Ha senso difendere l’orticello?

di AM il 15 marzo, 2017

orticello

Ho una domanda per te.

Tutti quelli che si danno tanto da fare per difendere quel briciolo di conoscenza che alberga nella loro testa nella speranza di trarne vantaggio, sono consapevoli della sua deperibilità?

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andrea marzo 15, 2017 alle 23:54

questo mi sembra proprio il caso del ‘paradosso del perito industriale’
(visto da un ingegnere)

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AM marzo 16, 2017 alle 00:03

Ciao Andrea,
non ho capito.
Mi spieghi?
Grazie e a presto leggerti,
Arduino

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andrea marzo 16, 2017 alle 19:48

mi riferisco alla tendenza a non confidare piccoli / grandi segreti lavorativi da parte della citata categoria, che il più delle volte si tramuta nel conservare gelosamente il segreto dell’esistenza dell’acqua calda…
non voglio offendere nessuno, che poi il conferimento della laurea non conferisce doti di bontà e saggezza: è però molto evidente il comportamento che ho descritto.

AM marzo 17, 2017 alle 19:20

Ciao Andrea,
la tua posizione è in sostanza la seguente:
– gli ingegneri tendono a conservare gelosamente “piccoli / grandi segreti lavorativi”, cosa “che il più delle volte si tramuta nel conservare gelosamente il segreto dell’esistenza dell’acqua calda…”;
– “il conferimento della laurea non conferisce doti di bontà e saggezza”;
– “è però molto evidente il comportamento che ho descritto”.
Ecco cosa penso:
– esistono molte persone che difendono l’orticello (ingegneri, periti industriali ma anche professionisti di marketing, venditori, amministrativi, buyer, avvocati, ecc.). L’elenco è interminabile. Pensi che gli igneggneri manifestino una tendenza marcata a questo atteggiamento? Hai esperienze personali o informazioni più generali in proposito? Ci dai qualche informazione in più?
– Completamente d’accordo che la laurea con conferisce bontà e saggezza. Nè la laurea in ingegneria né qualunque altro titolo di studio.
Ciò detto, non vedo chi possano offendere le tue parole.
grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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andrea marzo 18, 2017 alle 00:18

ehm ehm mi sa che a tarda ora sono anche più criptico che durante la giornata…eheheh
il mio pensiero andava al fatto che nel rapporto lavorativo perito industriale/ing. meccanico, l’ing. meccanico -in particolare se giovane- assiste e viene sottoposto molto spesso a un processo di scambio di informazione asimmetrico:
il perito non condivide volentieri le nozioni apprese.
Io, che giovane non son più, mi spiego il fenomeno in questi termini:
1) il perito ha faticosamente appreso preziose nozioni – che pur essendo preziose , possono essere trovate sui libri specialistici.

2) il perito , che mediamente ha una decina di anni di esperienza lavorativa in più, ha interiorizzato prima il concetto che nessun pasto è gratis e che l’altruismo a volte non è una buona scelta.

Da qui la premessa di non voler offendere nessuno: alla fine era giusto una riflessione ironica sulle tecniche di sopravvivenza aziendale.
Che poi , a dirla tutta, una volta un vecchio Ing. Dirigente CNH – oppure executive come si usa oggi- mi disse : ricorda , la conoscenza è potere…

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AM marzo 18, 2017 alle 15:46

Ciao Andrea,
adesso capisco il tuo messaggio.
Le dinamiche che descrivi sono piuttosto comuni, come comune è l’errore commesso da quanti difendono l’orticello.
Sono cioé spesso allegramente inconsapevoli che la conoscenza deperisce, esattamente come gli ortaggi.
E allora, o abbiamo avuto cura di contribuire a generare un meccanismo di scambio e accrescimento della conoscenza, oppure siamo destinati a continuare a difendere ciò che è diventato obsoleto.
Cosa ne pensi?
Grazie dell’interessante contribito e a presto leggerti.
Arduino

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