Tre buone ragioni per inventare l’acqua calda…

di AM il 12 maggio, 2017

inventare acqua calda

La vignetta descrive una situazione non così rara in Italia.

Le imprese, nel nostro paese, sono fra le più innovative del mondo.

Tuttavia, sono riluttanti a investire in due strumenti essenziali per la competitività aziendale:

  • il brevetto, che tutela legalmente l’invenzione e impedisce alla concorrenza di impiegarla senza licenza;
  • lo studio di anteriorità, che permette di scoprire se sono stati depositati brevetti collegati alla nostra invenzione e orientare di conseguenza gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Quali sono le ragioni alla base di questo comportamento?

Direi che possiamo contarne almeno tre:

  1. Molte imprese non hanno le idee chiare circa il funzionamento dei brevetti e addirittura ignorano l’esistenza dello studio di anteriorità;
  2. Brevetti e studi di anteriorità costano, e troppe aziende sono riluttanti a sostenere un investimento marginale rispetto a quello sostenuto per la ricerca. Probabilmente perché percepito come improduttivo;
  3. Troppe persone che lavorano in ricerca e sviluppo si innamorano delle proprie idee e tendono a pensare che loro concorrenti non arriveranno mai ad avere le stesse brillanti intuizioni. Perché allora investire in uno studio di anteriorità se siamo tanto più bravi degli altri?

Insomma, meglio restare con l’illusione della conoscenza esclusiva e rischiare di inventare l’acqua calda piuttosto: scoprire di essere solo dei comuni mortali potrebbe rivelarsi insostenibile…

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G. F. Parravicini agosto 30, 2017 alle 11:24

Le aziende sono ben strutturate e organizzate commercialmete per produrre ogni ogni innovazione fattibile, cosa che nella stramaggioranza dei casi l’autore dell’ invenzione non possiede, per cui se l’autore non vuole spendere un patrimonio per mantenere il brevetto, lascia perdere e va tutto del dimenticatoio, per le aziende basta prendere visione dei brevetti scaduti disegni e testi, e metterli in produzione a costo zero, per questo esistono archivi ben organizzati e consultabili solo dalle aziende, una vera ricchezza a costo zero, perchè rischiae di dare dei finanziamenti a un autore che non ha nessuna esperienza commerciale ? sarebbe un fallimento totale, Hai mai visto un inventore arrichito dalla propria invenzione ?

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AM settembre 1, 2017 alle 08:02

Ciao G. F. Parravicini (curioso pseudonimo… :-)),
rispondo per punti: fra parentesi il punto che commento.
– (… Le aziende sono ben strutturate e organizzate commercialmete per produrre ogni ogni innovazione fattibile) Vorrei tanto che fosse così, perchè lo stato della nostra economia sarebbe ben diverso.
– (se l’autore non vuole spendere un patrimonio per mantenere il brevetto, lascia perdere e va tutto del dimenticatoio) Questo accade quando l’autore non è consapevole di un nutrito gruppo di variabili: licencing, scopo dell’invenzione, esistenza di consulenti che possono aiutarlo, ecc.
– (esistono archivi ben organizzati e consultabili solo dalle aziende, una vera ricchezza a costo zero) I database sono consultabili da tutti, che io sappia.
– (Hai mai visto un inventore arrichito dalla propria invenzione?) Moltissimi. Uno è Franco Stefani: qui la sua intervista http://www.tibicon.net/le-interviste-2/franco-stefani-gruppo-system
Grazie e a presto leggerti.
Arduino

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