estendendola ai casi in cui, potendo guardare indietro, abbiamo una visione dei fenomeni tale da lasciarci esclamare: “Io lo avevo previsto!”
Come se le cose non potessero prendere una prospettiva diversa dopo che ne abbiamo potuto osservare lo svolgimento.
Una errore cognitivo che commettiamo piuttosto spesso e che è ben illustrato da matteo Motterlini in questo libro http://www.tibicon.net/libri/trappole-mentali
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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Graziano marzo 18, 2017 alle 20:25

sapete perché molto spesso, quasi sempre, si ignora la Storia?
perché pensiamo di essere più furbi di chi ci ha preceduto e quindi, sopravvalutandoci, pensiamo di essere assolutamente capaci di evitare i guai che innumerevoli episodi si sono replicati nella storia.
Forse, paradossalmente, l’aver letto -studiato mi pare una esagerazione- storia è la causa del ripetersi degli stessi errori nelle stesse condizioni: per dimostrare che siamo più bravi di chi ci ha preceduto.
Fanno eccezione i Grandi – ma tutti hanno avuto la loro Waterloo

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AM marzo 19, 2017 alle 10:22

Ciao Graziano,
mi piacerebbe tanto che avessi ragione, e cioé che prima di prendere decisioni le persone “leggessero” la Storia.
Ma temo che non sia così: perché se così fosse assisteremmo a un numero inferiore di scelleratezze.
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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